Tour de France: bella azione di Nicki Sorensen. Nocentini tiene
Pronti-via e per due ore il plotone media di 50 all’ora. Finché finalmente è andata via una fuga. E dietro la situazione si è calmata. E in questo modo Nocentini ha potuto conservare per il sesto giorno consecutivo la preziosa maglia gialla.
Gli evasi: i francesi Calzati, Pauriol e Lefevre, il danese
(esiste un altro Sorensen danese, Chris), il tedesco Markus Fothen (il maggiore dei due fratelli Fothen, l’altro è Thomas), lo spagnolo Martinez e Franco Pellizotti. “Non ci pensavo proprio – confida Franco -. Questa tappa la giudicavo intermedia, insomma, per altri. Ma quando ho visto che se ne andava Martinez, mi sono buttato anch’io”.
Fra Martinez e il “Pelli” c’è un conto, anzi, una classifica in sospeso: quella dei gran premi della montagna. Martinez è il leader, tant’è che si veste tutto a pois. Pellizotti non nasconde il progetto di sfilargli almeno la maglia. In palio non c’era granché, ma se poi alla fine si giocasse tutto sui punticini? E allora via, a gambe, a tutta. Alleati e avversari, complici e nemici. Strada facendo, Pellizotti raggranella 15 punti, Martinez 9, adesso in classifica Martinez guida con 88, Pellizotti insegue con 71. Davanti i sette rullano, dietro il gruppo naviga: un distacco sui 4’. “Li volevamo tenere a portata – dice Nocentini – per poterci far aiutare dalle squadre dei velocisti nella parte finale. Ma quando abbiamo capito che non ci avrebbero dato una mano, abbiamo continuato a tirare, ma senza dannarci l’anima”.
Tant’è vero che la distanza si è allungata fino a oltre 6’. A quel punto i sette si giocano la tappa. Il primo a provarci è Sorensen, scatto da manuale, dal fondo del gruppetto, ai -22. Tanti, forse troppi. Lo insegue Calzati. I due guadagnano una ventina di secondi. “Dietro, i quattro con me si sono subito rassegnati, o forse accontentati, o magari mi temevano”, si lamenta Pellizotti.
Quando il distacco viene dimezzato, Sorensen riparte, altro scatto da manuale, da dietro. Mancano 5,4 km. Calzati molla, gli altri indugiano, la tappa va. Primo il danese della corte di Riis, secondo il francese Lefevre, terzo Pellizotti. “Per questo la delusione è ancora maggiore della tappa di Tarbes, quando sono arrivato secondo dietro a Fedrigo – dice Pellizotti -. Perché la mia vittoria in volata non era scontata”. Comunque, amen. “Ho speso molto, ma sto bene. Adesso non posso più tirarmi indietro. Vorrei proprio vincere una tappa, meglio se alpina, e conquistare la maglia a pois”. Nella volata del gruppo, dominata da Cavendish, brillano Bandiera e Santambrogio.
Capitolo classifiche: il “Noce” sopra Contador e Armstrong, Mark il Cavernicolo (la traduzione è affettuosamente libera) incrementa su Hushovd. Capitolo sfighe: Furlan, dopo l’ennesima caduta di ieri, oggi non tiene le ruote e abbandona, Armstrong fora (lo aspettano Murayev, Popovych e Rast), nel finale cadono Leipheimer e Evans, ma vengono accreditati delle stesso tempo del gruppo.








