Ciclismo – Giro di Lombardia: E Gilbert si conferma il dominatore dell’autunno

ha vinto la 103ª edizione del Giro di Lombardia, ultima classica monumento della stagione. Il belga della Lotto, 27 anni, sul traguardo di Como ha battuto in uno sprint a due lo spagnolo Samuel Sanchez, campione olimpico. A qualche secondo i primi inseguitori: terzo posto per il russo Alexandr Kolobnev (Saxo Bank), già argento iridato.
Da segnalare che Gilbert ha vinto le ultime quattro gare a cui ha partecipato, in 10 giorni: giovedì 8 la Coppa Sabatini, domenica 11 la Parigi-Tours (bis del successo 2008), giovedì 15 il Gran Piemonte e oggi appunto il Lombardia. “E’ incredibile”, ha detto ai microfoni della Rai subito dopo il traguardo.
Tra i successi stagionali di Gilbert, anche la tappa di Anagni al Giro.
Si chiude così per l’Italia una stagione molto negativa dal punto dei vista dei risultati: nessun successo per i nostri corridori tra classiche monumento, grandi giri e mondiale, come non capitava dal 1989. L’unico dei nostri nei primi 10 oggi è stato Luca Paolini (Acqua e Sapone), 4°. Dietro al com’asco, Hoogerland, Gesink, Vinokourov, Martin, Cobo e il campione del mondo Cadel Evans.

Ciclismo – Al Gran Piemonte Gilbert cala il tris

in una settimana ha vinto tre gare su tre. Tutte quelle a cui ha partecipato. Per di più successi in fotocopia: prima alla Coppa Sabatini, poi alla Parigi-Tours e oggi al Gran Piemonte, la classica della Gazzetta giunta alla 95a edizione.
Il belga della Silence-Lotto, compagno di squadra dell’iridato Cadel Evans, è l’uomo più in forma del momento. Al punto da affermare: “Sono nella condizione migliore di tutta la mia vita”. Si è visto oggi sullo strappo di Fossano, trampolino di lancio di una corsa che ha vissuto per la sua interezza sulla lunga fuga da lontano di Donati, che è uscito dal gruppo dopo 27 km (su 184) ed ha avuto un vantaggio massimo di 10’10″, prima di essere raggiunto dal contrattaccante Kvachuk.
Poi i due sono stati inghiottiti dal gruppo a una ventina di chilometri dal traguardo di Fossano, c’è stata un timido tentativo di Stangelj e Marzoli, finché a 2 km dal traguardo si è scatenato Gilbert, che è partito con uno scatto micidiale. In cima allo strappo sono rientrati solo lo spagnolo Daniel Moreno (Caisse d’Epargne) e l’italiano Francesco Gavazzi (Lampre), che poi si sono andati a giocare la volata con Gilbert: senza storia, come era capitato domenica alla Parigi-Tours quando il vallone aveva fulminato sua maestà Boonen.
Primo Gilbert, secondo Moreno e terzo Gavazzi, all’ennesimo piazzamento di una stagione in ascesa.

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Ciclismo – Mondiali 09: Evans, primo australiano con la maglia iridata

E’ australiano, ed a Melbourne si svolgeranno i prossimi Mondiali, abita a Mendrisio: a pensarci bene parecchi segnali portavano a Cadel Evans, primo canguro nella storia a fregiarsi del titolo di campione del mondo nella prova in linea professionisti su strada. Una vittoria splendida per un atleta che ha fatto molto in carriera, ma era anche rincorso da qualche ossessione, più o meno importante. La maggiore, quella del Tour, corsa amata, avvicinata ma mai vinta (due podi importanti), ma anche al Giro di tanti anni fa, in molti ricordano una cotta spaventosa a Folgaria, quando perse la maglia rosa. Poi la recente Vuelta, un terzo gradino del podio che, senza inconvenienti vari, avrebbe potuto essere anche il più alto.
Vince Evans, l’argento va a Kolobnev (è il secondo dopo Stoccarda), bronzo alla Spagna con Joaquim Rodriguez. Proprio gli spagnoli, insieme agli italiani, sono i grandi sconfitti.
A proposito degli azzurri, non ci sentiamo di trovare responsabilità particolari. Il capitano designato era Cunego, ed il veronese (giunto ottavo) ha avuto le chance di giocarsela nel momento topico. Non ce l’ha fatta, ma questo non significa che le strategie non siano state giuste. Lo stesso Ballan ha avuto la possibilità di difendere nella maniera migliore possibile la maglia iridata conquistata a Varese. E’ entrato in un fuga intermedia fatta di ‘mezze punte’, ha potuto contare sul gran lavoro di Scarponi, Paolini e Visconti, alla fine però ha ceduto. In poche parole: azzurri presenti con la testa, meno con le gambe.
Nel complesso, un Mondiale spettacolare nella fase finale, molto bloccato in precedenza. Nei primi giri vengono lasciati andare via 10 uomini: il più famoso è il tedesco Greipel, divoratore di tappe alla Vuelta. Vantaggio che tocca i 10′, prima che Italia e Spagna (Bruseghin e Plaza gli artefici) inizino a ridurre il gap. La corsa vera però è dietro, e vede una trentina di uomini proporre un contrattacco. I più attivi sono gli azzurri, ma anche gli spagnoli ed i belgi (c’è addirittura Boonen) sono ben rappresentati. E’ il momento delle scelte. Dare fiducia ai tenenti o puntare sui capitani? Ballan evidentemente non ne ha più, Ballerini ordina il rimescolamento delle carte.
Chi le scelte le ha fatte da tempo è l’Australia. Quando l’ipotesi Ballan-Boonen prende piede, sono i canguri a tenere la situazione sotto controllo, anche se è un’accellerazione di Pozzato a determinare il ricongiungimento.
Tanto lavoro, e poi ti trovi Cancellara portato in carrozza all’ultimo giro. Lo svizzero è controllatissimo: tutti si aspettano una sua azione sulla discesa dopo la salita di Acquafresca, lui parte a sorpresa in pendenza facendo male a parecchi muscoli. Nel tratto pianeggiante prima dell’ascesa finale di Torrazza di Novazzano, la svolta. Se ne va Kolobnev, lo raggiungono Rodriguez ed Evans. Con un compagno davanti, Valverde e Sanchez lasciano fare a denti stretti, ma lo spagnolo non replica alla stoccata vincente di Evans quando la strada sale. Tra i magnifici nove c’è anche Cunego, che con le energie al lumicino non riesce a cogliere l’attimo giusto.

ORDINE D’ARRIVO
1. Cadel Evans (AUS), 262,2 km in 6 h 56:26. (media: 37,777 km/h)
2. Alexandre Kolobnev (RUS) a 27.
3. Joaquin Rodriguez (SPA) 27.
4. Samuel Sanchez (SPA) 30.
5. Fabian Cancellara (SVI) 30.

Ciclismo – Vuelta 09: Greipel fa poker, Valverde vince la sua prima grande corsa a tappe

Ultimo sprint alla Vuelta di Spagna, sul tradizionale traguardo di Madrid, e ancora un successo di . Il 27enne tedesco della Columbia-High Road, al termine di una tappa senza emozioni, ha così ottenuto la quarta vittoria in questa edizione della Vuelta, dopo quelle firmate sui traguardi di Liegi, Vinaros e Puertollano.
Per Greipel – maglia verde perché leader della classifica a punti – è il 19° centro del 2009, l’83° per la sua squadra, il team Columbia, che nella classifica dei plurivittoriosi stagionali ha anche il primo (Cavendish, 23) e il terzo (Boasson Hagen, 13).
Niente da fare per Daniele Bennati: l’aretino della Liquigas-Doimo, a secco di vittorie da febbraio, sembrava in ottima posizione per ripetere il successo che a Madrid aveva ottenuto nel 2007, ma è stato rimontato da Greipel che si è imposto facilmente – a 62 all’ora – con due biciclette di vantaggio. Bennati si è dovuto accontentare del secondo posto. Terzo lo sloveno Borut Bozic, quinto Enrico Gasparotto (Lampre-Ngc).
La 64ª edizione della corsa spagnola è andata ad Alejandro Valverde, che succede nell’albo d’oro al connazionale Alberto Contador: per il murciano della Caisse d’Epargne è il coronamento di un lungo inseguimento, visto che era arrivato terzo nel 2003 e secondo nel 2006. E si tratta anche del primo grande successo in una corsa a tappe per un atleta già capace di vincere le classiche come Liegi-Bastogne-Liegi e Freccia Vallone, oltre alle brevi corse a tappe come il Giro del Delfinato.
Sul suo capo pende sempre la squalifica per due anni che il Coni gli ha inflitto sul territorio italiano (coinvolgimento nell’Operacion Puerto) e che l’Uci potrebbe estendere – una volta terminato l’iter dei ricorsi – a livello mondiale: intanto Valverde sarà il rivale principale per l’Italia al Mondiale di Mendrisio di domenica prossima. Anche la maglia iridata è un obiettivo che Valverde insegue da tempo: conta due argenti (2003 e 2005) e un bronzo (2006).
In classifica generale, secondo posto a 55” per l’olimpionico spagnolo Samuel Sanchez, mentre terzo, a chiudere un podio di grande nobiltà, si è piazzato Cadel Evans: l’australiano della Silence Lotto, 2° nei Tour 2007 e 2008, ha chiuso a 1’32” ed è stato penalizzato da una foratura in montagna che gli ha fatto perdere 1’15”. Chissà se la storia avrebbe potuto cambiare…
Niente podio invece per Ivan Basso: il 31enne varesino della Liquigas-Doimo è arrivato 4° a 2’12”. Un passo avanti rispetto al quinto posto del Giro: Basso è stato protagonista, ma non ha colto vittorie di tappa e ha fallito l’obiettivo del podio.
Alle sue spalle Mosquera, Gesink, Rodriguez e Paolo Tiralongo: molto buono l’ottavo posto finale per il siciliano della Lampre-Ngc, per la prima volta così in alto in un grande giro. Nel bilancio azzurro anche i due successi in montagna di Damiano Cunego: il veronese della Lampre-Ngc si è poi ritirato per preparare al meglio il Mondiale di Mendrisio, dove cerca l’oro dopo l’argento 2008 alle spalle del compagno Ballan.

Ciclismo – Vuelta 09: a Millar la crono, a Valverde la classifica finale

Manca la passerella finale di domani a Madrid, ma i giochi della Vuelta – al termine della cronometro odierna, 27,8 km a Toledo – sono fatti: la corsa spagnola va, per la prima volta, al murciano Alejandro Valverde. E Ivan Basso, pur battendosi, non riesce a concludere sul podio: come dire che i pronostici della viglia sono stati rispettati.
Il successo di giornata è andato al britannico (Garmin), unico capace di scendere sotto i 36’ (35’53”) a oltre 46 di media. L’australiano Cadel Evans (Silence-Lotto) si è piazzato terzo in 36’02” a 9” da Millar. Ivan Basso doveva difendere la terza posizione proprio dall’attacco di Evans: aveva 14” di margine, ne ha persi 54” chiudendo in 36’56”, fuori dalla prime quindici posizioni di giornata. Ottimo finale di cronometro per il campione olimpico, lo spagnolo Samuel Sanchez, 2° in classifica generale: è arrivato 2° in 35’58”, ad appena 5” da David Millar e facendo meglio del leader Alejandro Valverde. Quest’ultimo comunque ha sempre controllato la corsa chiudendo 7° a 36” da Millar, con il pugno alzato in segno di trionfo.
Alejandro Valverde adesso ha 55” di vantaggio su Samuel Sanchez, 1’32” su Cadel Evans (sul bilancio dell’australiano pesa il minuto e 15” perso inopinatamente per una foratura in una tappa di montagna) e 2’12” su Basso. Un passo in avanti rispetto al quinto posto del Giro (che potrebbe diventare quarto dopo il caso Di Luca) per il varesino, che è stato protagonista anche in Spagna ma chiude senza podio e senza successi di tappa. Chiude i primi cinque lo spagnolo Mosquera, a 4’27”. Un altro italiano nei 10: è Paolo Tiralongo della Lampre-Ngc, ottavo a 9’11”.
Domani ultimo sprint a Madrid: l’apoteosi per Valverde, che non può correre in Italia per la squalifica di 2 anni inflittagli dal Coni a causa del coinvolgimento dell’Operacion Puerto. E per questo infatti ha saltato il Tour, che sconfinava in Italia in una tappa. Una vicenda che si trascina da tempo e sulla quale pendono ricorsi al Tas: per questo l’Uci non si è ancora pronunciata sulla possibilità di estendere la sanzione italiana a livello internazionale. Intanto Valverde può correre e ha vinto la sua prima Vuelta, succedendo nell’albo d’oro al connazionale Alberto Contador: e domenica prossima a Mendrisio sarà uno dei favoriti anche del Mondiale…

Ciclismo – Vuelta: Roux, una vittoria di forza e di carattere

, della Française des Jeux, ha vinto la 17/a tappa della Vuelta, 194 chilometri da Ciudad Real a Talavera de la Reina, al termine della quale lo spagnolo Alejandro Valverde ha conservato senza problemi la maglia di leader.
La fuga da lontano – composta da Irizar, Martinez Perez, Maaskant, Westra e lo stesso Roux – sembra aver avuto via libera, ma il ritorno del gruppo tirato dalla Liquigas negli ultimi chilometri è stato tale che la soluzione è stata incerta fino alla fine. E’ stato Maaskant a cercare l’iniziativa personale, ma il contropiede vincente è stato di Roux a cui sono rimasti pochi metri sul gruppo regolato dall’altro francese Bonnet. Terzo Greipel quarto Bennati. Per Roux è il secondo successo stagionale dopo quello del 9 aprile al circuito de la Sarthe in Francia.
Tra gli uomini di classifica, da segnalare le cadute dell’olandese Gesink e dello spagnolo Mosquera: le loro condizioni sono da verificare. Valverde guida con 31” sull’olandese, 1’10” su Samuel Sanchez e 1’28” su Ivan Basso. Quinto Cadel Evans, poi Mosquera (Tiralongo è 8°), mentre come previsto Ballan e Cunego si sono ritirati in chiave-Mondiale.

Ciclismo – Vuelta: Cunego concede un gran bis in salita

Damiano Cunego ha vinto la 14ª tappa della Vuelta, Granada-Sierra de La Pandera di 157 km, il suo secondo successo in questa edizione. E ha vinto alla grande: in salita (arrivo a quota 1.840 metri), da solo, con una fuga cominciata a 14,6 km dal traguardo. Un’azione di audacia, di forza, di resistenza.
In una giornata di pioggia e freddo, da ombrelli e maglioni. E con un gruppo di segugi, alle spalle, che lottavano disperatamente per far saltare per aria il leader Alejandro Valverde.
Erano anni che non si vedeva un Cunego così cosciente, determinato, convinto e convincente. Se ne sarà accorto anche il c.t. Franco Ballerini: quando, non più tardi di un paio di settimane fa, diceva di aspettarsi segnali forti dalla Vuelta, Ballerini intendeva proprio questo, spronare Cunego, e anche Ballan e Basso, a un’impresa. Cunego ha risposto con un’impresa, anzi, con due, premiate da due vittorie.
Cunego faceva parte di una fuga di nove. C’era anche l’emergente danese Jacob Fuglsang. Più di 6 minuti di vantaggio ai -40 km dall’arrivo, più di 5 minuti ai -17. Il primo a provarci è stato lo spagnolo Adrian Palomares, e Cunego l’ha controllato. Poi, visto che nessuno prendeva l’iniziativa, e diminuivano andatura e vantaggio, ha fatto tutto da solo ed è scattato ai -14,6, con 4’45″ sul gruppo tirato fortissimo dalla Liquigas-Doimo. Ivan Basso sacrificava prima lo svedese Carlstroem, poi il ceco Kreuziger, quindi lo svizzero Zaugg, ma il distacco da Cunego veniva soltanto scalfito.
Sull’Alto de Los Villares, ai -12, Damiano conservava 4’30″ su Basso e company. Un falsopiano, ed ecco l’ultima salita, la Sierra de La Pandera. All’attacco, Cunego aveva 4’33″ sul gruppo setacciato dalla progressione dell’ultimo uomo-lucertola della Liquigas, e di Basso, il polacco Szmyd. Ai -4 km Szmyd esauriva la “benzina” e lasciava sfogare Basso. Nel punto più ripido, con punte al 13 e al 14%, attaccava prima l’australiano Cadel Evans, poi – con maggiore decisione – l’olandese Robert Gesink.
Basso rimaneva attaccato, come si dice in gergo, con lo sputo. Valverde perdeva qualche metro. Ne approfittavano altri due spagnoli, Eze Mosquera e Samuel Sanchez. Mentre Cunego si avviava, regolare, verso il trionfo, 2’23″ davanti a Fulgsang, Valverde gestiva il suo momento di disagio, si riprendeva, riprendeva anche i suoi avversari, addirittura li staccava. Così, sulla Sierra de La Pandera, in cima al niente, gli unici a guadagnare qualcosa su Valverde sono stati Sanchez (14″ più altri 8″ di abbuono) e Mosquera (12″). Invece Valverde ha inflitto 3″ a Gesink, 17″ a Evans e 26″ a uno sfinito Basso. Bene Paolo Tiralongo.
Valverde ha incrementato il vantaggio su Gesink (a 31″), Sanchez è risalito in terza posizione (a 1’10″), Basso è sceso al quarto (a 1’28″), che deve guardarsi da Mosquera (quinto a 1’34″) e da Evans (sesto a 1’41″). Tiralongo rimane ottavo (a 6’24″).
Cunego, nonostante la tappa di ieri, è undicesimo. E felice: “Giornata molto dura, già al km 0 cercavo di andare in fuga, volevo vincere la tappa. Ieri sono stato nel gruppetto per uscire di classifica, e salvare un po’ la gamba proprio in vista della tappa di oggi. Quanto alla Vuelta, Valverde controlla la corsa con la squadra, e merita di vincere la Vuelta”.

Ciclismo – Vuelta: ancora una volata, questa volta emerge Tyler Farrar

Tyler Farrar è una realtà tra i velocisti. L’ha confermato centrando l’11ª tappa della Vuelta, conquistata con uno sprint di forza lanciato da lontanissimo. Per l’americano della Garmin è l’ottava vittoria di una stagione che l’ha rivelato ad altissimi livelli, partendo dal successo nella tappa di Santa Croce sull’Arno della Tirreno-Adriatico, davanti al (quasi) imbattibile Mark Cavendish.
A lanciare la volata era stato lo svizzero Cancellara, il vincitore delle crono di Assen e Valencia, con una progressione incredibile dal chilometro fino agli ultimi 500 metri. Il gruppo compatto ha fatto fatica a rimontarlo: segno di una condizione tale da farne uno dei favoriti (anche) per il Mondiale in linea di Mendrisio del 27 settembre. Poi è partito Farrar, ai 350 metri, che ha resistito senza difficoltà al ritorno del belga Philippe Gilbert e dell’italiano Marco Marcato. Sesto l’iridato in carica Ballan, un altro dei nomi su cui scommettere per Mendrisio, settimo Gasparotto.
Per la Liquigas, che ha lavorato moltissimo chiudendo (ai meno 5 km) la fuga da lontano del francese Di Gregorio, è rimasto solo il piazzamento di Marcato: solo 13° Daniele Bennati, che si è rialzato anzitempo. Stessa sorte per il tre volte iridato spagnolo Oscar Freire (che ha annunciato il ritiro a fine 2010): 9°. Buono il 10° posto in volata di Matteo Tosatto, che continua a battersi con generosità pur essendo fuori dai piani azzurri per il Mondiale. Infine si è ritirato il lussemburghese Frank Schleck: dovrà operarsi al ginocchio, per lui niente Mondiale.
Nella classifica generale tutto invariato: lo spagnolo Alejandro Valverde conserva il comando davanti all’australiano Evans (a 7”), all’olandese Gesink (a 36”), all’americano Danielson (a 51”) e all’italiano Basso (a 53”). Sesto l’altro spagnolo Samuel Sanchez (a 1’03”), settimo Cunego (a 2’04”) vincitore sull’Alto de Aitana. Domani 12a tappa, Almeria-Alto de Velefique, 179,3 km. E’ il terzo arrivo in salita della Vuelta. Si torna a lottare per la maglia oro.

Ciclismo – Vuelta: Valverde impone la sua legge

Al nono giorno la Vuelta mostra finalmente i suoi valori. Vince lo spagnolo Gustavo Cesar Veloso, 29enne della Xacobeo Galicia. Secondo arriva un tenace Marco Marzano, un altro superstite della fuga da lontano di dieci uomini che ha animato la corsa fino all’ultima salita. Ma è dietro che va in scena lo spettacolo.
Lo spagnolo scatena l’offensiva a 4,3 km dall’arrivo, dopo un allungo del suo compagno Rodriguez. Evans risponde subito, Cunego invece si pianta, mentre Basso risale con facilità nel tratto più duro della salita di Xorret de Catì: 8 km con punte oltre il 17% di pendenza. E’ il momento della verità, che ridisegna le gerarchie della Vuelta.
Davanti in quell’istante c’è ancora l’estone Taaramae, che poi “scoppierà” letteralmente ai meno 3 km, lasciando via libera a Veloso, Marzano e De La Fuente. Veloso scappa via, Marzano tiene duro, De La Fuente invece perde lentamente terreno. Finché, dopo il gran premio della montagna e l’ultimo breve tratto di discesa, viene riacciuffato sul rettilineo finale dal gruppetto dei big in rimonta, con Valverde che gli strappa il terzo posto con un incredibile volata, conquistando l’abbuono di 8” che vale la maglia oro di leader.
Per l’australiano Cadel Evans resta la rabbia di essere stato ostacolato nello sprint dall’olandese Gesink, ma non l’avrebbe spuntata comunque contro il più veloce Valverde. Mentre Ivan Basso, 6° all’arrivo, conferma di essere tra i più forti in salita, come il giorno prima sull’Alto de Aitana. Più staccato arriva Damiano Cunego, 11° a 1’12” da Veloso. Ancora bene il siciliano Tiralongo (14° a 1’29”), mentre ha sofferto Samuel Sanchez (16°).
Per Basso conquistare questa Vuelta resta impresa ardua: in classifica Valverde ora precede Evans (a 7”), Gesink (a 36”), l’americano Danielson (a 51”) e lo stesso Basso (a 53”). Il varesino della Liquigas paga il ritardo accumulato nella crono di Valencia, quando fu anche sfavorito dalla pioggia. Però al Mondiale di Mendrisio (27 settembre) sarà una certezza.
In quanto per Cunego, splendido vincitore ieri sull’Alto de Aitana, non è stata una giornata altrettanto brillante, su un terreno che tutto sommato lo favoriva più della tappa precedente. Il veronese della Lampre però ha contenuto i danni, ribadendo di essere in buone condizioni in prospettiva iridata.

Ciclismo – Vuelta: si rivede un grande Cunego

Era dal 2004, cheDamiano Cunego non vinceva più una tappa di un grande giro: l’ultima era stata quella di Bormio, quando litigò con il capitano Simoni. C’è riuscito oggi alla Vuelta, mettendo la propria bandiera in cima all’Alto de Aitana, primo (e impegnativo) arrivo in salita della corsa spagnola. Lo scatto con cui si è liberato della compagnia di Basso, Valverde, Evans, Sanchez e degli altri big, ha fatto venire in mente un altro ricordo di quel Giro lontano: la “fucilata” del Furcia e la vittoria nella tappa di Falzes, che gli spianò la strada per la maglia rosa.
Mancavano 2,6 km all’arrivo: Cunego è andato in breve a riprendere il fuggitivo Moncoutiè, superandolo a 900 metri dall’arrivo. Dietro Ivan Basso senza volerlo si è messo a fare il gregario perfetto del veronese, abbassando il ritmo dopo avere scatenato la prima offensiva ai meno 4 km con l’aiuto del fedele Sylvester Szmyd. Un’azione coordinata (la progressione di Basso e poi lo scatto di Cunego) che potrebbe riproporsi fra tre settimane al Mondiale di Mendrisio (27 settembre), dove faranno coppia in azzurro.
Alle spalle del veronese, si sono piazzati Moncoutiè a 33” e l’olandese Gesink a 36”: quest’ultimo evaso nel finale dalla marcatura degli altri uomini di classifica. Poi il trio Evans (4°), Valverde (5°) e Sanchez (6°), tutti a 44”. Basso 8° a 50”, 12° Tiralongo.
La classifica generale ora vede in testa l’australiano Cadel Evans, con lo spagnolo Alejandro Valverde a 2” e il connazionale Samuel Sanchez a 8”. Basso è 6° a 46” e Cunego è risalito addirittura fino al 7° posto, a 1’26”. Mentre il pupillo della Lampre difficilmente punterà alla classifica finale, per Basso questa resta la priorità. Il varesino della Liquigas, uscito sconfitto dalla crono piovosa di Valencia, si è prontamente riscattato, dimostrando di potersi giocare la maglia oro appena abbandonata dallo svizzero Cancellara.