Ciclismo – Mondiali 09: Evans, primo australiano con la maglia iridata

E’ australiano, ed a Melbourne si svolgeranno i prossimi Mondiali, abita a Mendrisio: a pensarci bene parecchi segnali portavano a Cadel Evans, primo canguro nella storia a fregiarsi del titolo di campione del mondo nella prova in linea professionisti su strada. Una vittoria splendida per un atleta che ha fatto molto in carriera, ma era anche rincorso da qualche ossessione, più o meno importante. La maggiore, quella del Tour, corsa amata, avvicinata ma mai vinta (due podi importanti), ma anche al Giro di tanti anni fa, in molti ricordano una cotta spaventosa a Folgaria, quando perse la maglia rosa. Poi la recente Vuelta, un terzo gradino del podio che, senza inconvenienti vari, avrebbe potuto essere anche il più alto.
Vince Evans, l’argento va a Kolobnev (è il secondo dopo Stoccarda), bronzo alla Spagna con Joaquim Rodriguez. Proprio gli spagnoli, insieme agli italiani, sono i grandi sconfitti.
A proposito degli azzurri, non ci sentiamo di trovare responsabilità particolari. Il capitano designato era Cunego, ed il veronese (giunto ottavo) ha avuto le chance di giocarsela nel momento topico. Non ce l’ha fatta, ma questo non significa che le strategie non siano state giuste. Lo stesso Ballan ha avuto la possibilità di difendere nella maniera migliore possibile la maglia iridata conquistata a Varese. E’ entrato in un fuga intermedia fatta di ‘mezze punte’, ha potuto contare sul gran lavoro di Scarponi, Paolini e Visconti, alla fine però ha ceduto. In poche parole: azzurri presenti con la testa, meno con le gambe.
Nel complesso, un Mondiale spettacolare nella fase finale, molto bloccato in precedenza. Nei primi giri vengono lasciati andare via 10 uomini: il più famoso è il tedesco Greipel, divoratore di tappe alla Vuelta. Vantaggio che tocca i 10′, prima che Italia e Spagna (Bruseghin e Plaza gli artefici) inizino a ridurre il gap. La corsa vera però è dietro, e vede una trentina di uomini proporre un contrattacco. I più attivi sono gli azzurri, ma anche gli spagnoli ed i belgi (c’è addirittura Boonen) sono ben rappresentati. E’ il momento delle scelte. Dare fiducia ai tenenti o puntare sui capitani? Ballan evidentemente non ne ha più, Ballerini ordina il rimescolamento delle carte.
Chi le scelte le ha fatte da tempo è l’Australia. Quando l’ipotesi Ballan-Boonen prende piede, sono i canguri a tenere la situazione sotto controllo, anche se è un’accellerazione di Pozzato a determinare il ricongiungimento.
Tanto lavoro, e poi ti trovi Cancellara portato in carrozza all’ultimo giro. Lo svizzero è controllatissimo: tutti si aspettano una sua azione sulla discesa dopo la salita di Acquafresca, lui parte a sorpresa in pendenza facendo male a parecchi muscoli. Nel tratto pianeggiante prima dell’ascesa finale di Torrazza di Novazzano, la svolta. Se ne va Kolobnev, lo raggiungono Rodriguez ed Evans. Con un compagno davanti, Valverde e Sanchez lasciano fare a denti stretti, ma lo spagnolo non replica alla stoccata vincente di Evans quando la strada sale. Tra i magnifici nove c’è anche Cunego, che con le energie al lumicino non riesce a cogliere l’attimo giusto.

ORDINE D’ARRIVO
1. Cadel Evans (AUS), 262,2 km in 6 h 56:26. (media: 37,777 km/h)
2. Alexandre Kolobnev (RUS) a 27.
3. Joaquin Rodriguez (SPA) 27.
4. Samuel Sanchez (SPA) 30.
5. Fabian Cancellara (SVI) 30.

Ciclismo – Mondiali 09: le italiane dominano su strada, un oro e un bronzo

Dopo l’argento di Noemi Cantele nella prova a cronometro sono le ragazze azzurre a rubare la scena e a salire sul podio. Sul primo gradino con , oro nella prova su strada femminile (124,2 chilometri), sul terzo con la Cantele, che perde la volata per l’argento con l’olandese Marianne Vos e dopo il secondo posto nella crono porta a casa un meritato bronzo.
Felicissima la Guderzo, bronzo alle Olimpiadi di Pechino. “Dopo le Olimpiadi il mio grande sogno era la maglia iridata e oggi l’ho coronato grazie alla squadra che mi ha aiutato tantissimo” dice subito dopo la prova. “Da subito abbiamo dimostrato che eravamo la squadra più forte, poi gli ultimi giri le nostre compagne li hanno giustamente lasciati a noi e io e Noemi abbiamo coronato il sogno di tutta l’Italia – continua la vicentina -. Il finale? Ero d’accordo con Noemi che avrei provato a scremare il gruppo nella prima salita, poi in cima abbiamo scollinato in quattro ed è andata bene a me. Ci ho creduto e sono riuscito a realizzare questo grandissimo sogno”.
1. Tatiana Guderzo (Ita) Km. 124,2 in 3.33’25″; 2. Marianne Vos (Ol) a 19″; 3. Noemi Cantele (Ita); 4. Kristin Armstrong (Usa); 5. Diana Zilute (Lit) a 1’07″; 6. Judith Arndt (Ger); 7. Erinne Wallock (Can); 8. Nicole Braendli (Svi); 9. Grace Verbeke (Bel); 10. Catherine Cheatley (Nzl); 30. Fabiana Luperini (Ita) a 6’54″; 46. Monia Baccaille (Ita) a 10’18″; 47. Luisa Tamanini (Ita).

Ciclismo – Mondiali 09: la “locomotiva” Cancellara si conferma imbattibile a cronometro

si conferma il più forte del mondo a cronometro. Il corridore svizzero ha conquistato la medaglia d’oro percorrendo i 49,8 chilometri del percorso di Mendrisio in 57’55”. Argento per lo svedese Gustav Larsson, bronzo per il tedesco Toni Martin. Ottimo quinto posto per l’azzurro Marco Pinotti. Cancellara si laurea campione del mondo a cronometro per la terza volta in carriera, dopo i successi di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007.
Cancellara è ovviamente soddisfatto: “E’ stata una bellissima giornata, tutti mi davano per vincente ma io comunque ho lottato fino alla fine perché prima di esultare c’è da correre. Grazie del supporto a tutti gli svizzeri che mi hanno dato sicuramente una forza in più. L’oro nella corsa in linea di domenica? la prima è andata, adesso devo recuperare, da domani ci penserò”.
onostante l’ottimo quinto posto, un po’ di delusione per l’azzurro Marco Pinotti: “Conoscevo le mie possibilità, speravo di poter finire davanti a Zirbel e sognavo un posto sul podio. Peccato. Speriamo che l’anno prossimo in Australia mi diano un motorino, se no impossibile rivaleggiare con un Cancellara che va così”.

Ciclismo – Mondiali 09: nella crono femminile argento per Noemi Cantele

Inizia nel migliore dei modi il Mondiale di ciclismo di Mendrisio per l’Italia. ha vinto la medaglia d’argento nella cronometro femminile. L’azzurra si è dovuta arrendere solo alla statunitense Kristin Armstrong, già campionessa olimpica nel 2008. Terza la danese Linda Melanie Villumsen.
“Non mi aspettavo di vincere l’argento, non ero io che pedalavo” dice al termine della prova la Cantele. “In gara non capivo se stavo andando bene o male – racconta la 28enne varesina – Ho avuto notizia del mio tempo a 4 chilometri dalla fine ed ho anche vomitato… E’ stata una gara stranissima, sentivo che andavo bene ma non pensavo di finire sul podio. Ieri avevo detto che sarebbe stato già un successo terminare tra le prime dieci, però questa medaglia me la sono meritata”.

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Ciclismo – Mondiali: la crono under 23 va a sorpresa a Jack Bobridge

La prova d’apertura dei Mondiali di ciclismo a Mendrisio riserva una sorpresa. La medaglia d’oro della cronometro under 23 è andata infatti a J, 20 anni, pistard australiano secondo nell’inseguimento agli ultimi Mondiali a Pruskow, in Polonia. Argento a Oliveira (Portogallo). Bronzo al tedesco Gretsch. Adriano Malori, campione in carica, è lontano dal podio (quinto a 36″48). Alfredo Balloni, l’altro azzurro in gara, è sesto a 39″ 14. Nel pomeriggio la crono riservata alle donne con Tatiana Guderzo e Noemi Cantele in gara per l’Italia.
“Il vero Malori oggi avrebbe vinto, ma ero in giornata no – ha detto l’ex iridato -. Purtroppo in quest’anno mi è capitato sempre nelle grandi occasioni. Era un mese che mi allenavo pensando solo a questo appuntamento e i sacrifici che ho fatto non sono serviti a nulla. E’ una delle sconfitte che bruciano di più. L’unica cosa buona è che il 2009 finisce. L’anno prossimo ripartirò per una nuova avventura tra i professionisti”.

Ginnastica Ritmica – Mondiali: storico oro a squadre per le azzurre

Storico successo italiano nella ginnastica ritmica. Nel concorso a squadre (all around) dei campionati mondiali, in corso a Ise (Giappone), le azzurre conquistano la medaglia d’oro, davanti a Russia, Bielorussia, Azerbajan e Israele.
Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Daniela Masseroni, Angelica Savrajuk – le quattro rappresentanti del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare – e le due new entry Romina Laurito (Virtus Gallarate) e Giulia Galtarossa (Ardor Padova), guidate dalle tecniche Emanuela , Eva D’Amore e dalla coreografa Klarita Kodra, sono finite davanti a tutte le altre 23 Federazioni presenti a Miè, riscattando la delusione della medaglia di legno ai Giochi Olimpici di Pechino.
In generale, per la sezione di ritmica della Federginnastica, si tratta della 11ma medaglia mondiale nella storia. “Sono felice per questo risultato, che, in parte, ci ripaga di quanto c’era stato tolto agli ultimi Giochi Olimpici – commenta a caldo Maccarani – Il pensiero è andato anche al presidente Petrucci che in quella triste occasione ci sostenne con grande forza e che ha sempre creduto nel nostro valore. Ringrazio il Coni, la Federazione, ma soprattutto le ragazze. Questo è un gruppo tosto. Volevano la rivincita e l’hanno ottenuta”.
Nell “All-around”, l’unica gara riconosciuta dal Cio ed inserita nel programma olimpico, c’era stato un solo precedente, a Madrid nel 1975. Allora però la Ginnastica Ritmica era quasi agli albori, con pochissime squadre a contendersi il successo.

Pugilato – Mondiali: doppio oro con Valentino e Cammarelle

Doppia medaglia d’oro per l’Italia ai mondiali di pugilato di Milano. Roberto Cammarelle ha vinto il titolo iridato nella categoria dei supermassimi, Domenico Valentino si è imposto nei pesi leggeri.
Cammarelle ha battuto in finale l’ucraino Roman Kapitonenko 10-5. Per Cammarelle, 29 anni, campione olimpico in carica, si tratta del secondo titolo iridato consecutivo dopo quello conquistato a Chicago nel 2007.
“In finale avrei battuto chiunque”, ha detto l’azzurro, uscito alla distanza dopo un primo round equilibrato: “Lui è un pugile che ci mette il fisico, l’ho voluto stancare. Non aveva grossa resistenza, volevo vedere se si scopriva e poi sono andato in tranquillità nei round successivi. Speravo fosse un avversario migliore, forse il cinese (Zhilei Zhang, ndr) poteva dare più soddisfazioni ma l’importante per me era vincere. E chiunque in finale oggi avrebbe perso”.
Con l’ucraino è stato un match senza scorrettezze. I due alla fine si sono abbracciati: “E’ stato un incontro fra due galantuomini, ma noi abbiamo il terzo tempo nel dna, anche se poi ci prendiamo a pugni…”. Il suo oro bissa quello conquistato da Domenico Valentino nei pesi leggeri: “Mi ha fatto emozionare il combattimento e commuovere nell’esultanza, mi ha dato una grande carica. E poi devo ringraziare il pubblico”.
Prima di Cammarelle era toccato a Domenico Valentino portare il tricolore sul gradino più alto del podio. In pugile di Marcianise ha sconfitto il portoricano Josè ai punti per 9-4. Nei primi due round il suo avversario è partito coprendosi bene con una guardia serrata. Ma poi l’azzurro è riuscito ad aprire una breccia colpendolo con una serie di pugni ben piazzati e da metà della seconda ripresa ha preso in mano l’incontro.
“Ho vinto soprattutto con la testa perché Pedraza era molto più forte di me tecnicamnte, ma ho dimostrato di mantenere bene la lucidità e la fame di vittoria”, ha detto Valentino. “Il primo obiettivo era quello di mettere a segno qualche punto nella prima ripresa per poi prenderlo in contro tempo nelle altre due. Nella terza, infatti, lui si è scoperto ed ho conquistato qualche punto di vantaggio che ho portato fino all’ultimo gong. Ho fatto un buon lavoro di mente, mi sono meritato questa medaglia d’oro. Mi sento due volte campione del mondo, a Chicago ho disputato una finale con una sola mano, mi avevano chiamato mano di cristallo ora sarò mano d’acciaio”.