Ciclismo – Giro di Lombardia: E Gilbert si conferma il dominatore dell’autunno

ha vinto la 103ª edizione del Giro di Lombardia, ultima classica monumento della stagione. Il belga della Lotto, 27 anni, sul traguardo di Como ha battuto in uno sprint a due lo spagnolo Samuel Sanchez, campione olimpico. A qualche secondo i primi inseguitori: terzo posto per il russo Alexandr Kolobnev (Saxo Bank), già argento iridato.
Da segnalare che Gilbert ha vinto le ultime quattro gare a cui ha partecipato, in 10 giorni: giovedì 8 la Coppa Sabatini, domenica 11 la Parigi-Tours (bis del successo 2008), giovedì 15 il Gran Piemonte e oggi appunto il Lombardia. “E’ incredibile”, ha detto ai microfoni della Rai subito dopo il traguardo.
Tra i successi stagionali di Gilbert, anche la tappa di Anagni al Giro.
Si chiude così per l’Italia una stagione molto negativa dal punto dei vista dei risultati: nessun successo per i nostri corridori tra classiche monumento, grandi giri e mondiale, come non capitava dal 1989. L’unico dei nostri nei primi 10 oggi è stato Luca Paolini (Acqua e Sapone), 4°. Dietro al com’asco, Hoogerland, Gesink, Vinokourov, Martin, Cobo e il campione del mondo Cadel Evans.

Ciclismo – Mondiali 09: Evans, primo australiano con la maglia iridata

E’ australiano, ed a Melbourne si svolgeranno i prossimi Mondiali, abita a Mendrisio: a pensarci bene parecchi segnali portavano a Cadel Evans, primo canguro nella storia a fregiarsi del titolo di campione del mondo nella prova in linea professionisti su strada. Una vittoria splendida per un atleta che ha fatto molto in carriera, ma era anche rincorso da qualche ossessione, più o meno importante. La maggiore, quella del Tour, corsa amata, avvicinata ma mai vinta (due podi importanti), ma anche al Giro di tanti anni fa, in molti ricordano una cotta spaventosa a Folgaria, quando perse la maglia rosa. Poi la recente Vuelta, un terzo gradino del podio che, senza inconvenienti vari, avrebbe potuto essere anche il più alto.
Vince Evans, l’argento va a Kolobnev (è il secondo dopo Stoccarda), bronzo alla Spagna con Joaquim Rodriguez. Proprio gli spagnoli, insieme agli italiani, sono i grandi sconfitti.
A proposito degli azzurri, non ci sentiamo di trovare responsabilità particolari. Il capitano designato era Cunego, ed il veronese (giunto ottavo) ha avuto le chance di giocarsela nel momento topico. Non ce l’ha fatta, ma questo non significa che le strategie non siano state giuste. Lo stesso Ballan ha avuto la possibilità di difendere nella maniera migliore possibile la maglia iridata conquistata a Varese. E’ entrato in un fuga intermedia fatta di ‘mezze punte’, ha potuto contare sul gran lavoro di Scarponi, Paolini e Visconti, alla fine però ha ceduto. In poche parole: azzurri presenti con la testa, meno con le gambe.
Nel complesso, un Mondiale spettacolare nella fase finale, molto bloccato in precedenza. Nei primi giri vengono lasciati andare via 10 uomini: il più famoso è il tedesco Greipel, divoratore di tappe alla Vuelta. Vantaggio che tocca i 10′, prima che Italia e Spagna (Bruseghin e Plaza gli artefici) inizino a ridurre il gap. La corsa vera però è dietro, e vede una trentina di uomini proporre un contrattacco. I più attivi sono gli azzurri, ma anche gli spagnoli ed i belgi (c’è addirittura Boonen) sono ben rappresentati. E’ il momento delle scelte. Dare fiducia ai tenenti o puntare sui capitani? Ballan evidentemente non ne ha più, Ballerini ordina il rimescolamento delle carte.
Chi le scelte le ha fatte da tempo è l’Australia. Quando l’ipotesi Ballan-Boonen prende piede, sono i canguri a tenere la situazione sotto controllo, anche se è un’accellerazione di Pozzato a determinare il ricongiungimento.
Tanto lavoro, e poi ti trovi Cancellara portato in carrozza all’ultimo giro. Lo svizzero è controllatissimo: tutti si aspettano una sua azione sulla discesa dopo la salita di Acquafresca, lui parte a sorpresa in pendenza facendo male a parecchi muscoli. Nel tratto pianeggiante prima dell’ascesa finale di Torrazza di Novazzano, la svolta. Se ne va Kolobnev, lo raggiungono Rodriguez ed Evans. Con un compagno davanti, Valverde e Sanchez lasciano fare a denti stretti, ma lo spagnolo non replica alla stoccata vincente di Evans quando la strada sale. Tra i magnifici nove c’è anche Cunego, che con le energie al lumicino non riesce a cogliere l’attimo giusto.

ORDINE D’ARRIVO
1. Cadel Evans (AUS), 262,2 km in 6 h 56:26. (media: 37,777 km/h)
2. Alexandre Kolobnev (RUS) a 27.
3. Joaquin Rodriguez (SPA) 27.
4. Samuel Sanchez (SPA) 30.
5. Fabian Cancellara (SVI) 30.