Boxe

Olimpiadi: La Provincia di Caserta festeggia i suoi assi sportivi

Image and video hosting by TinyPicLe giovani speranze dello sport casertano in passerella venerdì 20 alle 17 nell’aula consiliare della Provincia dove, ad iniziativa del Panathlon Club Caserta – Terra di Lavoro, avrà luogo la tradizionale cerimonia di consegna dei Premi “Panathlon-Coni 2009″ a quanti hanno conseguito risultati di prestigio a livello internazionale e nazionale nelle categorie giovanili. Sarà il presidente del Panathlon Club di Caserta Giuseppe Bonacci a presentare i numerosi insigniti, appartenenti a ben ventitre Federazioni Sportive Nazionali, cui fanno riferimento oltre 150 atleti meritevoli del riconoscimento. Alla cerimonia presenzieranno il commissario straordinario alla Provincia, prefetto Biagio Giliberti, il governatore dell’area Campania del Panathlon Antonio Gambacorta, il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone ed altri esponenti delle istituzioni civili, militari e sportive. Tra i numerosi riconoscimenti spiccano i Trofei intestati a due benemeriti dirigenti del Panathlon Caserta, lo storico presidente Donato Messore e il generale Rosario Amenta, a lungo segretario del sodalizio. La kermesse fa seguito, a livello di premiazioni giovanili, al Gala dei Campioni, svoltosi il mese scorso, nel corso del quale, ad iniziativa della Provincia e del Coni, furono celebrati i risultati a livello olimpico, mondiale ed europeo di un gruppo di atleti top di Terra di Lavoro, e precede la festa per le Stelle al Merito Sportivo, le Medaglie al Valore Atletico ed i Premi Coni che verranno consegnati, in un’altra festosa cerimonia, a fine anno.

Boxe, Dimutrescu da campione olimpico a ladro di portafogli

Image and video hosting by TinyPicDa campione olimpionico a ladro di portafogli il passo è stato breve per Daniel Dimutrescu arrestato a Roma nelle vicinanze della basilica di San Pietro dagli agenti della Polizia di Stato. Infatti, l’ex medaglia d’argento dei pesi piuma alle Olimpiadi di Seul del 1988 è stato colto in flagranza di reato mentre era intento con un complice nell’adescare dei turisti nel pieno centro di Roma. La tecnica usata dall’ex campione rumeno era semplice e alquanto elementare, infatti, con il suo “compare”, un 23enne senza fissa dimora come lui, avevano messo in piedi una sorta di “sceneggiata” degna della classica tradizione italiana. Infatti, il complice dell’ex pugile si fingeva un normale passante e con uno stradario della città eterna in mano fermava i turisti in transito per una improbabile informazione, ma a questo punto interveniva l’ex pugile che con un tesserino contraffatto recitante la dicitura “POLICE” chiedeva ai turisti i documenti di riconoscimento ed il portafogli per poi darsela a gambe levate. Procedura che è andata bene fino a quando le forze dell’ordine italiane non lo hanno beccato nel pieno delle sua attività.

Niente da fare per Silvio Branco (59-10-2, 36 k.o.), che non è riuscito a conquistare il titolo mondiale versione Wbc dei pesi medio-massimi, sconfitto per k.o.t. dal canadese (24-1, 16 k.o.), alla prima difesa della cintura, sul ring del Bell Centre di Montreal.
È stato un incontro molto duro, dominato dal pugile di casa (che ha mandato Branco al tappeto nella settima ripresa e per due volte nella decima, quando l’angolo di Branco ha gettato la spugna), al termine del quale Pascal (che ha portato il nome di Arturo Gatti sui pantaloncini, in memoria dell’indimenticato campione italo-canadese recentemente deceduto) sente di aver legittimato con forza il suo status di campione, ottenuto contro il rumeno Adrian Diaconu lo scorso giugno (che Branco avrebbe dovuto affrontare prima di Pascal).
Branco, che per i primi due round era riuscito a controllare Pascal ed è partito meglio anche in quello successivo, ha riportato un taglio durante la terza ripresa, mentre nella quarta è andato al tappeto reclamando però per una spinta da parte del campione. L’arbitro comunque ha contato Branco, per assicurarsi delle sue condizioni, pur facendo capire che non si trattava di knock-down.
L’incontro, da qui in avanti, è andato decisamente nella direzione del campione in carica, sebbene l’aggressività non sia mancata da entrambe le parti. Nella settima ripresa Pascal (che si è mosso molto meglio dopo i primi tre round un po’ contratti), dopo aver ricevuto un avvertimento dall’arbitro per aver esagerato con le trattenute, ha spostato in maniera netta il match mandando al tappeto Branco che, però, ancora una volta reclama per una spinta.
Il 43enne ex campione Wba non riesce a ribaltare la situazione, anzi, nel corso del nono round si inginocchia nuovamente lamentandosi per un colpo basso, mentre nella decima ripresa Pascal, dopo aver mandato branco al tappeto “Il Barbaro” con un potente destro (lamentele anche qui, per un colpo dietro la testa), e poi ha chiuso i conti subito dopo con un tremendo sinistro alla testa, con l’angolo italiano costretto a gettare l’asciugamano e consegnare la vittoria al canadese.

Boxe – Mayweather Jr. torna dopo due anni e si riprende lo scettro

A quasi due anni di distanza dall’ultima volta (vittoria per k.o. contro Ricky Hatton), e dopo un ritiro al quale in pochi hanno veramente creduto, Floyd voleva riprendersi il posto che era suo, e cioè quello di miglior pugile “pound-4-pound” al mondo.
E così a Las Vegas, “Money” (o “Pretty Boy”, se preferite) ha portato a casa la vittoria numero 40 della sua carriera, e non ha ancora conosciuto l’amaro sapore della sconfitta. Non ha potuto nulla neanche Juan Manuel Marquez (50-5-1, 37 k.o.), tutt’altro che una vittima designata: il campione mondiale dei pesi leggeri versione Wbo e Wba ha accettato di salire di categoria per battezzare il rientro del 32enne Mayweather, senza nascondere la speranza di rovinargli la festa e quindi imporsi come uno dei più forti pugili del momento. Gli è andata male.
Il match, previsto al limite dei pesi welter (147 libbre), prevedeva una clausola contrattuale legata al peso (rimanere entro le 144 libbre), per evitare un eccessivo squilibrio tra i due (Mayweather ha combattuto anche come superwelter, contro De La Hoya, ed è abituato a colpi più pesanti). Mayweather, però, ha fatto registrare 146 libbre, e ha dovuto sborsare 600.000 dollari di penale (300.000 a libbra). Robetta, direte voi, rispetto alle borse alle quali ormai è abituato: 10 milioni di dollari il minimo garantito per lui per questo match, in attesa dei risultati del pay-per-view.
Una differenza, quella di peso, che probabilmente è stata determinante in un match che è stato totalmente a senso unico: tutti e 12 i round sono andati agevolmente a Mayweather, che ha anche mandato al tappeto Marquez nel corso della seconda ripresa con un gancio sinistro. Il messicano, che ha avuto il merito di rimanere in piedi e finire il match, non è mai riuscito a risolvere la matassa tattica propostagli da Mayweather, splendido artista della difesa. Solo il 12% dei colpi tirati da Marquez, alla fine, sono andati a segno, contro la chirurgica precisione del suo avversario (290 volte a segno su 493 colpi, il 59%), bravissimo a tenere la sua distanza, a lavorare con il jab e non consentire mai all’avversario di spostarlo dal suo piano tattico. Alla fine i cartellini sono eloquenti: 120-107, 119-108 e 118-109. Cioè, un match senza storia.
Ora Floyd, che negli ultimi due anni ci ha fatto vedere di tutto (dal match milionario con De La Hoya, al riavvicinamento con il padre-allenatore Floyd Sr., alle partecipazioni a trasmissioni come “Ballando con le Stelle” e comparsate nel wrestling Wwe, che ha mandato il suo famoso Triple H ad accompagnare Mayweather sul ring) è atteso da sfide molto interessanti: una gliel’ha lanciata direttamente un grande come Shane Mosley sul ring, subito dopo la fine del match.
L’altra, quella che tutto il mondo della boxe si aspetta, contro quello che attualmente viene ritenuto il migliore al mondo “pound-4-pound”, Manny Pacquiao, che però prima dovrà vedersela contro Miguel Cotto. Come dicevamo, il re è tornato e forse è già abbastanza così, per generare maggiore interesse nei confronti di questo sport.

Pugilato – Mondiali: doppio oro con Valentino e Cammarelle

Doppia medaglia d’oro per l’Italia ai mondiali di pugilato di Milano. Roberto Cammarelle ha vinto il titolo iridato nella categoria dei supermassimi, Domenico Valentino si è imposto nei pesi leggeri.
Cammarelle ha battuto in finale l’ucraino Roman Kapitonenko 10-5. Per Cammarelle, 29 anni, campione olimpico in carica, si tratta del secondo titolo iridato consecutivo dopo quello conquistato a Chicago nel 2007.
“In finale avrei battuto chiunque”, ha detto l’azzurro, uscito alla distanza dopo un primo round equilibrato: “Lui è un pugile che ci mette il fisico, l’ho voluto stancare. Non aveva grossa resistenza, volevo vedere se si scopriva e poi sono andato in tranquillità nei round successivi. Speravo fosse un avversario migliore, forse il cinese (Zhilei Zhang, ndr) poteva dare più soddisfazioni ma l’importante per me era vincere. E chiunque in finale oggi avrebbe perso”.
Con l’ucraino è stato un match senza scorrettezze. I due alla fine si sono abbracciati: “E’ stato un incontro fra due galantuomini, ma noi abbiamo il terzo tempo nel dna, anche se poi ci prendiamo a pugni…”. Il suo oro bissa quello conquistato da Domenico Valentino nei pesi leggeri: “Mi ha fatto emozionare il combattimento e commuovere nell’esultanza, mi ha dato una grande carica. E poi devo ringraziare il pubblico”.
Prima di Cammarelle era toccato a Domenico Valentino portare il tricolore sul gradino più alto del podio. In pugile di Marcianise ha sconfitto il portoricano Josè ai punti per 9-4. Nei primi due round il suo avversario è partito coprendosi bene con una guardia serrata. Ma poi l’azzurro è riuscito ad aprire una breccia colpendolo con una serie di pugni ben piazzati e da metà della seconda ripresa ha preso in mano l’incontro.
“Ho vinto soprattutto con la testa perché Pedraza era molto più forte di me tecnicamnte, ma ho dimostrato di mantenere bene la lucidità e la fame di vittoria”, ha detto Valentino. “Il primo obiettivo era quello di mettere a segno qualche punto nella prima ripresa per poi prenderlo in contro tempo nelle altre due. Nella terza, infatti, lui si è scoperto ed ho conquistato qualche punto di vantaggio che ho portato fino all’ultimo gong. Ho fatto un buon lavoro di mente, mi sono meritato questa medaglia d’oro. Mi sento due volte campione del mondo, a Chicago ho disputato una finale con una sola mano, mi avevano chiamato mano di cristallo ora sarò mano d’acciaio”.

Boxe – Mondiali dilettanti: Valentino e Cammarelle in finale

Ai Mondiali di Milano si esulta per l’approdo in finale dei due italiani ancora in tabellone. Domenico Valentino e Roberto Cammarelle si giocheranno domani pomeriggio le chance iridate con il netto favore del pronostico.
Continua il volo magico di Domenico Mirko Valentino nei leggeri: due anni dopo Chicago, ritrova la finale, ma stavolta senza l’assillo di una mano fuori uso. Il match contro il mancino georgiano Pkhakhadze è stato un monologo fotografato dalla classe limpida dell’azzurro, dalla sua intelligenza tattica e dalla sua rapidità. L’avversario si è portato sul 2-1 grazie al montante sinistro, la sua arma migliore, ma una volta trovata la strada, cioè la velocità d’esecuzione con il diretto destro che passava sopra il colpo del rivale, Mirko ha scavato una differenza abissale.
Mobile sulle gambe, repentino negli spostamenti laterali, straordinario nell’accorciare la distanza per piazzare le sue serie e poi sottrarsi alle repliche dell’uomo dell’Est, l’argento uscente a partire da metà del primo round ha fornito una lezione di scherma memorabile, tanto che il povero Pkhakhadze non è più riuscito a marcare un punto sullo score. Mirko è sceso dal ring dando un occhio all’altro incontro della sua categoria: a sorpresa, il portoricano Pedraza, guardia molto chiusa e colpi singoli molto rapidi, ha battuto il russo Selimov.
Ma questo Valentino versione sembra lontano dalla portata di qualunque avversario.
Un colpo solo, un gancio sinistro lungo, perfetto per rapidità d’esecuzione, tempismo e precisione, portato dopo 40″ dal primo gong e stampato in piena bocca al bielorusso Zuyeu: così Roberto Cammarelle ha liquidato la pratica della semifinale dei supermassimi e difenderà perciò la corona conquistata a Chicago nel 2007 e poi impreziosita dal titolo olimpico. La conclusione di match peggiore per un esteta come il poliziotto di Cinisello Balsamo, che alla violenza cruda del k.o. preferisce la vittoria ottenuta attraverso la tecnica. Tant’è, quel sinistro rimarrà negli annali del Mondiale: il bielorusso, colpito a freddo, ha traballato sulle gambe, è stato contato e quando l’arbitro gli si è avvicinato per farlo continuare, dall’angolo hanno gettato la spugna.
Niente rivincita di Pechino, però: nell’altra semifinale il cinese Zhang , solido e chiuso: ma quella saetta di Cammarelle avrà messo i brividi pure a lui.

Boxe : Si ferma ai quarti di finale la corsa verso l’oro di Clemente Russo

Image and video hosting by TinyPicClemente Russo perde con Egor Mekhontsev ed esce dai mondiali di pugilato. Il pugile di Marcianise perde il primo round dell’incontro nettamente andando sotto di 3 punti. Una cosa questa che ha compromesso l’intero match perché ha consentito al pugile avversario di riuscire a controllare il match chiudendosi a riccio senza lasciare spazi al nostro “Tatanka”. L’italiano è apparso troppo incerto nelle decisioni da prendere, senza ritmo e anche intimorito da un rivale che non gli concedeva spazi. Un Clemente Russo che a fine incontro ha detto: “Egor mi ha studiato molto bene, ha visto e rivisto i dual match e bravi sono stati i tecnici a trovare la chiave di lettura per non farmi colpire. Ho tirato molti colpi, ma trovavo i suoi guantoni. Certo l’arbitro mi ha messo un po’ di nervosismo, richiamandomi con una tenacia incredibile. Ma nel complesso stavolta lui è stato più bravo. Lo sport è anche questo. Bisogna accettare la sconfitta se questa è corretta. Penso che sia difficile battere Mekhontsev, sono certo che vincerà i campionati del mondo. E vi prego, non dite che ho perso perché ho partecipato ad un reality! Dalle Olimpiadi non ho avuto molto tempo per preparami fino a questi mondiali. Nove mesi non sono molti ma va bene così”.

Boxe : Ucciso Vernon Forrest

Image and video hosting by TinyPicE’ deceduto sabato notte ad Atlanta il 38enne ex campione del mondo dei pesi welter Vernon Forrest. L’ex pugile è stato raggiunto da otto colpi di pistola esplosi da due malviventi durante un tentativo di rapina che l’ex campione del mondo ha subito durante un rifornimento di benzina che stava effettuando insieme alla figlia della sua compagna. Dal tentativo di rapina ne è nata una colluttazione che è terminata solo quando i malviventi hanno fatto fuoco ferendo mortalmente l’ex campione mondiale di boxe.

Boxe : Klitschko batte Chagaev e diventa campione mondiale dei pesi massimi

Image and video hosting by TinyPicL’ucraino Vladimir Klitschko battendo, per Ko tecnico alla 10 ripresa, il kazaco Ruslan Chagaev si è aggiudicato il titolo mondiale dei pesi massimi di boxe. L’ucraino detentore dei titoli Ibf, Wbo e Ibo ha letteralmente surclassato lo sfidante Chagaev fin dall’avvio del match, a parte un gancio destro sferrato dal kazaco Ghagaev al 7° round, gancio che ha colpito in pieno volto l’ucraino, l’intero match è stato sempre dalla parte di Klitschko. Chagaev, invece alla prima sconfitta in carriera, nel corso dell’8° round ha subito una ferita all’arcata sopracciliare sinistra cosa questa che gli ha pregiudicato la gara portandolo al ritiro poco dopo.

Boxe : Mike Tyson pronuncia il terzo si

Image and video hosting by TinyPicA sole due settimane dalla tragica scomparsa della figlia Exodus, che ricordiamo mori strangolata da una corda d’allenamento nella palestra del padre, l’ex peso massimo Mike Tyson prova a reagire al dolore e si sposa per la terza volta.

Infatti, l’ex campione mondiale ha portato all’altare la compagna Lakiha Spicer, di dieci anni più giovane di lui, in una cerimonia che si è svolta in forma intima e privata presso l’hotel Hilton di Las Vegas.

Per il pugile americano, ritiratosi dai ring nel 2005 dopo una carriera piena di alti e bassi, si tratta del terzo matrimonio dopo quello celebrato nel 1988 con l’attrice Robin Givens e quello del 1997 avuto con Monica Tuner.