Volley – Europei 09: le azzurre “asfaltano” anche la Serbia

Sei su sei. L’Italia non si ferma davanti a nulla e batte anche la Serbia, con lo stesso punteggio con cui aveva già liquidato le squadre più pericolose fino a qui incontrate. Magari può fare un po’ impressione ricordare che due anni fa questa partita valeva il titolo europeo, oggi per la Serbia è valsa un biglietto per il ritorno a casa, dato che la squadra di Zoran Terzic con questo k.o. lascia mestamente il torneo, esclusa dalla lotta per le medaglie, dopo una seconda parte del torneo a dir poco deludente con 3 sconfitte in altrettante partite.
Barbolini ha mandato in campo la stessa formazione che ha conquistato le semifinali. Ma nonostante qualche azzurra si lamentasse della stanchezza (prima di questo match) in campo non si è visto per nulla. Mai in discussione il risultato, in nessuno dei set: le italiane hanno spinto sull’acceleratore in battuta, mettendo in difficoltà la ricezione serba. Al resto hanno pensato il muro e la difesa italiane che non hanno concesso nulla alle attaccanti serbe, sempre più scoraggiate della disarmante forza azzurra. Note di merito per Simona Gioli a muro e per Tai Aguero in attacco. Ma come al solito è stata una prova corale dell’Italia che ha schiacciato una Serbia in un angolo, fino al 3-0 finale (nel 2007 in tutto le azzurre persero appena due set).

Basket – Europei: per la prima volta la Spagna sale sul gradino più alto

Per la prima volta nella sua storia la Spagna è campione d’Europa. Nella finale di Katowice gli uomini di Sergio Scariolo travolgono la Serbia 85-63 trascinati da uno strepitoso Pau Gasol, in doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi. Medaglia di bronzo alla Grecia, che piega la Slovenia 57-56.
La Spagna vince il campionato Europeo battendo in finale la Serbia 85-63, un’altra prova di forza necessaria per far svanire un sortilegio.
Dopo 6 medaglie d’argento, l’ultima atroce due anni fa in casa, per la prima volta i campioni del Mondo in carica e vicecampioni olimpici conquistano l’oro continentale. , dopo il titolo Nba coi Lakers, aggiunge un’altra perla alla sua carriera, miglior giocatore del torneo, miglior realizzatore e dominatore da quando, rientrato da un infortunio, ha trovato il ritmo trascinando tutta la squadra.
Sergio Scariolo entra nella storia come primo tecnico a portare la Spagna all’oro, ma non è stato facile: perfino l’argento sarebbe stato considerato una sua sconfitta. Ha perso all’inizio del torneo, ha subito critiche, ma, nel momento cruciale, la sua squadra ha giocato un basket meraviglioso e micidiale in difesa.
La Spagna si abbatte sulla Serbia. Difesa aggressiva, le triple che entrano, con Navarro e Pau Gasol che impongono subito la loro classe. Arriva un 15-2 (20-7) che spinge i vicecampioni olimpici fino al +15. Scariolo comincia a ruotare la squadra, i ragazzini di Ivkovic non sono già morti. Tripkovic e Velickovic firmano un 9-2 (26-18) e il coach italiano deve rimettere Pau Gasol, Rudy e Navarro.
Le conseguenze sono immaginabili: contropiede, passaggi al volo per il grande amico di Kobe Bryant, solido anche in difesa. Subito un 12-2 porta la Spagna fino al +20, e va ancora più su (50-26), quando anche Rubio sale sulla giostra, dalla quale era sceso presto facendo la faccia scocciata a Scariolo.
I vicecampioni olimpici segnano 52 punti nel primo tempo ma, cosa ancora più importante, tengono sotto il 40% gli avversari conquistando 17 rimbalzi in più, in un perfetto mix di spettacolo e efficienza. Il centro dei Lakers illumina lo showtime con 14 punti e 8 rimbalzi nei primi 16’ in campo e solo l’intervallo può raffreddare l’incendio. Subito riacceso da Gasol, con tre stoppate.
Quando va a riposare, al 24’, è già in doppia doppia (10 rimbalzi). La Serbia prova a salire sull’ultimo treno, con Krstic e il neo madridista Velickovic produce un inaspettato 13-2 (58-44) ma stavolta basta Rudy, assieme a Marc Gasol, per decidere la finale. Pau Gasol torna in campo solo per l’ovazione, vince il titolo di Mvp (è nel quintetto ideale con Spanoulis, Teodosic, Fernandez e Erazem Lorbek).
La Serbia conquista un argento meraviglioso: con un gruppo di meno di 23 anni di età media, Dusan Ivkovic compie un’impresa che forse ha più valore di quella di 20 anni fa, quando portò i giovani Kukoc, Divac, Danilovic, Radja sul tetto del mondo. Stavolta la Spagna era semplicemente troppo forte.

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Mondiali di Roma: le imprese di Phelps e Cielo

Cavic e Phelps la sfida continua…Nei 100 farfalla non c’è stata la rivincita di Pechino, ma una strepitosa battaglia. Cavic si è presentato con lo stemma della Roma, la lupa, sulla maglia, suscitando entusiasmi. Poi, sui blocchi, Phelps ha avuto un miglior tempo di reazione: 0.69 contro 0.72. Ma Cavic è uscito in testa dal tuffo. E’ volato letteralmente sull’acqua. Ha virato in 22″69 contro 23″36 di Phelps, quarto. Phelps, però, ha rimontato con ferocia nella seconda vasca. I due hanno lottato con furore. Ma Phelps, stavolta, era primo all’ultima bracciata e ha vinto: 49″82 contro 49″95. Ha polverizzato il record del mondo e anche il muro dei 50 secondi. Al grandissimo Cavic è rimasto il record d’Europa. Phelps ha esultato con rabbia. Cavic si è avvicinato per complimentarsi, ma Phelps lo ha evitato. Per lui è il quarto oro. La farfalla resta ancora il suo regno.

La Serbia ha vinto l’oro nel torneo di pallanuoto maschile. La nazionale serba ha battuto la Spagna 14-13 dopo i rigori a oltranza: la finale si era chiusa sul 6-6 dopo i tempi regolamentari, e 7-7 dopo i due extra time. La Serbia aveva eliminato l’Italia agli Ottavi di Finale, condannando gli azzurri al playoff di uscita, dove ha chiuso all’11° posto. La finale per il 3° posto è stata vinta dalla Croazia con il punteggio di 8-6 sugli Stati Uniti.

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