Tour, trionfo Contador: è la terza vittoria nella Grand Boucle

Alberto Contador

Alberto Contador

Alberto Contador  ha vinto il Tour de France. Per lo spagnolo si tratta della terza vittoria nella ‘Grand Boucle’ dopo i successi del 2007 e del 2009.

L’ultima tappa, la 20/a è stata vinta da Mark Cavendish. Alessandro Petacchi ha conquistato la maglia verde di miglior velocista del Tour de France. Lo spezzino è finito secondo dietro il britannico Mark Cavendish nello sprint dell’ultima tappa a Parigi.

Petacchi ha vinto due tappe in questa edizione del Tour de France, contro le cinque conquistate da Cavendish, ma ha prevalso sul britannico nella classifica a punti grazie ad una serie di migliori piazzamenti.

Il francese Anthony Charteau ha vinto invece la classifica del gran premio della montagna come miglior scalatore.

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Tour de France: i Campi Elisi incoronano Cavendish e Contador

Mark Cavendish ha sepolto i 155 corridori superstiti nell’ultima volata, quella prestigiosa dei Campi Elisi. Il “Cavernicolo “ha vinto alla grande, alla grandissima, per distacco. Atto finale del Tour de France: Alberto Contador vincitore della classifica generale, Cavendish vincitore della tappa che si conclude con l’Arco di Trionfo negli occhi.
L’ultima tappa, da Montereau-Fault-Yonne a Parigi, 164 km, inutile se non per l’ultimo traguardo. Fughetta innocua ripresa a 5 km e mezzo, poi gli 11 metri di carreggiata si trasformano in un viavai di treni: prima quello della Columbia (per Cavendish), poi quello della Garmin (per Farrar), quindi quello della Rabobank (per Freire), infine di nuovo quello della Columbia. E’ una progressione terrorizzante che comincia proprio sotto la fiamma rossa all’ultimo chilometro.
Tre uomini, compreso il Cavernicolo, sembrano troppo pochi. Oppure i mille metri sembrano troppo lunghi. Invece il calcolo è perfetto. Mark Renshaw, un chilometrista australiano che ha abbandonato la pista e le aspirazioni personali per fare l’ultimo uomo, realizza una traiettoria perfetta nell’ultima curva, verso destra, a 400 metri dal traguardo. Cavendish è incollato alla sua ruota. E nessuno riesce a stare dietro ai due. Neanche Daniele Bennati, in quinta posizione, ma disorientato e poi stoppato da chi lo precede, infine incapace di recuperare. Ai 250 Cavendish esce dalla ruota di Renshaw e sprinta, da solo, nella gloria. Poca gloria per gli italiani: ottavo Marco Bandiera, nono Bennati.
“Non vincere qui sarebbe stato un delitto – ha spiegato Cavendish -. Il Tour, Parigi, l’Arco di Trionfo. Per uno sprinter, e non solo per lui, questo traguardo vale infinitamente. E’ forse la più bella vittoria della mia carriera, quella che mi riempie più di felicità. Non ho vinto da solo: la nostra è una squadra formata da professionisti formidabili, i migliori a svolgere questo lavoro di preparazione nelle volate, capaci di tenere la pressione non solo fisicamente ma anche caratterialmente. Sono fiero di loro. E sono fiero del mio Tour. Un anno fa avevo vinto quattro tappe, poi mi ero dovuto ritirare sulle montagne. Stavolta il mio obiettivo era arrivare a Parigi e vincere il maggior numero di tappe, la maglia verde la consideravo qualcosa in più. Sono arrivato a Parigi e ne ho vinte sei. E’ vero che non sono riuscito a conquistare la maglia verde nella classifica a punti, ma Hushovd è stato più costante e tenace. Non sono deluso. Ci riproverò il prossimo anno”.
Thor Hushovd, alla sua seconda maglia verde al Tour in carriera, è stato campione di lealtà: “Cavendish è il più forte velocista del mondo”.
Il resto è un pomeriggio di sole a Parigi. Contador e Armstrong che finalmente si sorridono. Alberto Contadorche promette un cambio di maglia, nel 2010, da bianca a gialla. C’è anche l’immagine di Franco Pellizotti, a pois, sul podio. L’unico italiano a salire, per un attimo, in paradiso.

Tour de France: Garate domina il Ventoux, Contador la Grand Boucle

Il temuto Mont Ventoux ha confermato Alberto Contador dalla vetta del Tour de France. Andy Schleck, che all’inizio della tappa aveva 4’11″ di ritardo dallo spagnolo, ci ha provato, nella lunga salita finale sul cosiddetto Monte Calvo (21 km al 7,6% di pendenza media), a staccare Contador, ma ogni tentativo di attacco è risultato vano.
Centosessantasette km, da Montelimar alla vetta del Mont Ventoux, cinque gran premi della montagna. Ma tutto si è deciso come era immaginabile nella scalata finale. La salita comincia con un duo in fuga: lo spagnolo Juan Manuel Garate (Rabobank) e il tedesco Tony Martin (Team Columbia), che nei primi km di ascesa si staccano dal gruppetto di 15 corridori che si trovavano in avanscoperta. Nel gruppo dei migliori, che ha 4’05″ di ritardo, Andy Schleck inizia il suo show: alla fine della salita saranno sette i tentativi di attacco del lussemburghese, tutti tappati dalla maglia gialla, ben coadiuvata da Lance Armstrong.
A 5 km dal traguardo il duo di testa ha ancora 1’35″ da gestire, quando dal gruppetto dei migliori si sgancia Franco Pellizotti, alla ricerca di una prestigiosa vittoria di tappa per celebrare la conquista della maglia pois, ma dopo pochi km l’italiano viene agguantato dal gruppoAlberto Contador dei migliori.
Nel paesaggio lunare vicino alla cima, a 1,3 km dalla vetta, quando la pendenza aumenta al 10% e il vento soffia contro, Andy Schleck ci prova per l’ottava volta, ma è uno splendido Armstrong a stoppare il lussemburghese, portandosi dietro Contador. Negli ultimi metri Garate piazza l’allungo decisivo e vince la tappa, precedendo Tony Martin. Schleck e Contador arrivano a 38″, Armstrong a 41″, Pellizotti a 56″.
Domani ultima tappa, da Montereau-Fault-Yonne a Parigi, tappa per velocisti, passerella finale di 184 km.

Tour de France: il pokerissimo di Cavendish

Mark Cavendish cala il pokerissimo. Quella arrivata ad Aubenas, la quinta di questa Grande Boucle, la diciottesima stagionale e la cinquantesima nella fresca carriera. Vittoria dura, difficile. Cavendish supera Thor Hushovd, ma al norvegese resta la consolazione di affrontare la sfida finale di Parigi con la ricercatissima maglia verde di leader a punti.
Circa la gialla, ovviamente nessun problema per Alberto Contador, in attesa dello spettacolare arrivo sul Mont Ventoux. Armstrong, determinato a difendere il suo podio dall’attacco di Franck Schleck e Bradley Wiggins, ha già fatto sapere che sarà battaglia. La curiosità è tutta nella tenuta del texano, forte ma ovviamente non più quello di una volta, e soprattutto nella coesione dell’Astana.
Franco Pellizotti la sua maglia a pois l’ha conquistata matematicamente con due giorni di anticipo, ed ora potrà concentrarsi senza pressione psicologica sul suo sogno impossibile: vincere sul Mont Ventoux.
A proposito di maglie, nella terz’ultima frazione del Tour, si è finalmente vista in testa quella iridata di Alessandro Ballan. Il campione del mondo fa lavorare la squadra per cucire il margine da un drappello di attaccanti, poi ripaga i compagni con uno scatto di buon livello. Accade sull’ultima salita di giornata, il Col de l’Escrinet (14 km dalle morbide pendenze). Ballan, dopo aver scollinato davanti ed affrontato la conseguente discesa, non si sottrae alla beffa dell’aggancio all’ultimo km. Lo fregano due circostanze. Avere un solo collaboratore nell’azione (il francese Lefevre), e trovarlo inoltre al lumicino delle energie. “Tutti si lamentavano di non avere ancora visto la maglia iridata all’attacco – spiega Ballan -, ed ho cercato di lasciare il segno. Il mio Tour negativo? Non direi, visto che ci sono arrivato con 25 giorni di preparazione e 10 gare. L’obbiettivo era di arrivare a Parigi e a questo punto spero di riuscirci”.
Fino all’azione di Ballan, la tappa era vissuta su una azione di uomini fuori di classifica ma di prestigio. Un drappello di attaccanti con gente come Evans, Popovich, LL Sanchez, Bennati, Millar, Roche, Chavanel. La fuga è lunga, in tutto 130 km, ma il vantaggio non prende mai dimensioni definitive. Dopo l’aggancio e l’acuto di Ballan, la volata finale. Oltre al Team Columbia, molto attiva la Rabobank per Oscar Freire, con Menchov – lontani i fasti del Giro – a fare da onesto gregario. Oscarito però rovina tutto, saltando una rotonda in vece che girarci intorno. Non sbaglia invece Cavendish: l’azione della squadra è quella di sempre, ed il suo spunto non tradisce.

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Tour de France: Contador controlla la fuga dei fratelli Schleck

lI Tour de France vive una delle tappe più belle dell’edizione 2009 con fughe, controfughe, attacchi e uno sprint finale che ha visto i fratelli Schleck, Frank e Andy, stringere in una morsa la maglia gialla Alberto Contador, che è riuscito a conservare la leadership in classifica generale. Buona prestazione per il nostro Vincenzo Nibali, quarto a circa due minuti dal trio di testa, ma davanti a Lance Armstrong.
Cede invece di schianto il britannico Bradley Wiggins, fin qui sorprendente, che non riesce a seguire i migliori scalatori sulla quart’ultima delle cinque salite della 17ª frazione, cui ha assistito anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, ospite dell’ammiraglia dell’organizzazione.
A vivacizzare l’inizio della tappa è stato il norvegese Thor Hushvod, andato subito in fuga non tanto per cercare la vittoria (le montagne non sono il suo pane), quanto per conquistare punti preziosi nella graduatoria riservata ai velocisti sfruttando gli sprint intermedi. Ma il momento clou è arrivato a una quarantina di chilometri dal traguardo, quando, alle pendici del Col de Romme, Andy Schleck ha piazzato una serie di scatti in collaborazione con il fratello Frank. I due lussemburghesi volevano tentare l’assalto alla maglia gialla Contador, ma lo spagnolo non si è fatto sorprendere e, accompagnato dal tedesco Andreas Kloden, è andato dietro agli Schleck. Il gruppetto ha ripreso il belga Jurgen Van den Broeck, che era andato in fuga sulla prima salita (Cormet de Roselend), ed è arrivato in cima con circa un minuto di vantaggio sul plotone degli inseguitori.
Sul Col de la Colombière Contador ha provato uno dei suoi micidiali attacchi in salita, ma l’unico risultato del tentativo è stato quello di staccare il compagno di squadra Kloden, mentre i due Schleck gli sono rimasti a ruota. Il fuoriclasse iberico ha quindi preferito lasciar perdere, ma nonostante ciò Kloden non è più riuscito a riagganciare il trio che lo precedeva.
Sul traguardo, Contador non ha voluto contendere la vittoria a Frank Schleck, accontentandosi di una seconda piazza che sa molto di vittoria finale. Il suo vantaggio su Andy Schleck rimane infatti di 2’26”, mentre su Frank è di 3’25”. Quarta piazza per Armstrong a 3’55”.

Tour de France: Contador tiene tutti a bada nella tappa delle tre nazioni

Si sale sul tetto del Tour (il Gran San Bernardo), doppiandolo poi con il Piccolo San Bernardo, maAlberto Contador tiene alla grande.
Il vincitore di Bourg Saint Maurice è Mikel Astarloza. Classico regolarista, in carriera si era segnalato soprattutto per qualche piazzamento nelle corse a tappe: unica vittoria, la classifica finale ad un Tour Down Under. Il basco entra nella fuga di giornata, poi si aggancia al drappello, ormai scrematissimo, che si gioca la tappa. In caso di sprint (con lui van den Broeck, Pellizotti e Moinard), il basco potrebbe vincere solo sparando ai compagni di fuga, ed allora adotta la tattica più antica. Da dietro rientra un altro quartetto (pericoloso, ci sono Roche e Fedrigo), i compagni si guardano, lui parte come un treno ai 3 km dall’arrivo e non si fa più prendere.
Franco Pellizotti sul Gran San Bernardo svetta in testa guadagnando punti preziosi per la classifica della montagna. Il compagno di azione è Karpets, la gestione tattica oculata. Nella discesa il veneto riprende fiato, poi sul secondo GPM riparte e ipoteca la prestigiosa maglia a pois. Tanto dispendio energetico che nelle fase topiche, come già accaduto in due frazioni precedenti, gli costa la vittoria. ”Ammetto di essere un po’ deluso. Provo sempre a vincere, ma per un motivo o per l’altro la tappa mi sfugge sempre. Sono stanco, ma lo sono anche gli altri, domani è un altro giorno e ci riprovo”.
A proposito della tappa che segue, Alberto Contador l’ha definita quella ”più difficile da controllare. Bisognerà stare attenti alla salita, al vento, alle fughe”. Da come si comporta, la maglia gialla resta una spanna e mezzo superiore agli altri, ma il terzo protagonista di giornata è il grande rivale, Lance Armstrong. Il suo Tour rischia di naufragare su una accelerazione di Andy Schleck: tra gli altri, tengono Contador, l’ottimo Nibali (ora sesto nella generale al posto di Nocentini), il sorprendente ex pistard Wiggins. Lance è dietro, il podio si allontana, poi l’incanto. Senza gregari, il texano ritrova l’antico smalto, piazza una rasoiata delle sue, quelle dalla frequenza impossibile di pedalate, salva la sua Grande Boucle riportandosi sugli uomini di classifica. Esce di scena invece Cadel Evans.

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Tour de France: Contador impone la sua legge

Ad Arcalis aveva dato la prima stoccata. A Verbier, nel primo arrivo serio di un Tour piatto, ipoteca il successo finale. Alberto Contador piazza uno scatto impressionante a 6 km dall’arrivo di una salita neanche insidiosissima. Subito il vuoto, poi un crescendo inesorabile che porta in dote tappa e maglia gialla. La molla senza rimpianti Rinaldo Nocentini: otto giorni in giallo, il Tour personale dell’azzurro è già vinto.
L’Italia del ciclismo cambia dunque alfiere, e guarda con fiducia a Vincenzo Nibali. Il messinese supera la prova di maturità, non tanto per lo splendido terzo posto, quando per la condotta di gara perfetta. La Liquigas lavora bene, lui si fa trovare pronto con il fisico e con la testa: la sua classifica dice settimo posto, con questa condizione è lecito sperare anche in qualcosa di meglio. Largo ai giovani dunque. Contador è hors categorie (lui che ha già vinto Giro, Tour e Vuelta), ma anche Andy Alberto Contador è in crescita. Definire il lussemburghese sconfitto, per un secondo posto dietro chi fa il fenomeno, appare una forzatura. Diciamo che Schleck avrebbe fatto meglio ad evitare certe punzecchiature verbali verso il nuovo leader, oggettivamente una spanna superiore.
Lance Armstrong perde circa un minuto e mezzo da Contador, resta però secondo in classifica e potrebbe strappare il podio a Parigi, non male per un vecchiaccio arrugginito a 4 anni di stop. Il buon Lance fa quel che può: mette pressione a Contador, trova la squadra al suo fianco nel momento più difficile (Kloeden di fatto gli salva il Tour). Il problema per il texano, è che questo Contador non necessita di squadra: vola in salita, eccelle a cronometro, insomma il Tour lo può perdere solo se – cosa peraltro accaduta – si distrae in sonnolente, magari ventose, tappe di pianura.
Il film della tappa si divide in due parti. Nella prima, lunga ma meno avvincente, Franco Pellizotti guadagna punti importanti nella corsa alla maglia a pois, quindi va via un drappello di una certa qualità. Ne fanno parte quattro atleti che hanno già vinto al Tour come Cancellara, Fedrigo, Flecha e Moncoutiè: insieme a loro Hesjedal, Van Den Broeck, Astarloza, Gutierrez, Moinard e Spilak. Proprio di quest’ultimo piace sottolineare la tenacia. Nella frazione di due giorni prima a Colmar, finisce con le gambe incrociate dallo sforzo, a trequarti d’ora dal vincitore Haussler. In territorio svizzero è l’ultimo degli attaccanti a cedere al ritorno dei big.
Appena inizia l’erta finale, la Saxo Bank piazza una tirata impressionante che screma il gruppo a pochi elementi. Preludio ad una stoccata di Andy Schleck, che invece viene anticipato da Contador. Dietro, chi più (tra questi Wiggins, cronoman più leggero è ora molto forte in salita), chi meno, tentano tutti di salvarsi e perdere meno possibile dal nuovo re, che dopo il trionfo parla chiaro ai suoi compagni: “Penso che le differenze ora siano abbastanza evidenti – dice la maglia gialla -. In circostanze normali, la squadra lavorerebbe per me. Non penso che ora ci saranno problemi da questo punto di vista”.

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Tour de France: moto della polizia uccide tifosa

Dramma al Tour de France, L’incidente a Wittelsheim, nel primo pomeriggio. La vittima ha attraversato la strada dopo il passaggio di un gruppo di ciclisti in fuga. Il veicolo ha travolto altri due spettatori, entrambi in ospedale
Ha attraversato la strada, subito dopo il passaggio di un gruppo di corridori in fuga ed è stata centrata in pieno da un motociclista della Gendarmerie. Per una signora di 61 anni, una degli innumerevoli tifosi che seguono la Grande Boucle, non c’è stato nulla da fare. L’incidente è successo nel pomeriggio alle 14, durante la quattordicesima tappa del Tour, nel villaggio di Wittelsheim, a 38 chilometri dalla partenza di Colmar, Alsazia.
Dopo l’impatto, la moto è scivolata colpendo altri due spettatori, una donna di 37 anni e un uomo sulla sessantina, che assistevano alla gara al lato della strada. Entrambi, che non rischiano la vita, sono stati trasportati in elicottero al vicino ospedale di Mulhouse. La donna ferita al momento dell’incidente aveva il figlio in braccio: il bambino è rimasto illeso.
Per la cronaca: la tappa è stata vinta da Ivanov e Nocentini ha difeso ancora la maglia gialla per soli 5″.

Tour de France: impresa di Haussler. Italiani sugli scudi

Vittoria notevole quella di Heinrich Haussler; la settima maglia gialla consecutiva di Rinaldo Nocentini; la prima maglia a pois di Franco Pellizotti. Niente: niente battaglia, niente combattimento, niente brividi – se non di freddo.
Il tappone è quello dei Vosgi, colline montagnose o forse montagne collinose, pettinate con le viti di Riesling e Pinot e Gewurztraminer, con cinque gran premi per gli scalatori. Un bel 200 km sotto l’acqua, in una mite giornata invernale, che da queste parti non dev’essere una rarità, perché tutti ne sembrano consapevoli o rassegnati o abituati. E così sembra anche il gruppo: consapevole o rassegnato o abituato al blocco dell’Est, anzi, dell’Astana. Dopo 3 km se ne va il francese Moreau, imitato proprio da Haussler, poi si accodano il tedesco Voigt, gli spagnoli Garate e Perez Moreno, il colombiano Uran e il francese Chavanel. Totale: sette. Italiani, come si vede: zero.
Il gruppo tiene i sette lì a bagnomaria, espressione gergale che non considera il tempo meteo, finché davanti rimangono in tre: Haussler, Perez Moreno e Chavanel. A quel punto il vantaggio decolla: 6’30″ dopo 75 km, 9’10″ al rifornimento del km 94,5, 8’30″ ai piedi del secondo gpm. Fine delle trasmissioni. La corsa si spacca in due: davanti, i tre se la giocano allo sfinimento; dietro, gli altri azzardano scaramucce per i traguardi o per qualche pedalata che, a chiamarla attacco, si esagera alla grande. Davanti, il primo a mollare è Perez Moreno, il secondo Chavanel. Crisi di fame. Cotta d’altri tempi. Arriverà al traguardo con il buio negli occhi, stremato, in trance. Dietro, Pellizotti perde ai punti il primo round con lo spagnolo Martinez, ma vince per k.o. gli altri due, e così sale in cima alla classifica. Gli unici a tentare qualcosa sono due fuori quota, il francese Feillu (quello che ha vinto ad Arcalis, Andorra, il primo arrivo in salita) e lo spagnolo Txurruka, che di nome fa Amets, che in basco significa “anima”.
Haussler – babbo tedesco e mamma australiana – ha 25 anni, i primi 14 passati in Australia, gli altri 11 tra Germania e resto del mondo. “Quando ho deciso di fare il corridore, mio padre mi ha mandato in Germania. Aveva delle vecchie conoscenze. In Germania sono diventato professionista, e siccome la squadra per cui correvo, la Gerolsteiner, preferiva avere corridori tedeschi, ho preso il passaporto tedesco. Ma io mi sento australiano. E fra un anno sarò di nuovo australiano”.
Il biondo conosceva bene questa tappa: “E’ una delle mie zone di allenamento. Si va così forte nelle prime due ore, che tanto vale andare in fuga. Sempre che ci si riesca. Poi, però, in fuga, spesso mi dicevo: ’Gesù, ma chi me lo fa fare?’”.

Tour de France: colpi di fucile ad aria compressa su Freire e Dean

Lo spagnolo Oscar Freire (Rabobank) ed il neozelandese Julian Dean (Garmin), impegnati nel Tour de France, sono stati leggermente feriti da colpi di fucile ad aria compressa sparati oggi, durante la 13/a tappa. Lo hanno reso noto i rispettivi team. Le conseguenze più gravi le ha riportate Freire, raggiunto da tre proiettili.
I medici della squadra gli hanno dovuto estrarre un pallino da una gamba, che non gli ha comunque impedito di terminare la tappa. «Ha un ematoma, ma potrà prendere il via nella frazione di domani» ha dichiarato un responsabile del team. «Dean è stato colpito da un piombino in cima ad una salita. Ha riportato una ferita di poco conto ad un dito della mano sinistra» ha riferito la portavoce della Garmin-Slipstream, Marya Pongrace.
Oscar FreireGli organizzatori del Tour hanno sporto denuncia sull’accaduto e la polizia ha aperto un’inchiesta. I due corridori sono stati già ascoltati. L’incidente è avvenuto al chilometro 165 della tappa Vittel-Colmar, sul piccolo colle di Bannstein.