Stepanek batte Juan Monaco e dà ai padroni di casa il punto decisivo sull’Argentina. In precedenza Juan Martin Del Potro aveva superato Tomas Berdych nel confronto tra numeri 1.
Finisce con i cechi che festeggiano e Radek Stepanek portato in trionfo. Il numero 2 di casa, non al meglio per un problema al ginocchio sinistro che si porta dietro da Wimbledon, ha appena battuto Juan Monaco in tre set, regalando alla Repubblica Ceca il punto decisivo del quarto di finale con l’Argentina. Saranno quindi i cechi ad affrontare dal 18 al 20 settembre, in trasferta, la Croazia di Cilic e Karlovic.
L’Argentina, d’altra parte, paga l’assenza di Nalbandian, il suo giocatore più forte al coperto.
Sul 2-2 il capitano Navratil sceglie di mandare in campo il più esperto Stepanek, tenuto fuori dal singolare di venerdì, anziché il deludente Ivo Minar. E la scelta si rivela azzeccata, perché il numero 21 del mondo
riesce ad imbrigliare l’avversario nella rete del suo gioco fatto di tagli, smorzate e discese a rete. Un gioco molto vario al quale Juan Monaco può opporre soltanto la sua regolarità da fondocampo.
Eppure il numero due argentino qualcosa da recriminare ce l’ha. La situazione infatti sembrava volgere a suo favore nel primo set, quando, sul 4-4 riusciva a ottenere il break grazie a un doppio fallo dell’avversario. Lì, però, il sudamericano subiva un parziale di 8 punti a zero che mandava Stepanek avanti 6-5, con il vantaggio psicologico derivante dall’occasione sprecata.
Il tie-break era inizialmente una girandola di errori con i primi cinque punti ottenuti contro il servizio. Decisivo era un doppio fallo, questa volta di Monaco, sul 3-3. Sul 6-5 un brutto errore di rovescio tagliato dell’argentino consegnava il set a Stepanek.
Da quel momento la partita si fa in discesa per Stepanek che ottiene il break nel primo gioco del secondo set grazie a un doppio fallo di Monaco e a un passante di dritto incrociato. Sul 5-3 Monaco cede di nuovo il servizio e dà il secondo set a Stepanek.
Nel terzo, l’argentino va in vantaggio 2-1, strappando per la seconda volta la battuta all’avversario, ma da quel momento non fa più un game. Stepanek, sempre più carico a dispetto del fastidio al ginocchio, sente la vittoria vicina e incita il pubblico a sostenerlo. All’ottavo gioco chiude grazie a una brutta volée di rovescio di Monaco finita fuori.
La giornata era cominciata bene per gli argentini. Juan Martin Del Potro aveva battuto senza faticare troppo un Tomas Berdych non all’altezza, chiudendo con un triplice 6-4 dopo poco più di due ore l’atteso incontro fra i due numeri uno.
Sicuro dal fondo e micidiale al servizio, il gigante di Tandil ha mostrato perché debba essere considerato un uomo da tenere d’occhio quest’estate sul veloce americano. Ci si interroga a questo punto sul perché della sua esclusione dal doppio in cui, il numero 5 del mondo, apparso ingiocabile nei suoi due singolari, avrebbe di certo dato un contributo maggiore alla causa argentina di quello offerto da un inconsistente Acasuso.
Lo stesso Radek Stepanek si era mostrato stupito della scelta di non impiegarlo: «Del Potro aveva giocato un match fantastico venerdì – ha detto –. Mi è sembrato un regalo a noi cechi». Un regalo rivelatosi, a questo punto, forse decisivo.
I cechi centrano la loro prima semifinale dal 1996, mentre l’Argentina manca un traguardo che negli ultimi sette anni aveva centrato cinque volte.
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