Ciclismo

Ciclismo – Mondiali 09: nella crono femminile argento per Noemi Cantele

Inizia nel migliore dei modi il Mondiale di ciclismo di Mendrisio per l’Italia. ha vinto la medaglia d’argento nella cronometro femminile. L’azzurra si è dovuta arrendere solo alla statunitense Kristin Armstrong, già campionessa olimpica nel 2008. Terza la danese Linda Melanie Villumsen.
“Non mi aspettavo di vincere l’argento, non ero io che pedalavo” dice al termine della prova la Cantele. “In gara non capivo se stavo andando bene o male – racconta la 28enne varesina – Ho avuto notizia del mio tempo a 4 chilometri dalla fine ed ho anche vomitato… E’ stata una gara stranissima, sentivo che andavo bene ma non pensavo di finire sul podio. Ieri avevo detto che sarebbe stato già un successo terminare tra le prime dieci, però questa medaglia me la sono meritata”.

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Ciclismo – Mondiali: la crono under 23 va a sorpresa a Jack Bobridge

La prova d’apertura dei Mondiali di ciclismo a Mendrisio riserva una sorpresa. La medaglia d’oro della cronometro under 23 è andata infatti a J, 20 anni, pistard australiano secondo nell’inseguimento agli ultimi Mondiali a Pruskow, in Polonia. Argento a Oliveira (Portogallo). Bronzo al tedesco Gretsch. Adriano Malori, campione in carica, è lontano dal podio (quinto a 36″48). Alfredo Balloni, l’altro azzurro in gara, è sesto a 39″ 14. Nel pomeriggio la crono riservata alle donne con Tatiana Guderzo e Noemi Cantele in gara per l’Italia.
“Il vero Malori oggi avrebbe vinto, ma ero in giornata no – ha detto l’ex iridato -. Purtroppo in quest’anno mi è capitato sempre nelle grandi occasioni. Era un mese che mi allenavo pensando solo a questo appuntamento e i sacrifici che ho fatto non sono serviti a nulla. E’ una delle sconfitte che bruciano di più. L’unica cosa buona è che il 2009 finisce. L’anno prossimo ripartirò per una nuova avventura tra i professionisti”.

Ciclismo – Vuelta 09: Greipel fa poker, Valverde vince la sua prima grande corsa a tappe

Ultimo sprint alla Vuelta di Spagna, sul tradizionale traguardo di Madrid, e ancora un successo di . Il 27enne tedesco della Columbia-High Road, al termine di una tappa senza emozioni, ha così ottenuto la quarta vittoria in questa edizione della Vuelta, dopo quelle firmate sui traguardi di Liegi, Vinaros e Puertollano.
Per Greipel – maglia verde perché leader della classifica a punti – è il 19° centro del 2009, l’83° per la sua squadra, il team Columbia, che nella classifica dei plurivittoriosi stagionali ha anche il primo (Cavendish, 23) e il terzo (Boasson Hagen, 13).
Niente da fare per Daniele Bennati: l’aretino della Liquigas-Doimo, a secco di vittorie da febbraio, sembrava in ottima posizione per ripetere il successo che a Madrid aveva ottenuto nel 2007, ma è stato rimontato da Greipel che si è imposto facilmente – a 62 all’ora – con due biciclette di vantaggio. Bennati si è dovuto accontentare del secondo posto. Terzo lo sloveno Borut Bozic, quinto Enrico Gasparotto (Lampre-Ngc).
La 64ª edizione della corsa spagnola è andata ad Alejandro Valverde, che succede nell’albo d’oro al connazionale Alberto Contador: per il murciano della Caisse d’Epargne è il coronamento di un lungo inseguimento, visto che era arrivato terzo nel 2003 e secondo nel 2006. E si tratta anche del primo grande successo in una corsa a tappe per un atleta già capace di vincere le classiche come Liegi-Bastogne-Liegi e Freccia Vallone, oltre alle brevi corse a tappe come il Giro del Delfinato.
Sul suo capo pende sempre la squalifica per due anni che il Coni gli ha inflitto sul territorio italiano (coinvolgimento nell’Operacion Puerto) e che l’Uci potrebbe estendere – una volta terminato l’iter dei ricorsi – a livello mondiale: intanto Valverde sarà il rivale principale per l’Italia al Mondiale di Mendrisio di domenica prossima. Anche la maglia iridata è un obiettivo che Valverde insegue da tempo: conta due argenti (2003 e 2005) e un bronzo (2006).
In classifica generale, secondo posto a 55” per l’olimpionico spagnolo Samuel Sanchez, mentre terzo, a chiudere un podio di grande nobiltà, si è piazzato Cadel Evans: l’australiano della Silence Lotto, 2° nei Tour 2007 e 2008, ha chiuso a 1’32” ed è stato penalizzato da una foratura in montagna che gli ha fatto perdere 1’15”. Chissà se la storia avrebbe potuto cambiare…
Niente podio invece per Ivan Basso: il 31enne varesino della Liquigas-Doimo è arrivato 4° a 2’12”. Un passo avanti rispetto al quinto posto del Giro: Basso è stato protagonista, ma non ha colto vittorie di tappa e ha fallito l’obiettivo del podio.
Alle sue spalle Mosquera, Gesink, Rodriguez e Paolo Tiralongo: molto buono l’ottavo posto finale per il siciliano della Lampre-Ngc, per la prima volta così in alto in un grande giro. Nel bilancio azzurro anche i due successi in montagna di Damiano Cunego: il veronese della Lampre-Ngc si è poi ritirato per preparare al meglio il Mondiale di Mendrisio, dove cerca l’oro dopo l’argento 2008 alle spalle del compagno Ballan.

Ciclismo – Vuelta 09: a Millar la crono, a Valverde la classifica finale

Manca la passerella finale di domani a Madrid, ma i giochi della Vuelta – al termine della cronometro odierna, 27,8 km a Toledo – sono fatti: la corsa spagnola va, per la prima volta, al murciano Alejandro Valverde. E Ivan Basso, pur battendosi, non riesce a concludere sul podio: come dire che i pronostici della viglia sono stati rispettati.
Il successo di giornata è andato al britannico (Garmin), unico capace di scendere sotto i 36’ (35’53”) a oltre 46 di media. L’australiano Cadel Evans (Silence-Lotto) si è piazzato terzo in 36’02” a 9” da Millar. Ivan Basso doveva difendere la terza posizione proprio dall’attacco di Evans: aveva 14” di margine, ne ha persi 54” chiudendo in 36’56”, fuori dalla prime quindici posizioni di giornata. Ottimo finale di cronometro per il campione olimpico, lo spagnolo Samuel Sanchez, 2° in classifica generale: è arrivato 2° in 35’58”, ad appena 5” da David Millar e facendo meglio del leader Alejandro Valverde. Quest’ultimo comunque ha sempre controllato la corsa chiudendo 7° a 36” da Millar, con il pugno alzato in segno di trionfo.
Alejandro Valverde adesso ha 55” di vantaggio su Samuel Sanchez, 1’32” su Cadel Evans (sul bilancio dell’australiano pesa il minuto e 15” perso inopinatamente per una foratura in una tappa di montagna) e 2’12” su Basso. Un passo in avanti rispetto al quinto posto del Giro (che potrebbe diventare quarto dopo il caso Di Luca) per il varesino, che è stato protagonista anche in Spagna ma chiude senza podio e senza successi di tappa. Chiude i primi cinque lo spagnolo Mosquera, a 4’27”. Un altro italiano nei 10: è Paolo Tiralongo della Lampre-Ngc, ottavo a 9’11”.
Domani ultimo sprint a Madrid: l’apoteosi per Valverde, che non può correre in Italia per la squalifica di 2 anni inflittagli dal Coni a causa del coinvolgimento dell’Operacion Puerto. E per questo infatti ha saltato il Tour, che sconfinava in Italia in una tappa. Una vicenda che si trascina da tempo e sulla quale pendono ricorsi al Tas: per questo l’Uci non si è ancora pronunciata sulla possibilità di estendere la sanzione italiana a livello internazionale. Intanto Valverde può correre e ha vinto la sua prima Vuelta, succedendo nell’albo d’oro al connazionale Alberto Contador: e domenica prossima a Mendrisio sarà uno dei favoriti anche del Mondiale…

Ciclismo – Vuelta: Roux, una vittoria di forza e di carattere

, della Française des Jeux, ha vinto la 17/a tappa della Vuelta, 194 chilometri da Ciudad Real a Talavera de la Reina, al termine della quale lo spagnolo Alejandro Valverde ha conservato senza problemi la maglia di leader.
La fuga da lontano – composta da Irizar, Martinez Perez, Maaskant, Westra e lo stesso Roux – sembra aver avuto via libera, ma il ritorno del gruppo tirato dalla Liquigas negli ultimi chilometri è stato tale che la soluzione è stata incerta fino alla fine. E’ stato Maaskant a cercare l’iniziativa personale, ma il contropiede vincente è stato di Roux a cui sono rimasti pochi metri sul gruppo regolato dall’altro francese Bonnet. Terzo Greipel quarto Bennati. Per Roux è il secondo successo stagionale dopo quello del 9 aprile al circuito de la Sarthe in Francia.
Tra gli uomini di classifica, da segnalare le cadute dell’olandese Gesink e dello spagnolo Mosquera: le loro condizioni sono da verificare. Valverde guida con 31” sull’olandese, 1’10” su Samuel Sanchez e 1’28” su Ivan Basso. Quinto Cadel Evans, poi Mosquera (Tiralongo è 8°), mentre come previsto Ballan e Cunego si sono ritirati in chiave-Mondiale.

Ciclismo – Vuelta: Greipel “Hulk” fa tris. Valverde ancora leader

Una prova di forza degna del suo soprannome. Il tedesco Andre Greipel, che in patria hanno ribattezzato Incredibile Hulk, ha centrato oggi la terza vittoria alla Vuelta, nella 16ª tappa con arrivo a Puertollano.
Il velocista della Columbia ha preceduto con margine il francese William Bonnet e l’italiano Daniele Bennati, saltato nettamente a 100 metri dal traguardo. Quarto l’altro tedesco Gerald Ciolek.
E dire che Bennati si era trovato al posto giusto nel momento giusto, dopo l’ottimo lavoro del compagno Sabatini. Era in scia all’ultimo uomo del treno di Ciolek, che si è rialzato bruscamente, quando però mancavano solo 200 metri all’arrivo. All’aretino della Liquigas è mancata l’esplosività per rilanciare l’accelerazione.
Paura, ai meno 3 km, per una caduta innescata da Julian Dean, che ha coinvolto altri tre corridori, tra cui il belga Weylandt: a provocarla un tifoso che si era sporto dalle transenne. Nel finale, si è fatto vedere anche Matteo Tosatto, fresco di convocazione in azzurro per il Mondiale di Mendrisio. Il trevigiano della Quick Step ha messo fuori il naso, prima di essere inghiottito dal gruppo lanciato per lo sprint.
Tappa corsa a ritmo blando: hanno chiuso in gruppo senza problemi sia Damiano Cunego, vincitore di due tappe, sia l’iridato Alessandro Ballan. Per i due Lampre la Vuelta finisce qui in vista dei Mondiali in Svizzera.
In classifica generale Alejandro Valverde conserva per l’ottavo giorno la maglia oro di leader. Lo spagnolo della Caisse d’Epargne precede l’olandese Robert Gesink (a 31”), il connazionale Samuel Sanchez (a 1’10”) e Ivan Basso (a 1’28”), con l’australiano Evans (a 1’51”) e l’altro spagnolo Mosquera (a 1’54”) che insidiano il varesino. Ottavo Tiralongo (a 6’34”). Domani altra tappa interlocutoria, Ciudad Real-Talavera de la Reina, 193,6 km.

Ciclismo – Vuelta: Cunego concede un gran bis in salita

Damiano Cunego ha vinto la 14ª tappa della Vuelta, Granada-Sierra de La Pandera di 157 km, il suo secondo successo in questa edizione. E ha vinto alla grande: in salita (arrivo a quota 1.840 metri), da solo, con una fuga cominciata a 14,6 km dal traguardo. Un’azione di audacia, di forza, di resistenza.
In una giornata di pioggia e freddo, da ombrelli e maglioni. E con un gruppo di segugi, alle spalle, che lottavano disperatamente per far saltare per aria il leader Alejandro Valverde.
Erano anni che non si vedeva un Cunego così cosciente, determinato, convinto e convincente. Se ne sarà accorto anche il c.t. Franco Ballerini: quando, non più tardi di un paio di settimane fa, diceva di aspettarsi segnali forti dalla Vuelta, Ballerini intendeva proprio questo, spronare Cunego, e anche Ballan e Basso, a un’impresa. Cunego ha risposto con un’impresa, anzi, con due, premiate da due vittorie.
Cunego faceva parte di una fuga di nove. C’era anche l’emergente danese Jacob Fuglsang. Più di 6 minuti di vantaggio ai -40 km dall’arrivo, più di 5 minuti ai -17. Il primo a provarci è stato lo spagnolo Adrian Palomares, e Cunego l’ha controllato. Poi, visto che nessuno prendeva l’iniziativa, e diminuivano andatura e vantaggio, ha fatto tutto da solo ed è scattato ai -14,6, con 4’45″ sul gruppo tirato fortissimo dalla Liquigas-Doimo. Ivan Basso sacrificava prima lo svedese Carlstroem, poi il ceco Kreuziger, quindi lo svizzero Zaugg, ma il distacco da Cunego veniva soltanto scalfito.
Sull’Alto de Los Villares, ai -12, Damiano conservava 4’30″ su Basso e company. Un falsopiano, ed ecco l’ultima salita, la Sierra de La Pandera. All’attacco, Cunego aveva 4’33″ sul gruppo setacciato dalla progressione dell’ultimo uomo-lucertola della Liquigas, e di Basso, il polacco Szmyd. Ai -4 km Szmyd esauriva la “benzina” e lasciava sfogare Basso. Nel punto più ripido, con punte al 13 e al 14%, attaccava prima l’australiano Cadel Evans, poi – con maggiore decisione – l’olandese Robert Gesink.
Basso rimaneva attaccato, come si dice in gergo, con lo sputo. Valverde perdeva qualche metro. Ne approfittavano altri due spagnoli, Eze Mosquera e Samuel Sanchez. Mentre Cunego si avviava, regolare, verso il trionfo, 2’23″ davanti a Fulgsang, Valverde gestiva il suo momento di disagio, si riprendeva, riprendeva anche i suoi avversari, addirittura li staccava. Così, sulla Sierra de La Pandera, in cima al niente, gli unici a guadagnare qualcosa su Valverde sono stati Sanchez (14″ più altri 8″ di abbuono) e Mosquera (12″). Invece Valverde ha inflitto 3″ a Gesink, 17″ a Evans e 26″ a uno sfinito Basso. Bene Paolo Tiralongo.
Valverde ha incrementato il vantaggio su Gesink (a 31″), Sanchez è risalito in terza posizione (a 1’10″), Basso è sceso al quarto (a 1’28″), che deve guardarsi da Mosquera (quinto a 1’34″) e da Evans (sesto a 1’41″). Tiralongo rimane ottavo (a 6’24″).
Cunego, nonostante la tappa di ieri, è undicesimo. E felice: “Giornata molto dura, già al km 0 cercavo di andare in fuga, volevo vincere la tappa. Ieri sono stato nel gruppetto per uscire di classifica, e salvare un po’ la gamba proprio in vista della tappa di oggi. Quanto alla Vuelta, Valverde controlla la corsa con la squadra, e merita di vincere la Vuelta”.

Ciclismo – Vuelta: ancora una volata, questa volta emerge Tyler Farrar

Tyler Farrar è una realtà tra i velocisti. L’ha confermato centrando l’11ª tappa della Vuelta, conquistata con uno sprint di forza lanciato da lontanissimo. Per l’americano della Garmin è l’ottava vittoria di una stagione che l’ha rivelato ad altissimi livelli, partendo dal successo nella tappa di Santa Croce sull’Arno della Tirreno-Adriatico, davanti al (quasi) imbattibile Mark Cavendish.
A lanciare la volata era stato lo svizzero Cancellara, il vincitore delle crono di Assen e Valencia, con una progressione incredibile dal chilometro fino agli ultimi 500 metri. Il gruppo compatto ha fatto fatica a rimontarlo: segno di una condizione tale da farne uno dei favoriti (anche) per il Mondiale in linea di Mendrisio del 27 settembre. Poi è partito Farrar, ai 350 metri, che ha resistito senza difficoltà al ritorno del belga Philippe Gilbert e dell’italiano Marco Marcato. Sesto l’iridato in carica Ballan, un altro dei nomi su cui scommettere per Mendrisio, settimo Gasparotto.
Per la Liquigas, che ha lavorato moltissimo chiudendo (ai meno 5 km) la fuga da lontano del francese Di Gregorio, è rimasto solo il piazzamento di Marcato: solo 13° Daniele Bennati, che si è rialzato anzitempo. Stessa sorte per il tre volte iridato spagnolo Oscar Freire (che ha annunciato il ritiro a fine 2010): 9°. Buono il 10° posto in volata di Matteo Tosatto, che continua a battersi con generosità pur essendo fuori dai piani azzurri per il Mondiale. Infine si è ritirato il lussemburghese Frank Schleck: dovrà operarsi al ginocchio, per lui niente Mondiale.
Nella classifica generale tutto invariato: lo spagnolo Alejandro Valverde conserva il comando davanti all’australiano Evans (a 7”), all’olandese Gesink (a 36”), all’americano Danielson (a 51”) e all’italiano Basso (a 53”). Sesto l’altro spagnolo Samuel Sanchez (a 1’03”), settimo Cunego (a 2’04”) vincitore sull’Alto de Aitana. Domani 12a tappa, Almeria-Alto de Velefique, 179,3 km. E’ il terzo arrivo in salita della Vuelta. Si torna a lottare per la maglia oro.

Ciclismo – Vuelta: Gerrans in volata, Valverde difende la maglia oro

La decima tappa della Vuelta consegna in volata a Gerrans il secondo traguardo di prestigio della stagione, dopo la tappa di Bologna del Giro d’Italia. Anche allora il portacolori della Cervelo, amico di Lance Armstrong, con cui si è allenato in primavera a Montecarlo, aveva coronato una fuga da lontano conquistando la cima del San Luca.
Migliore italiano Matteo Tosatto, 10° a 39”. Il trevigiano della Quick Step è stato protagonista di un’azione generosa, unendosi al gruppo di diciotto corridori che animato la gara. Poi, però, ha pagato sull’ultima salita, la Cresta del Gallo, a circa 15 km dalla conclusione. Lì ha attaccato il tedesco Linus Gerdemann, braccato a distanza da Vinokourov: il giovane talento della Milram però è uscito di scena all’inizio della discesa, dopo aver rischiato anche di cadere per una foratura. Così ha preso il largo il quartetto che è andato a giocarsi la vittoria.
Più lontano, gli uomini di classifica si sono controllati senza problema, al di là di qualche scaramuccia per tenere le posizioni di testa sulla salita finale. Buono il lavoro di Ivan Basso e dei Liquigas. Nella generale tutto invariato: lo spagnolo Alejandro Valverde comanda sull’australiano Evans (a 7”), l’olandese Gesink (a 36”), l’americano Danielson (a 51”) e lo stesso Basso (a 53”). Sesto è l’altro spagnolo Samuel Sanchez (a 1’03”), settimo Cunego (a 2’04”) vincitore domenica sull’Alto de Aitana.
Per Valverde, che arrivava nella sua Murcia, lung
A decidere la Vuelta sarà la tripletta di montagna del prossimo fine settimana.

Ciclismo – Vuelta: Valverde impone la sua legge

Al nono giorno la Vuelta mostra finalmente i suoi valori. Vince lo spagnolo Gustavo Cesar Veloso, 29enne della Xacobeo Galicia. Secondo arriva un tenace Marco Marzano, un altro superstite della fuga da lontano di dieci uomini che ha animato la corsa fino all’ultima salita. Ma è dietro che va in scena lo spettacolo.
Lo spagnolo scatena l’offensiva a 4,3 km dall’arrivo, dopo un allungo del suo compagno Rodriguez. Evans risponde subito, Cunego invece si pianta, mentre Basso risale con facilità nel tratto più duro della salita di Xorret de Catì: 8 km con punte oltre il 17% di pendenza. E’ il momento della verità, che ridisegna le gerarchie della Vuelta.
Davanti in quell’istante c’è ancora l’estone Taaramae, che poi “scoppierà” letteralmente ai meno 3 km, lasciando via libera a Veloso, Marzano e De La Fuente. Veloso scappa via, Marzano tiene duro, De La Fuente invece perde lentamente terreno. Finché, dopo il gran premio della montagna e l’ultimo breve tratto di discesa, viene riacciuffato sul rettilineo finale dal gruppetto dei big in rimonta, con Valverde che gli strappa il terzo posto con un incredibile volata, conquistando l’abbuono di 8” che vale la maglia oro di leader.
Per l’australiano Cadel Evans resta la rabbia di essere stato ostacolato nello sprint dall’olandese Gesink, ma non l’avrebbe spuntata comunque contro il più veloce Valverde. Mentre Ivan Basso, 6° all’arrivo, conferma di essere tra i più forti in salita, come il giorno prima sull’Alto de Aitana. Più staccato arriva Damiano Cunego, 11° a 1’12” da Veloso. Ancora bene il siciliano Tiralongo (14° a 1’29”), mentre ha sofferto Samuel Sanchez (16°).
Per Basso conquistare questa Vuelta resta impresa ardua: in classifica Valverde ora precede Evans (a 7”), Gesink (a 36”), l’americano Danielson (a 51”) e lo stesso Basso (a 53”). Il varesino della Liquigas paga il ritardo accumulato nella crono di Valencia, quando fu anche sfavorito dalla pioggia. Però al Mondiale di Mendrisio (27 settembre) sarà una certezza.
In quanto per Cunego, splendido vincitore ieri sull’Alto de Aitana, non è stata una giornata altrettanto brillante, su un terreno che tutto sommato lo favoriva più della tappa precedente. Il veronese della Lampre però ha contenuto i danni, ribadendo di essere in buone condizioni in prospettiva iridata.