Ciclismo
Scritto Lunedì 12 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
Sembrava fatta per Giovanni Visconti e invece è stato lo spagnolo
a conquistare allo sprint la 13ª edizione del Trofeo Beghelli. Il 27enne della Carmiooro, compagno di Emanuele Sella, ha rimontato in extremis il siciliano della Isd-Neri, che si è trovato al vento troppo presto ed è stato costretto a una volata di 300 metri sul traguardo che nel 1996 incoronò campione d’Italia Mario Cipollini. Terzo posto per Enrico Rossi (Flaminia Bossini), poi Paolini, Cataldo e Mazzanti. Ritirati l’iridato Evans e Petacchi.
E’ stata una corsa serrata fin dalle prime battute e la media finale – oltre 45 km/h – è lì a dimostrarlo. Visconti si era trovato anche in fuga, in un gruppetto comprendente tra gli altri Paolini, Gasparotto e Ginanni. All’ultimo degli 8 giri del circuito dello Zappolino le carte si sono rimescolate e si è rivisto davanti Alexandre Vinokourov, già molto attivo all’Emilia di ieri.
Niente da fare pure per Damiano Cunego e sprint finale che ha dato a Ventoso il 7° successo stagionale, 16° di una carriera da pro’ cominciata nel 2004 alla Saunier Duval: il miglior risultato resta la vittoria in una tappa della Vuelta di Spagna.
Giovanni Visconti si è aggiudicato la Challenge Unicredit, cioè la classifica finale delle gare organizzate dal Gs Emilia, e dovrebbe aver conquistato matematicamente anche il circuito europeo dell’Uci.
La Coppa Italia invece è andata alla Csf-Navigare (dal 2010 Colnago-Csf) di Bruno e Roberto Reverberi.
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Tag:Ciclismo, Cipollini, Cunego, Trofeo Beghelli, Ventoso, Vinokourov, Visconti
Scritto Domenica 11 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
La 92ª edizione del Giro dell’Emilia vede nove stranieri nei primi nove posti dell’ordine d’arrivo e come al solito festeggia un vincitore nobile: l’olandese
, 23enne della Rabobank che per molti sarà capace di vincere un grande giro. E la linea verde è una prerogativa di tutto il podio: perché secondo allo sprint chiude il 24enne danese Jakob Fuglsang (Saxo Bank), iridato under 23 di mountain bike due anni fa, e terzo è lo svedese Thomas Lövkvist, della Columbia, anni 25, in questa stagione già capace di vincere la Monte Paschi Strade Bianche e vestire la maglia rosa del Giro.
Gesink, Fuglsang e Lövkvist non hanno atteso, come spesso capita in questa corsa, l’ultimo dei quattro giri finali per fare la differenza: insieme al kazako Alexandre Vinokourov, una volta ripresi i fuggitivi della prima ora sono partiti ai meno 18 dalla fine e da dietro il gruppo, già setacciato dalla veloce andatura (con Cunego e Basso comunque ancora in gara), non è più rinvenuto.
All’ultimo attacco del San Luca – strappo di 2 km anche al 20% di pendenza – Vinokourov ha tentato l’affondo ma è rimbalzato indietro e ha chiuso quinto (l’ha superato nel finale anche l’iridato Cadel Evans, quarto a 20″ e ancora una volta molto competitivo come anche alla Sabatini) mentre Gesink è andato a vincere facilmente lo sprint a tre.
Primo dei nostri Paolo Tiralongo, decimo a 50″. Cunego 14° a 1’03″, Basso 16° a 1’20″.
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Tag:Basso, Ciclismo, Cunego, Fuglsang, Gesink, Lövkvist, Vinokourov
Scritto Giovedì 8 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
Il belga
ha vinto la 57ª edizione della Coppa Sabatini, precedendo in volata gli italiani Giovanni Visconti e Leonardo Bertagnolli.
La gara è stata caratterizzata da un ritiro di massa: dopo circa 100 chilometri di gara, infatti, ben 87 corridori, su 111 partenti, si sono fermati perchè non riuscivano a trovare un accordo per andare a prendere il gruppetto dei fuggitivi, che aveva raggiunto un vantaggio massimo di sette minuti.
Nel gruppetto dei ritirati ci sono, fra gli altri, Basso, Pozzato e Petacchi.
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Tag:Basso, Ciclismo, Coppa Sabatini 09, Gilbert, Petacchi, Pozzato
Scritto Giovedì 8 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
E’ uno stillicidio continuo. Come una lunga, infinita agonia. Ancora un positivo alla nuova epo ricombinante (Cera). Ancora un ciclista professionista che faceva parte della formazione Diquigiovanni all’ultimo Giro d’Italia.
è finito nella rete del controlli anti-epo dopo aver fallito un test il 7 maggio scorso, giorno del via del Giro d’Italia da Venezia.
Ed è l’ottavo caso in questa stagione. La metà italiani: De Bonis dopo Caucchioli, Biondo e Bosisio, solo l’altro giorno. Segnale che, anche dopo i casi clamorosi del Tour 2008 (Riccò, Piepoli) e poi dell’estate successiva (Sella) anche in questa stagione sono stati in molti a continuare sulla strada di certe deprecabili abitudini.
De Bonis, 27enne di Isola Liri, poi, è un corridore di assoluto secondo piano: 4 vittorie nella sua breve carriera da prof, prima con la Gerolsteiner di Rebellin (2008), quindi nella Diquigiovanni, sempre con Rebellin, il veneto fermato, come si sa, per la positività al Cera ai Giochi di Pechino, dove aveva conquistato la medaglia d’argento. Tutte vittorie di secondo piano.
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Tag:Biondo, Bosisio, Caucchioli, Ciclismo, De Bonis, doping, Team Diquigiovanni
Scritto Martedì 6 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
è stato trovato positivo all’Epo ricombinante ad un controllo antidoping a sorpresa, disposto dall’Uci. Il test al quale è stato sottoposto il corridore lombardo è stato eseguito il 2 settembre a Rogeno, in provincia di Lecco.
In questa stagione Bosisio ha vinto una tappa alla Settimana Lombarda, ricoprendo un ruolo di primo piano nella Lpr-Farnese, squadra diretta da Fabio Bordonali e capitanata da Danilo Di Luca, anch’egli positivo all’Epo dopo due controlli effettuati durante il Giro d’Italia.
Nel 2008 Bosisio aveva vinto la settima tappa della corsa rosa (da Vasto a Pescocostanzo), indossando la maglia rosa per un giorno. Nello stesso anno aveva anche indossato la maglia azzurra al Mondiale di Varese, vinto da Alessandro Ballan.
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Tag:Bordonali, Bosisio, Ciclismo, Di Luca, doping, Lpr-Farnese
Scritto Lunedì 5 Ottobre 2009 da Fabrizio Lodi
Rientrato in gruppo da 45 giorni dopo avere scontato la squalifica di un anno per doping,
(CarmioOro Style) è tornato a vincere. Si è imposto a Figueras (Spagna) nell’ultima tappa del Cinturò a l’Empordà, corsa di seconda fascia. Ha preceduto in volata Ventoso e il neoiridato degli under 23 Sicard. Classifica finale: 1. Ventoso (Spa); 2. Zugasti (Spa); 3. Sella; 4. Sicard (Fra).
Sempre in Spagna, torna al successo anche Ivan Basso: si è aggiudicato il criterium di Valencia davanti a Valverde. E’ stata una domenica in cui si è corso in tutta Europa. Lo statunitense Tyler Farrar ha vinto il Circuit Franco-Belga con 8” su Boonen (Bel) e 14” su Hammond (Gbr). Primo italiano Napolitano, 7° a 24”. Ultima tappa, arrivo a Tournai: 1. J.J. Haedo (Arg); 2. Hutarovich (Blr); 3. Hammond (Gbr); 4. Napolitano.
Il russo Pawel Brutt (che corre per la Katusha diretta da Serge Parsani) si è imposto a La Roche sur Yon (Fra) nel Tour de Vendée con 10” su Ladagnous (Fra) e Voeckler (Fra).
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Tag:Basso, Boonen, Brutt, Ciclismo, doping, Farrar, Sella, Ventoso
Scritto Lunedì 28 Settembre 2009 da Fabrizio Lodi
Leonardo Paez ha conquistato il gradino più alto del podio all’Adamello Bike a Ponte di Legno. Il colombiano ha completato i 65 chilometri di gara in 2 ore 47’04”. Insieme al russo Alexey Medvedev, classificatosi secondo, ha staccato subito gli avversari rimanendo sempre alla comando.
«E’ la mia prima vittoria – ha affermato appena tagliato il traguardo nella piazza centrale di Ponte di Legno piena di tifosi grazie all’estiva giornata di sole – è stata dura ma ero in buone condizioni e sono rimasto sempre al comando. Il percorso è tecnico e molto bello, dedico la vittoria alla mia squadra, la Tx Active Bianchi, che mi ha seguito molto».
Un po’ di delusione per
che non è riuscito a bissare la vittoria del 2008 e che ha promesso di tornare l’anno prossimo per prendersi la rivincita. Sul terzo gradino del podio è salito Mirko Celestino, che è riuscito ad aggiudicarsi la vittoria del Marathon Tour 2009: «E’ stata una battaglia costante con Hannes Pallhuber fino a quando sono riuscito a staccarlo, sulla salita del Gavia. Torno a casa con un terzo posto qui e con la vittoria del Marathon Tour, risultati che vanno ad aggiungersi alla vittoria del Campionato Italiano: non potrei davvero volere di più».
In campo femminile, vittoria di Elena Giacomuzzi, che ha chiuso in 3 ore 36’31”, che già l’anno scorso aveva preso parte alla gara senza però riuscire a concluderla a causa di problemi tecnici.
«Non conoscevo bene il percorso, perciò sono stata molto prudente nelle discese anche perché c’era parecchio fango e ho dato il massimo nelle salite, dove mi sono davvero divertita. E’ un percorso stupendo».
Secondo posto per Elena Gaddoni che si aggiudica però la vittoria del Marathon Tour 2009, per il quale aveva concentrato tutte le sue energie. Terzo posto per la mamma volante Sandra Klomp, altro nome importante del panorama bike. A premiare i vincitori era presente anche il Consigliere Nazionale della Federazione Ciclistica Italiana Carlo Buzzi.
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Tag:Adamello Bike, Celestino, Gaddoni, Giacomuzzi, Medvedev, MTB, Paez
Scritto Domenica 27 Settembre 2009 da Fabrizio Lodi
E’ australiano, ed a Melbourne si svolgeranno i prossimi Mondiali, abita a Mendrisio: a pensarci bene parecchi segnali portavano a Cadel Evans, primo canguro nella storia a fregiarsi del titolo di campione del mondo nella prova in linea professionisti su strada. Una vittoria splendida per un atleta che ha fatto molto in carriera, ma era anche rincorso da qualche ossessione, più o meno importante. La maggiore, quella del Tour, corsa amata, avvicinata ma mai vinta (due podi importanti), ma anche al Giro di tanti anni fa, in molti ricordano una cotta spaventosa a Folgaria, quando perse la maglia rosa. Poi la recente Vuelta, un terzo gradino del podio che, senza inconvenienti vari, avrebbe potuto essere anche il più alto.
Vince Evans, l’argento va a Kolobnev (è il secondo dopo Stoccarda), bronzo alla Spagna con Joaquim Rodriguez. Proprio gli spagnoli, insieme agli italiani, sono i grandi sconfitti.
A proposito degli azzurri, non ci sentiamo di trovare responsabilità particolari. Il capitano designato era Cunego, ed il veronese (giunto ottavo) ha avuto le chance di giocarsela nel momento topico. Non ce l’ha fatta, ma questo non significa che le strategie non siano state giuste. Lo stesso Ballan ha avuto la possibilità di difendere nella maniera migliore possibile la maglia iridata conquistata a Varese. E’ entrato in un fuga intermedia fatta di ‘mezze punte’, ha potuto contare sul gran lavoro di Scarponi, Paolini e Visconti, alla fine però ha ceduto. In poche parole: azzurri presenti con la testa, meno con le gambe.
Nel complesso, un Mondiale spettacolare nella fase finale, molto bloccato in precedenza. Nei primi giri vengono lasciati andare via 10 uomini: il più famoso è il tedesco Greipel, divoratore di tappe alla Vuelta. Vantaggio che tocca i 10′, prima che Italia e Spagna (Bruseghin e Plaza gli artefici) inizino a ridurre il gap. La corsa vera però è dietro, e vede una trentina di uomini proporre un contrattacco. I più attivi sono gli azzurri, ma anche gli spagnoli ed i belgi (c’è addirittura Boonen) sono ben rappresentati. E’ il momento delle scelte. Dare fiducia ai tenenti o puntare sui capitani? Ballan evidentemente non ne ha più, Ballerini ordina il rimescolamento delle carte.
Chi le scelte le ha fatte da tempo è l’Australia. Quando l’ipotesi Ballan-Boonen prende piede, sono i canguri a tenere la situazione sotto controllo, anche se è un’accellerazione di Pozzato a determinare il ricongiungimento.
Tanto lavoro, e poi ti trovi Cancellara portato in carrozza all’ultimo giro. Lo svizzero è controllatissimo: tutti si aspettano una sua azione sulla discesa dopo la salita di Acquafresca, lui parte a sorpresa in pendenza facendo male a parecchi muscoli. Nel tratto pianeggiante prima dell’ascesa finale di Torrazza di Novazzano, la svolta. Se ne va Kolobnev, lo raggiungono Rodriguez ed Evans. Con un compagno davanti, Valverde e Sanchez lasciano fare a denti stretti, ma lo spagnolo non replica alla stoccata vincente di Evans quando la strada sale. Tra i magnifici nove c’è anche Cunego, che con le energie al lumicino non riesce a cogliere l’attimo giusto.

ORDINE D’ARRIVO
1. Cadel Evans (AUS), 262,2 km in 6 h 56:26. (media: 37,777 km/h)
2. Alexandre Kolobnev (RUS) a 27.
3. Joaquin Rodriguez (SPA) 27.
4. Samuel Sanchez (SPA) 30.
5. Fabian Cancellara (SVI) 30.
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Tag:Ballan, cancellara, Ciclismo, Cunego, evans, Kolobnev, Mondiali 09, Rodriguez
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Fabrizio Lodi
Dopo l’argento di Noemi Cantele nella prova a cronometro sono le ragazze azzurre a rubare la scena e a salire sul podio. Sul primo gradino con
, oro nella prova su strada femminile (124,2 chilometri), sul terzo con la Cantele, che perde la volata per l’argento con l’olandese Marianne Vos e dopo il secondo posto nella crono porta a casa un meritato bronzo.
Felicissima la Guderzo, bronzo alle Olimpiadi di Pechino. “Dopo le Olimpiadi il mio grande sogno era la maglia iridata e oggi l’ho coronato grazie alla squadra che mi ha aiutato tantissimo” dice subito dopo la prova. “Da subito abbiamo dimostrato che eravamo la squadra più forte, poi gli ultimi giri le nostre compagne li hanno giustamente lasciati a noi e io e Noemi abbiamo coronato il sogno di tutta l’Italia – continua la vicentina -. Il finale? Ero d’accordo con Noemi che avrei provato a scremare il gruppo nella prima salita, poi in cima abbiamo scollinato in quattro ed è andata bene a me. Ci ho creduto e sono riuscito a realizzare questo grandissimo sogno”.
1. Tatiana Guderzo (Ita) Km. 124,2 in 3.33’25″; 2. Marianne Vos (Ol) a 19″; 3. Noemi Cantele (Ita); 4. Kristin Armstrong (Usa); 5. Diana Zilute (Lit) a 1’07″; 6. Judith Arndt (Ger); 7. Erinne Wallock (Can); 8. Nicole Braendli (Svi); 9. Grace Verbeke (Bel); 10. Catherine Cheatley (Nzl); 30. Fabiana Luperini (Ita) a 6’54″; 46. Monia Baccaille (Ita) a 10’18″; 47. Luisa Tamanini (Ita).
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Tag:Cantele, Ciclismo, Guderzo, Mondiali 09, prova su strada femminile, Vos
Scritto Giovedì 24 Settembre 2009 da Fabrizio Lodi
si conferma il più forte del mondo a cronometro. Il corridore svizzero ha conquistato la medaglia d’oro percorrendo i 49,8 chilometri del percorso di Mendrisio in 57’55”. Argento per lo svedese Gustav Larsson, bronzo per il tedesco Toni Martin. Ottimo quinto posto per l’azzurro Marco Pinotti. Cancellara si laurea campione del mondo a cronometro per la terza volta in carriera, dopo i successi di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007.
Cancellara è ovviamente soddisfatto: “E’ stata una bellissima giornata, tutti mi davano per vincente ma io comunque ho lottato fino alla fine perché prima di esultare c’è da correre. Grazie del supporto a tutti gli svizzeri che mi hanno dato sicuramente una forza in più. L’oro nella corsa in linea di domenica? la prima è andata, adesso devo recuperare, da domani ci penserò”.
onostante l’ottimo quinto posto, un po’ di delusione per l’azzurro Marco Pinotti: “Conoscevo le mie possibilità, speravo di poter finire davanti a Zirbel e sognavo un posto sul podio. Peccato. Speriamo che l’anno prossimo in Australia mi diano un motorino, se no impossibile rivaleggiare con un Cancellara che va così”.
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