Italia, un altra medaglia. Argento nella 5 km squadre

Italia-Nuoto

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Ancora una medaglia dagli azzurri del fondo agli Europei di nuoto di Budapest. L’Italia ha conquistato l’argento nella 5 km a squadre con Rachele Bruni, Simone Ercoli e Simone Ruffini. L’oro è andato alla Grecia, il bronzo alla Russia.

Per l’Italia è la sesta medaglia.  La Grecia (Araouzou, Fokaidis, Gianniotis), invece, si è imposta nel team event con il tempo di 59’03″ davanti alla terna azzurra che ha chiuso i 5 km in 59’55″6, e alla Russia (Bolshakov, Guseva e Serebrennikov) con 59’59″5.

Per l’Italia è la sesta medaglia in tre giorni di gare al torneo continentale, dopo gli argenti nella 10 km maschile e femminile di Valerio Cleri e Giorgia Consiglio e la storica tripletta nella 5 km con Luca Ferretti, Simone Ercoli e Simone Ruffini.

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Calcio – Playoff mondiali: la Francia pesca Trapattoni

C’è ancora l’incubo italiano sulla strada di Raymond Domenech. La Francia pesca l’Irlanda di Giovanni Trapattoni nei playoff della zona europea per i Mondiali del 2010.
Il sorteggio di Zurigo assegna ai Blues la nazionale del Trifoglio, guidata dal tecnico di Cusano Milanino. Un ostacolo tutt’altro che semplice da superare per i Galletti.
Questi gli altri accoppiamenti. Portogallo-Bosnia, Grecia-Ucraina e Russia-Slovenia. I match si svolgeranno il 14 e il 18 novembre. Irlanda-Francia si giocherà all’andata a Dublino. Ritorno il 18 a Parigi. Le quattro qualificate andranno direttamente in Sudafrica.

Basket – Europei: per la prima volta la Spagna sale sul gradino più alto

Per la prima volta nella sua storia la Spagna è campione d’Europa. Nella finale di Katowice gli uomini di Sergio Scariolo travolgono la Serbia 85-63 trascinati da uno strepitoso Pau Gasol, in doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi. Medaglia di bronzo alla Grecia, che piega la Slovenia 57-56.
La Spagna vince il campionato Europeo battendo in finale la Serbia 85-63, un’altra prova di forza necessaria per far svanire un sortilegio.
Dopo 6 medaglie d’argento, l’ultima atroce due anni fa in casa, per la prima volta i campioni del Mondo in carica e vicecampioni olimpici conquistano l’oro continentale. , dopo il titolo Nba coi Lakers, aggiunge un’altra perla alla sua carriera, miglior giocatore del torneo, miglior realizzatore e dominatore da quando, rientrato da un infortunio, ha trovato il ritmo trascinando tutta la squadra.
Sergio Scariolo entra nella storia come primo tecnico a portare la Spagna all’oro, ma non è stato facile: perfino l’argento sarebbe stato considerato una sua sconfitta. Ha perso all’inizio del torneo, ha subito critiche, ma, nel momento cruciale, la sua squadra ha giocato un basket meraviglioso e micidiale in difesa.
La Spagna si abbatte sulla Serbia. Difesa aggressiva, le triple che entrano, con Navarro e Pau Gasol che impongono subito la loro classe. Arriva un 15-2 (20-7) che spinge i vicecampioni olimpici fino al +15. Scariolo comincia a ruotare la squadra, i ragazzini di Ivkovic non sono già morti. Tripkovic e Velickovic firmano un 9-2 (26-18) e il coach italiano deve rimettere Pau Gasol, Rudy e Navarro.
Le conseguenze sono immaginabili: contropiede, passaggi al volo per il grande amico di Kobe Bryant, solido anche in difesa. Subito un 12-2 porta la Spagna fino al +20, e va ancora più su (50-26), quando anche Rubio sale sulla giostra, dalla quale era sceso presto facendo la faccia scocciata a Scariolo.
I vicecampioni olimpici segnano 52 punti nel primo tempo ma, cosa ancora più importante, tengono sotto il 40% gli avversari conquistando 17 rimbalzi in più, in un perfetto mix di spettacolo e efficienza. Il centro dei Lakers illumina lo showtime con 14 punti e 8 rimbalzi nei primi 16’ in campo e solo l’intervallo può raffreddare l’incendio. Subito riacceso da Gasol, con tre stoppate.
Quando va a riposare, al 24’, è già in doppia doppia (10 rimbalzi). La Serbia prova a salire sull’ultimo treno, con Krstic e il neo madridista Velickovic produce un inaspettato 13-2 (58-44) ma stavolta basta Rudy, assieme a Marc Gasol, per decidere la finale. Pau Gasol torna in campo solo per l’ovazione, vince il titolo di Mvp (è nel quintetto ideale con Spanoulis, Teodosic, Fernandez e Erazem Lorbek).
La Serbia conquista un argento meraviglioso: con un gruppo di meno di 23 anni di età media, Dusan Ivkovic compie un’impresa che forse ha più valore di quella di 20 anni fa, quando portò i giovani Kukoc, Divac, Danilovic, Radja sul tetto del mondo. Stavolta la Spagna era semplicemente troppo forte.

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