Volley – Europei 09: l’Italia è un rullo compressore e va in semifinale

L’Italia cala il pokerissimo di vittorie (solo un set lasciato alle avversarie finora, contro la Francia) e conquista l’ottava semifinale europea della sua storia.
Senza sbavature la prova delle ragazze di Massimo Barbolini che scendono in campo contro la Repubblica Ceca (25-16, 25-20, 25-23 i parziali) molto determinate a sprecare meno energie possibile per conquistare l’obiettivo di giornata.
L’Italia è un rullo compressore. Difficile trovare una protagonista assoluta, ma Antonella Del Core continua a essere la più costante delle azzurre. Sempre presente in attacco e in ricezione (aumenta sempre più il rimpianto per non averla vista in azione a Pechino l’anno passato). Ma con la Repubblica Ceca si è rivista la migliore Aguero che ha avuto un rendimento in attacco impressionante, sempre sopra il 70%.
Tutta la squadra azzurra (che va ricordato è campione in carica, dopo il successo di due anni fa in Lussemburgo) ha mostrato al pubblico una pallavolo molto intensa, con un’altra grande prestazione in difesa. Giovedì chiusura della seconda fase di Katowice contro la Serbia, potrebbe essere un confronto “inutile” per la classifica in quanto l’Italia potrebbe arrivarci già con il primo posto nel girone in tasca (dipende dal risultato delle serbe con la Germania).
Ma per aspettare di conoscere l’avversaria della semifinale, sarà comunque necessario aspettare che l’accoppiamento venga deciso tramite sorteggio, al termine del secondo girone.

Pallavolo – Europei: l’Italia si riscatta con un 3 a 0 alla Repubblica Ceca

L’Italia non è ancora aritmeticamente qualificata alla seconda fase dei Campionati Europei di pallavolo, ma dopo la vittoria con la Repubblica Ceca , è quasi certa di prolungare la sua permanenza in Turchia per buona parte della prossima settimana. Dall’ultima partita del girone, con la Serbia, saprà invece quando sono reali le sue possibilità di pensare a obiettivi più alti. Al momento proibiti.
Anastasi parte con la formazione titolare fatta eccezione per Fortunato al posto di Sala (che nella partita con la Serbia tornerà a disposizione, qui era in tribuna). Il tecnico ceco, invece, inizialmente lascia in panchina l’opposto titolare Stokr per Konecny, ma dopo pochi punti è costretto a cambiare.
L’Italia gioca sul velluto e non ha difficoltà a portare a casa il primo set, con una ricezione perfetta del 90 per cento e un attacco che supera il 65. Il c.t. Svoboda cambia ancora e all’inizio del secondo set la sua squadra risponde meglio e il parziale procede punto a punto fino al 20 pari, quando gli azzurri mettono il turbo con Lasko e Savani. Il set sembra già in tasca, ma e compagni perdono lucidità per qualche istante e la Rep. Ceca incalza 24-24. Poi una battuta maligna di Birarelli crea lo scompiglio nella ricezione ceca e Fortunato firma il 2-0.
Nel terzo set l’Italia prima dilaga (12-3) poi si ferma un’altra volta e lascia che la Repubblica Ceca si faccia di nuovo sotto: 16-16. Ma gli azzurri (che nel frattempo hanno cambiato Lasko per Gavotto) poi si riprendono e chiudono nella maniera più netta il match.

Calcio : Pavel Nedved si ritira dal calcio giocato

Image and video hosting by TinyPic“Ho deciso di non accettare nessuna delle offerte arrivate nelle ultime settimane e di concludere la mia carriera” con queste parole l’ex juventino Pavel Nedved ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Un Nedved quindi che d’ora in poi sarà tutto casa e famiglia dedicandosi come lui stesso ha dichiarato a moglie e figli. Un addio al calcio giocato che per il centrocampista ceco arriva dopo una lunga carriera coronata in Italia con 500 presenze nella massima serie e la vittoria di tre scudetti, uno con la Lazio nel 2000 e due con la Juventus nel 2002 e 2003. Un addio al calcio giocato che però non sarà un addio al mondo del calcio, infatti, il biondo centrocampista ceco dopo aver rifiutata l’ultima offerta pervenutagli dal suo ex allenatore Sven-Goran Eriksson per portarlo al Notts Country pare abbia pronto un contratto da parte della Juventus per far parte dello staff tecnico.

Basket: buon test azzurro contro la Repubblica Ceca

Buon esordio della Nazionale azzurra di basket che batte la Repubblica Ceca 64-63 nella prima amichevole del 2009. Gli azzurri iniziano la loro marcia di avvicinamento alle qualificazioni per il Campionato Europeo in Polonia vincendo di misura. Recalcati tiene a riposo Bargnani, Amoroso, Hackett e Datome, tutti per alle prese con le fatiche della prima settimana di preparazione.
A indirizzare la partita è la voglia di Belinelli, che nel primo quarto si presenta dopo due anni di astinenza azzurra con 11 punti. Poi arriva a 19, ma si fa espellere per un doppio antisportivo. Bene anche Matteo Soragna, che dopo 5 minuti di gioco mette a segno la tripla dei suoi 801 punti in Nazionale. E proprio il nuovo acquisto di Biella ha siglato il canestro decisivo a due secondi dalla fine, al termine di una partita che ha offerto buone indicazioni al c.t. (Mordente, Belinelli, Soragna), ma che può essere attendibile fino a un certo punto

Coppa Davis: i cechi fanno fuori l’Argentina

Stepanek batte Juan Monaco e dà ai padroni di casa il punto decisivo sull’Argentina. In precedenza Juan Martin Del Potro aveva superato Tomas Berdych nel confronto tra numeri 1.
Finisce con i cechi che festeggiano e Radek Stepanek portato in trionfo. Il numero 2 di casa, non al meglio per un problema al ginocchio sinistro che si porta dietro da Wimbledon, ha appena battuto Juan Monaco in tre set, regalando alla Repubblica Ceca il punto decisivo del quarto di finale con l’Argentina. Saranno quindi i cechi ad affrontare dal 18 al 20 settembre, in trasferta, la Croazia di Cilic e Karlovic.
L’Argentina, d’altra parte, paga l’assenza di Nalbandian, il suo giocatore più forte al coperto.
Sul 2-2 il capitano Navratil sceglie di mandare in campo il più esperto Stepanek, tenuto fuori dal singolare di venerdì, anziché il deludente Ivo Minar. E la scelta si rivela azzeccata, perché il numero 21 del mondoStepanek riesce ad imbrigliare l’avversario nella rete del suo gioco fatto di tagli, smorzate e discese a rete. Un gioco molto vario al quale Juan Monaco può opporre soltanto la sua regolarità da fondocampo.
Eppure il numero due argentino qualcosa da recriminare ce l’ha. La situazione infatti sembrava volgere a suo favore nel primo set, quando, sul 4-4 riusciva a ottenere il break grazie a un doppio fallo dell’avversario. Lì, però, il sudamericano subiva un parziale di 8 punti a zero che mandava Stepanek avanti 6-5, con il vantaggio psicologico derivante dall’occasione sprecata.
Il tie-break era inizialmente una girandola di errori con i primi cinque punti ottenuti contro il servizio. Decisivo era un doppio fallo, questa volta di Monaco, sul 3-3. Sul 6-5 un brutto errore di rovescio tagliato dell’argentino consegnava il set a Stepanek.
Da quel momento la partita si fa in discesa per Stepanek che ottiene il break nel primo gioco del secondo set grazie a un doppio fallo di Monaco e a un passante di dritto incrociato. Sul 5-3 Monaco cede di nuovo il servizio e dà il secondo set a Stepanek.
Nel terzo, l’argentino va in vantaggio 2-1, strappando per la seconda volta la battuta all’avversario, ma da quel momento non fa più un game. Stepanek, sempre più carico a dispetto del fastidio al ginocchio, sente la vittoria vicina e incita il pubblico a sostenerlo. All’ottavo gioco chiude grazie a una brutta volée di rovescio di Monaco finita fuori.
La giornata era cominciata bene per gli argentini. Juan Martin Del Potro aveva battuto senza faticare troppo un Tomas Berdych non all’altezza, chiudendo con un triplice 6-4 dopo poco più di due ore l’atteso incontro fra i due numeri uno.
Sicuro dal fondo e micidiale al servizio, il gigante di Tandil ha mostrato perché debba essere considerato un uomo da tenere d’occhio quest’estate sul veloce americano. Ci si interroga a questo punto sul perché della sua esclusione dal doppio in cui, il numero 5 del mondo, apparso ingiocabile nei suoi due singolari, avrebbe di certo dato un contributo maggiore alla causa argentina di quello offerto da un inconsistente Acasuso.
Lo stesso Radek Stepanek si era mostrato stupito della scelta di non impiegarlo: «Del Potro aveva giocato un match fantastico venerdì – ha detto –. Mi è sembrato un regalo a noi cechi». Un regalo rivelatosi, a questo punto, forse decisivo.
I cechi centrano la loro prima semifinale dal 1996, mentre l’Argentina manca un traguardo che negli ultimi sette anni aveva centrato cinque volte.

Leggi tutto »