Ciclismo – Al Gran Piemonte Gilbert cala il tris

in una settimana ha vinto tre gare su tre. Tutte quelle a cui ha partecipato. Per di più successi in fotocopia: prima alla Coppa Sabatini, poi alla Parigi-Tours e oggi al Gran Piemonte, la classica della Gazzetta giunta alla 95a edizione.
Il belga della Silence-Lotto, compagno di squadra dell’iridato Cadel Evans, è l’uomo più in forma del momento. Al punto da affermare: “Sono nella condizione migliore di tutta la mia vita”. Si è visto oggi sullo strappo di Fossano, trampolino di lancio di una corsa che ha vissuto per la sua interezza sulla lunga fuga da lontano di Donati, che è uscito dal gruppo dopo 27 km (su 184) ed ha avuto un vantaggio massimo di 10’10″, prima di essere raggiunto dal contrattaccante Kvachuk.
Poi i due sono stati inghiottiti dal gruppo a una ventina di chilometri dal traguardo di Fossano, c’è stata un timido tentativo di Stangelj e Marzoli, finché a 2 km dal traguardo si è scatenato Gilbert, che è partito con uno scatto micidiale. In cima allo strappo sono rientrati solo lo spagnolo Daniel Moreno (Caisse d’Epargne) e l’italiano Francesco Gavazzi (Lampre), che poi si sono andati a giocare la volata con Gilbert: senza storia, come era capitato domenica alla Parigi-Tours quando il vallone aveva fulminato sua maestà Boonen.
Primo Gilbert, secondo Moreno e terzo Gavazzi, all’ennesimo piazzamento di una stagione in ascesa.

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Calcio – Qualificazioni Mondiali: per il Brasile una sconfitta ininfluente in Bolivia

Nel girone sudamericano di qualificazione al Mondiale, seconda battuta d’arresto per la Seleçao di Dunga, che cede 2-1 alla Bolivia. Segnano Olivares e Martins, accorcia Nilmar. Risultato ininfluente: verdeoro già in Sudafrica, boliviani già eliminati. Per Adriano 4 punti di sutura a una caviglia
Poco importa la sconfitta, nonostante ribadisca un tabù che perdura ormai dal febbraio del 1981, data dell’ultima vittoria brasiliana all’altitudine di La Paz.
A qualificazione già acquisita, il principale obiettivo era testare i possibili candidati a una maglia verdeoro per i prossimi mondiali, tant’è che il ct brasiliano ha perfino deciso di risparmiare il pesante viaggio in terra boliviana ai vari Kakà, Lúcio, Gilberto Silva, Robinho e Luís Fabiano, rimasti nel ritiro di Teresòpolis in vista del match casalingo contro il Venezuela. Tuttavia, la sconfitta incassata da una Bolivia a dir poco sconquassata ha dato ben poche indicazioni positive al ct. Maicon e Daniel Alves i migliori in una seleçao irriconoscibile, con appena due occasioni da gol in 90 minuti. Tra i tre attaccanti sotto esame, Adriano, Nilmar e si salva solo l’attuale bomber del Villarreal, autore del colpo di testa vincente che ha fissato il punteggio sul 2-1 finale.
Matematicamente fuori dai prossimi mondiali, i padroni di casa avrebbero dovuto essere la classica vittima sacrificale, per di più con un tecnico ancora in panchina solo perché la federazione – sul piede di guerra con il sindacato calciatori, che hanno ritardato di due giorni il raduno – non ha i soldi per sostenerne l’eventuale esonero.
E invece i 90 minuti di La Paz hanno mostrato tutto un altro copione, con i padroni di casa sempre padroni del gioco, seppur sempre al piccolo trotto. Dopo un prodigioso intervento di Julio Cesar al 5’, è Olivares a portare in vantaggio la Bolivia con un colpo di testa su calcio d’angolo, su cui il portiere interista, indeciso tra il mantenere la posizione e il tentativo d’intervento, non è del tutto incolpevole. Dopo venti minuti privi di reazione, gli ospiti incassano anche il secondo gol, frutto di una punizione di Marcelo Moreno, che scavalca la barriera e insacca alla destra di un immobile J. Cesar. Un palo su tiro da fuori area di Daniel Alves l’unico segnale di presenza del Brasile nei primi 45 minuti. L’unica altra occasione da gol, invece, viene concretizzata da Nilmar, al 70’, con un colpo di testa a centro area su cross di Maicon, che prima di servire il compagno da il via al contropiede vincente.