Europei Mountain Bike: Celestino conquista la medaglia d’arento

 Mirko Celestino

Mirko Celestino

Lo svizzero Ralph Naf è campione d’Europa però Mirko Celestino regala ai colori italiani una prestigiosa medaglia d’argento.

La gara è stata durissima anche a causa del caldo che si è fatto sentire su un percorso di 129,5 km per gli uomini e 111,5 km per le donne.

Il biker ligure, già campione tricolore lo scorso anno su questo stesso percorso, è stato protagonista di una straordinaria rincorsa, che gli ha permesso di recuperare posizioni su posizioni negli ultimi chilometri: «Siamo stati in gruppo per un po’, poi a 90 km dall’arrivo Naf ha attaccato e ha cercato di andare in fuga, l’ha seguito anche l’italiano Felderer. Io non ci ho creduto, mi sembrava troppo presto, ho preferito rimanere nel gruppo degli inseguitori. Sul finale ho provato a spingere per recuperare terreno, ho ripreso Felderer ma non sono riuscito a raggiungere Naf, andava davvero troppo forte. Peccato, perché stavo bene e forse potevo farcela, ma qui ho gareggiato davvero con i più forti di questa disciplina e l’argento è un grande risultato».

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Mountain Bike – Nasce la Sauze Mountain Classic sulle ceneri della Bardonecchia

E’ noto che abbandonerà Bardonecchia una delle manifestazioni di mountain bike più amate. Dopo 15 anni ed una lunga tradizione sportiva costruita in 16 edizioni, la Bardonecchia Mountain Classic nel 2010 non sarà più in calendario, come già anticipato dal comitato organizzatore al termine della positiva edizione del 2009.
Dunque, il progetto Mountain Classic si pone nuovi obiettivi e affronta nuove sfide, che trovano in Sauze d’Oulx un’importante stazione sportiva interessata allo sviluppo del turismo estivo e alla valorizzazione del territorio: nel 2010, il 20 giugno, la Bardonecchia Mountain Classic lascerà il posto alla Sauze Mountain Classic, sempre in alta Valle di Susa, ma cambiando location per spostarsi sotto le pendici del Monte Genevris.
La vocazione alla mountain-bike di Sauze d’Oulx è nota a tutti gli appassionati, che oggi si possono misurare in uno dei più importati bike park d’Europa, tempio del free-ride e del divertimento, ma anche terreno di gara di grandi eventi cross-country come la S-CLASSIC
La Sauze Mountain Classic è un evento completamente nuovo, con una naturale vocazione agonistica, ma che vuole coinvolgere il turismo su due ruote che riconosce in Sauze d’Oulx una meta obbligata e che non appartiene al naturale bacino della Mountain Classic.
Il percorso della S-CLASSIC è stato completamente rivisto, e s’ispirerà solo in minima parte a quello già conosciuto nelle passate esperienze, con due tracciati, il primo marathon di 60 km per soddisfare le esigenze degli atleti che si misurano nelle grandi competizioni continentali, e un secondo granfondo di 45 km circa adatto all’utenza non professionale che pratica saltuariamente l’attività fuoristrada, ma che vuole misurarsi insieme ai grandi campioni dell’off road.
Si vola alto nella Sauze Mountain Classic: scollinamento a oltre 2.Il logo della Sauze Mountain Classic500 metri, immersi nel parco Naturale Gran Bosco, toccando la sommità del Monte Genevris nello spettacolare scenario alpino dell’alta Valle di Susa.
Per intrattenere gli ospiti l’organizzazione, in collaborazione con la collettività di Sauze d’Oulx, intende organizzare un side event il sabato sera precedente la prova, tradizionalmente concerto e/o spettacolo di cabaret.
Confermata la prova per i futuri campioni del pedale il sabato, in una festosa cornice di pubblico che da sempre assiste alla prova dei più piccoli.
Non mancherà un’area Expo partecipata dalle principali aziende di settore.

MTB – Mondiali: bilancio positivo per gli azzurri

Ultime battute per il Mondiale MTB a Camberra, in Australia. Dopo due lusinghieri ori nella staffetta e negli Juniores sempre con Kerschbaumer, niente da fare tra gli under 23: oro al sudafricano Burry Stander, argento al francese Alexis Vuillermoz, bronzo allo svizzero Thomas Litscher a 2’46 con i nostri lontani. Johann Schweiggl ha chiuso al 23° posto, il bresciano Cristian Cominelli al 40° dopo essere stato penalizzato da una caduta.
L’ultima giornata dei Mondiali del cross country si è conclusa con il 9° posto della bolzanina Eva Lechner e l’11° del milanese Marco Aurelio Fontana. Entrambi 24 anni, sono i più “vecchi” della staffetta azzurra che ha conquistato uno storico oro nella prova inaugurale della rassegna iridata.
Particolarmente sfortunata la Lechner, che era nel gruppetto delle prime cinque quando è caduta al secondo giro: si è rialzata, ha stretto i denti e ha chiuso al nono posto, che comunque rappresenta la sua miglior prestazione al Mondiale élite. Lei, nel 2003, fu argento al Mondiale juniores.
Coraggiosa la prova di Marco Aurelio Fontana, sempre tra la sesta e la settima posizione fino al quinto dei sette giri del percorso. Fontana era ancora nei dieci al penultimo giro, poi è stato superato da Sauser, campione del mondo uscente, in vista del traguardo. Una bella prestazione, ma Fontana ha le doti per aspirare al vertice della specialità: lo ha dimostrato con il quinto posto alle Olimpiadi di Pechino 2008. Tony Longo è arrivato 27°, mentre si è ritirato Johnny Cattaneo.

MTB – I mondiali Juniores all’Italia grazie a Kerschbaumer

Il campione europeo Gerhard Kerschbaumer conquista anche la maglia iridata a Canberra, nei Mondiali Juniores MTB di Cross Country. Si tratta del secondo oro personale e per l’Italia, dopo la vittoria di due giorni fa in staffetta.
Partito da grande favorito, Gerhard ha subito preso il comando e dopo il primo giro la selezione era già fatta. In testa con l’azzurrino il portoghese Marinheiro, gli svizzeri Stirnemann e Indergand, l’olandese Van der Hejiden. A 15” il francese Drechou e il tedesco Gluth, seguito a 6” dal connazionale Schelb. Nel secondo giro sono rimasti in quattro a condurre le danze, con lo svizzero Stirnemann staccato di 20” , il tedesco Shelb a 40” , il francese Drechou a un minuto esatto, mentre Luca Braidot risale dal dodicesimo all’ottavo posto a 1’06”.
Nel terzo giro i fuggitivi sono rimasti in tre. Con Kerschbaumer, implacabile nella sua andatura, restano soltanto il portoghese Marinheiro e lo svizzero Indergand. L’olandese Van der Heijden segue a 16”, l’altro svizzero Stirnemann ancora a 20” , Schelb a 1’10” seguito da Luca Braidot, settimo a 1’28”. Nel quarto giro Gerhard rompe gli indugi e parte con decisione verso il trionfo.
Formidabile la sua tornata, la più veloce delle cinque in programma. Tenta di resistere il portoghese, ma deve cedere ben 44” , lo svizzero Indergand è già a 1’02”, seguito dal connazionale Stirnemann a 1’08” e dal bravissimo Luca Braidot, risalito al quinto posto a 1’38”. Il quinto e ultimo giro è una passerella per Kerschbaumer, che taglia il traguardo con 1’19” su Marinheiro (argento) e 1’34” su Indergand (bronzo). Luca Braidot paga leggermente lo sforzo del giro precedente e termina ottavo a 3’38”, non lontano comuqnue dal quinto, lo svedese Tobias Ludvigsson. Buone anche le prestazioni di Daniele Braidot (18°) e Nicholas Pettinà (29°).
Grande gioia nel clan azzurro per il secondo oro di questo mondiale indimenticabile. Solo pochi atleti hanno avuto la gioia di indossare due maglie iridate nello stesso mondiale e Gerhard lo ha fatto con la staffetta e con la corsa individuale a 18 anni.

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Il Lissone Mtb domina la Gf Costiera dei Cech

La 7ª edizione della Gf Costiera dei Cech ha visto schierati oggi dal vialone antistante il Polo Fieristico di Morbegno circa 500 bikers provenienti da tutta la Lombardia ma anche dalle regioni limitrofe come Piemonte ed Emilia Romagna , oltre che diversi bikers provenienti da Svizzera e Austria.
La gara era valevole come III prova della Coppa Lombardia Adamello Bike Cup e IV prova del Brevetto Nobili MTB.
Due i percorsi previsti con il Marathon di 65 km e 1700 m di dislivello ed il Classic di 44,5 km e 1400 m di dislivlello.
Il percorso Marathon e Classic erano in comune fino all’abitato di Dazio. Di qui il Classic conduceva all’arrivo lungo una bella discesa a tornanti, mentre il Marathon presentava anche il bel single track nella pineta di Dazio , la veloce discesa su Pilasco e la impegnativa salita verso Buglio in Monte 2,5km che erano seguiti da un in single track in quota, prima dei 12 km finali ondulati che riconducevano al traguardo piazzato presso il Palazzetto dello Sport.

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Mirco Balducci fa sua per distacco la Gran fondo San Pellegrino


La Gran fondo San Pellegrino – VI Memorial Sergio Lispi è partita alle 9,30 da Gualdo Tadino (PG) in una mattinata ventosa e parzialmente nuvolosa. Circa 450 i bikers che si sono dati appuntamento in questo delizioso paesino umbro addobbato per la Festa del Maggio, millenaria celebrazione del Pellegrino, il viandante fatto santo che ha dato nome al luogo.
Sotto l’altissimo pioppo piantato dai “maggiaioli” la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio per la sopracitata festa, dopo un minuto di silenzio dedicato alle vittime del terremoto d’Abruzzo, la gara ha preso il via: in prima griglia, il vincitore della passata edizione, il bielorusso Serghei Mikhailouski, gli Elite Marco e Alessio Cellini e Luca Strabbioli e l’M1 Mirco Balducci. Tra le donne Monica Gabbanelli. Alla gara femminile riservato solo il percorso corto, come da regolamento del Challenge Centro Italia Bike Tour.
Infatti, la Gran fondo S.an Pellegrino è la prima delle 6 prove del Centro Italia Bike Tour e terza delle 9 prove dell’Umbria Challenge.
Percorso piuttosto impegnativo quello della Granfondo, soprattutto nell’ascesa alla Cima Mutali. I 4 chilometri di salita che portano al Gpm sono stati resi ancor più ardui dal forte vento che ha spirato fin dalle prime ore mattutine.
Nella gara maschile, già nei primi chilometri, in testa Balducci che transita primo al GPpm della Cima Mutali con un buon margine di vantaggio su Vega Burzi e Alessandro Peruzzi. Il suo vantaggio aumenta sia nella successiva discesa che nell’ultima salita portandosi a circa 5’ sui suoi diretti inseguitori.
Per le donne, partenza difficoltosa della favorita Monica Gabbanelli che si attarda per la perdita della borraccia. Poi, grande rimonta e distacco sulle avversarie, la Perugini e la Duchini.
Nel frattempo, alle 11,25 si conclude la gara del corto con la vittoria dell’Allievo Marco Fabiani dell’Asd Mtb Club Spoleto in 1 ora 42’06”. A 3’ circa l’altro allievo Riccardo Costantini e terza assoluta e vincitrice della classifica donne Monica Gabbanelli del Bici Adventure Team che termina la sua gara in solitaria in 1 ora 50’19”. Seconda Laura Duchini del Donkei Bike Club in 1 ora 57’50” e terza Romina Perugini dell’Asd Bikeland Team Bike 2003 in 2 ore 00’40”.
Dopo quasi 2 ore di gara si conclude anche la gran fondo di 42 chilometri con la vittoria, per distacco, dell’M1 Mirco Balducci dell’Asd Cicli Taddei Team Galluzzi in 1 ora 58’46”. Molto distanziati i due diretti inseguitori, Alessandro Peruzzi, secondo in 2 ore 05’55”, e Federico Ricci (Scott-Pasquini), terzo in 2 ore 07’06”.

Atestina Superbike: Cominellispiazza Deho e Costa

Circa 1000 partecipanti alla seconda edizione di Atestina Superbike, gara nazionale FCI che si è svolta domenica 31 maggio ad Este (PD), ridente cittadina ai piedi dei Colli Euganei.
Giornata fredda e ventosa quella che ha accompagnato gli atleti partecipanti alla gara valida come quarta prova della Serenissima Coppa Veneto Zerowind; la gara padovana era altresì gemellata con Hill Cup e nel 2010 rappresenterà il Veneto in questo prestigioso circuito che presenta tappe in Emilia, Marche, Lombardia, Toscana e Trentino.
Ai nastri di partenza nomi eccellenti nel palinsesto delle “ruote grasse”; Mike Felderer (Sintesi Corse), Andrea Tiberi, Cristian Cominelli, Julio Caro e Leonardo Paez (TX Active), Mario Rojas e Medina della (Felt), Marzio Deho, Nicola Dalto, Agostino Andreis dell’ Olympia, Walter Costae Thomas Paccagnella dell’ADV Corratec; John Cairo Botero Salazar della Info tre Lee Cougan e molti altri validi atleti elite.
Il via è stato dato alle ore 10 dalla bellissima Piazza Maggiore di Este dov’era allestita la partenza, mentre l’arrivo si è tenuto presso gli impianti sportivi del Paleste, dov’erano altresì predisposte tutte le operazioni di pre-post gara.
Gara tirata fin dall’inizio lungo la salita asfaltata di 5 chilometri che porta a Calaone, poi giù verso località Baone. Da lì il percorso è un alternarsi di salite, discese e single treck, dove si sono avuti continui cambi della guardia; alla fine, anche dopo il “muro” strappo al 27% un drappello formato da Deho, Tiberi, Cominelli, Costa e Rojas, si rilancia verso il Monte Cecilia, dove a sorpresa Cominelli lancia un attacco poderoso che lascia di stucco i compagni di fuga.
I quattro chilometri di pianura finale non sono serviti ai quattro inseguitori per raggiungere il fuggitivo che si è presentato all’arrivo a braccia alzate.
In campo femminile dominio di Monica Squarcina (team Estebike) che suggella la vittoria ottenuta lo scorso anno, battendo Ilenia Colpo giunta seconda a circa 1 minuto, Paola Maniaco giunta terza e Nadia Tosi giunta quarta.
Le classifiche su www.atestinasuperbike.it

In mountain bike alla scoperta della Val di Fiemme

In bicicletta alla scoperta della Val di Fiemme. Infatti innumerevoli sono le possibilità e gli itinerari adatti a tutti. Più di 200 chilometri d’itinerari, per pedalare nel pieno rispetto della natura, in un ambiente esclusivo, ricco di cultura, tradizioni e storia. Le ampie foreste e le calde tonalità delle Dolomiti, le montagne più belle e famose del mondo.
Per i riders delle due ruote sia esperti che principianti il Bike Park Alpe Cermis é aperto tutti i giorni in corrispondenza con gli orari degli impianti di risalita, il divertimento é assicurato sul percorso Freeride dalla telecabina di Fondovalle alla stazione “Doss dei laresi”. Tuttavia nonostante le location e i percorsi tradizionali abbiamo scelto qualcosa di nuovo.
In Val di Fiemme infatti vi sono innumerevoli percorsi ai più sconosciuti. Vi proponiamo come base di partenza il quartier generale del Castelir. Da Panchià la partenza alla volta di Lago, e quindi si prende la ciclabile fino a località Cascara. Inizia lo sterrato ed ecco Tavià, Salanzada, per poi salire a Doss dei Laresi, dove è situata la stazione intermedia della cabinovia del Cermis. Quindi la discesa di due chilometri su strada asfaltata e verso destra si risale in sterrato verso Valle Lagorai. Siamo giunti in località Mandre, quindi uno strappo duro su una strada militare verso Fratton.
Si scende per Pezza, ancora discesa verso destra verso la Val Cavelonte. Si giunge a Toaccio, a sinistra per Sadole e si giunge a Ziano di Fiemme, dove si potrà poi raggiungere su ciclabile Panchià.

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Kessiakoff, dalle ruote grasse alle ruote strette, con successo

Il giovane talento Thomas Lövkvist non era l’unico neoprof svedese all’interno del gruppo dell’ultimo Giro D’Italia. Ma ha una particolarità. Frederik Kessiakoff, 28, capitano della Fuji-Servetto, ha dimostrato eccellenti doti di scalatore. Una grande scoperta per la strada, dopo una carriera eccellente a livello internazionale off-road che l’aveva portato a raggiungere risultati di tutto rispetto.
Un passaggio, quello dalle ruote grasse alle ruote strette che non è infrequente anche perché il mondo dle professionismo su strada offre ingaggi decisamente più alti rispetto a quelli della mountain bike.