Ciclismo – Fanini: «Basso ha dimostrato che si può vincere senza doparsi»

Malgrado l’Italia del pedale abbia chiuso la stagione con «zero tituli» come non succedeva da 20 anni è stata ugualmente un’annata positiva per il ciclismo italiano, secondo Ivano Fanini, manager della squadra professionistica Amore&Vita-McDonald’s.
«Quest’anno – spiega – con Basso abbiamo dimostrato che anche “senza” si può. Se tutti i suoi avversari gareggiassero senza, con Basso saremmo i numeri uno. È questo il miglior “titulo” che oggi si può vantare».
«Basso lo ha dimostrato – aggiunge Fanini – vincendo solo il Giro del Trentino, gara di appena quattro tappe, alla portata di un campione della sua levatura, anche senza aiuti chimici. Ho letto anche una dichiarazione di Cunego che dice: “Qualcuno pensa che siamo i più controllati e chi pensa che la ragione della mancanza di risultati sia questa, sbaglia di grosso”. La verità è proprio questa: il nostro ciclismo è stato devastato da quando si fanno alcuni controlli più mirati e funzionali. Questo ha comportato la perdita di molte vittorie e quelle ottenute in passato rimangono un grosso punto interrogativo.
«Non è una bugia sostenere che nel prossimo futuro anche il Pro Tour rimane una grossa incertezza in ambito doping perché il business fa sì che i controlli non siano uguali per tutti. Per fare una pulizia necessaria e totale bisogna cominciare a radiare chi viene sorpreso a usare sostanze dopanti».

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