Tour de France: Voeckler beffa il gruppo

Il ritorno di Thomas Voeckler. Cancellara resta in giallo. Sono queste le due principali notizie della quinta tappa del Tour de France
A Perpignan, dopo una fuga interminabile, vince il francese, che fu maglia gialla nel 2004. Il gruppo paga l’eccessivo immobilismo tra i -25 e i -10 km al traguardo, cedendo la vittoria di tappa al coraggioso Voeckler. Il francese della Bbox Bouygues Telecom stacca i compagni d’avventura a 5 km. dal traguardo e si presenta solo e incredulo sul traguardo di Perpignan. Mastica amaro il favoritissimo Cavendish, solo terzo all’arrivo.
Come detto non cambia nulla nella classifica generale con Cancellara che mantiene la prestigiosa maglia gialla seguito da presso dai due leader dell’Astana: Armstrong e Contador.

Tour de France: Cavendish e Armstrong i protagonisti della 3ª tappa

Vince Lance Armstrong, che si dimostra dominatore incontrastato delle volate, ma la terza frazione del Tour verrà ricordata come quella dell’incidente diplomatico in casa Astana, come il giorno dell’attacco di Lance Armstrong ad Alberto Contador. Una offensiva da consumato stratega, abilmente mascherata da sembrare caso fortuito, sferrata con astuzia e la complicità del vento, costante, trasversale ed insidioso. Ventaglio inevitabile, ed a 30 km dal traguardo, su una tremenda accelerazione del Team Columbia di Cavendish, il fattaccio, la sonnolenza di una frazione di trasferimento che diventa adrenalina..
Gruppo spaccato, la vecchia volpe Armstrong non si fa sorprendere (con lui la maglia gialla Cancellara, sempre leader) e rimane davanti con i fidi Zubeldia e Popovich. Contador è dietro, aria di rottura. Il buon Lance sembra starsene tranquillo, lascia il timone ad altri, poi il gesto che, a metà tra l’agonismo e il pettegolezzo, tutti sperano: arriva l’ordine ai suoi di tirare.
Il resto lo fanno il Team Columbia, davanti al gran completo (gente come Rogers vuole guadagnare anche per la classifica), e la Skil Shimano.
Contador non replica, ed anche per questo si becca 40” di passivo, tradotti in classifica diventano 19 dal rivale texano. Lavorano Liquigas (per Bennati) e Garmin (pro-Farrar). Anche Evans, che teme Armstrong, mette la Silence davanti, ma è tutto inutile. Volata ristretta, combattuta tra Cavendish e un cliente tradizionalmente ‘bruttò in queste circostanze come il norvegese Hushovd. Incertezza solo sulla carta: il fatto che Cavendish arrivi mimando una telefonata, la dice lunga sul reale esito.
Per la cronaca va registrata una fuga di quattro uomini. Drappello con lo spagnolo Ruben Perez (Euskaltel), i francesi Samuel Dumoulin (Cofidis) e Maxime Bouet (Agritubel), l’olandese Koen de Kort (Skil-Shimano).

Tour de France: Cancellara prima maglia gialla a Montecarlo

Fabian Cancellara, che rispetta i favori del pronostico dominando la cronometro d’apertura di Montecarlo e conquistando la prima maglia gialla del Tour. Non una novità per l’elvetico, che già a Liegi nel 2004 e a Londra due anni or sono, aveva sfruttato le doti da straordinario cronoman per vestire di giallo. Cancellara a parte però, i primi 15 km abbondanti della Grande Boucle forniscono già indicazioni importanti sullo stato di forma dei pretendenti alla vittoria finale.
Contador (primo nel 2007, assente per colpe non sue lo scorso anno), dimostra ancora una volta tutta la sua classe, giungendo secondo in una crono condotta da leader nella prima metà. Circa il vecchio Lance, appare sempre più criptico nelle sue espressioni. Parla di stato di forma simile a quello del 2005, poi mostra prudenza dopo aver chiuso la prova a 22” da Contador e 40 da Cancellara (“Non mi aspettavo di prendere la maglia, ma sono contento di essere rimasto vicino a degli specialisti”). Come al solito la verità la dice la strada: Armstrong tutto sommato se l’è cavata più che dignitosamente, la sensazione è che il suo non sarà un ruolo da comparsa.
Cadel Evans, nonostante un problema al cambio in partenza, tiene complessivamente il ritmo di Contador. Andy Schleck invece, potrebbe essere consegnato al ruolo di eterna promessa se non riuscirà a migliorare a cronometro: a Monaco, per il più giovane dei fratelli lussemburghesi, tempo troppo alto. Quarantatrè secondi da Contador in così pochi km sono parecchi. La grande delusione: Sastre è andato abbastanza piano, ma lui con il cronometro ci litiga, quindi il ruolo di più deludente lo assegniamo a Denis Menchov. Il russo non ha più corso dal Giro d’Italia e si vede: completamente fuori ritmo, oltre un minuto il ritardo da Contador.

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