Tennis

Tennis – ATP Shangai: Davydenko piega un Nadal ancora lontano dal top della forma

Nikolay Davydenko re a Shanghai. Il russo vince la finale del penultimo Masters 1000 dell’anno, dominando lo spagnolo, per la prima volta all’ultimo atto di un torneo da maggio. Il punteggio finale: 7-6 6-3
Davydenko re a Shanghai Nadal non è ancora lui
Niente da fare per Nadal. Tornato a giocare una finale, come non gli accadeva dal torneo di Madrid, a maggio (battuto da Federer), cede in due set, piuttosto nettamente, al russo dimostrando una condizione ancora non ottimale.
Merito sicuramente del russo, che ha mostrato il suo miglior tennis per tutto il torneo cinese, per la prima volta Master 1000, svolto sul velocissimo campo che ha ospitato la finale Masters fino all’anno scorso. Il russo ha vinto 7-6 6-3, dominando la partita, con qualche piccolo tremolio soltanto nell’ultimo game, quando si è trovato dapprima 0-15, poi 30 pari, per colpa di due suoi errori gratuiti di dritto. Davydenko aveva battuto Djokovic in semifinale, il successo eleva esponenzialmente le sue chances di staccare uno degli ultimi biglietti per la finale Masters di Londra.

Tennis – Dopo cinque mesi Nadal torna in una finale (a Shangai)

Dopo cinque mesi torna in una finale Atp Rafael Nadal. A Shanghai (cemento), lo spagnolo ha sfruttato il problema al piede del connazionale Feliciano Lopez, ritiratosi su una situazione di punteggio di 6-1 3-0 a favore di Nadal.
Il numero 1 del seeding in finale affronterà il russo Nikolay Davidenko, che nell’altra semifinale ha avuto la meglio del serbo Novak Djokovic per 4-6 6-4 7-6 (7-1). Per Nadal è la prima finale dopo quella giocata e persa contro Roger Federer a Madrid lo scorso 17 maggio.

Tennis – Schiavone inf finale ad Osaka. La Pennetta perde le speranze per il Master

A poche settimane dalla finale di Fed Cup di Reggio Calabria tra l’Italia e gli Stati Uniti, le nostre due punte di diamante si stanno mettendo per l’ennesima volta in luce negli ultimi tornei della stagione.
A in Giappone (220.000 dollari di montepremi sul cemento all’aperto) Francesca Schiavone si è qualificata per la finale battendo in appena 59 minuti l’indiana Sania Mirza con un severissimo 6-2 6-1. La milanese, testa di serie numero 4, non ha concesso neppure una palla break alla Mirza che invece ha ceduto la battuta due volte per set.
Per Francesca quella contro l’australiana Samantha Stosur – che ha sconfitto la danese Caroline Wozniacki, numero 1 del tabellone, per 6-0, 4-6, 6-4 – sarà la seconda finale dell’anno dopo la sconfitta di Praga contro l’austriaca Sybille Bammer, l’11esima di una carriera che l’ha vista trionfare una sola volta (Bad Gastein 2007) a fronte di ben 9 finali perdute. E il rientro in pianta stabile tra le prime 25 giocatrici del mondo non è poi così lontano. Per Francesca sarebbe la sesta delle ultime sette stagioni chiusa tra le prime 25 giocatrici del mondo: nel 2003 fu numero 20, nel 2004 n° 19, nel 2005 n° 13, nel 2006 n° 15, nel 2007 n° 25 e nel 2008 n° 30.

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Tennis – Il ceco Minar positivo, stop per 10 mesi

Un altro tennista cade nella rete del doping, anche questa volta adducendo motivazioni che lasciano molto molto perplessi (incredibile quella del bacio alla cocaina proposta dal francese Gasquet). Il venticinquenne ceco Ivo Minar é stato trovato positivo alla metilexanamina (uno stimolante) durante un controllo effettuato durante il quarto di finale di Coppa Davis tra Repubblica Ceca ed Argentina disputatosi ad Ostrava l’11 luglio scorso. Minar, attualmente n. 73 della classifica ATP, in quell’occasione disputó solamente un singolare in sostituzione di un infortunato Stepanek, perdendo 6-1 6-3 6-3 da Juan Martin Del Potro.
La durata della squalifica sará di 8 mesi a partire dall’accertata positivitá, e quindi terrá Ivo lontano dalle competizioni ufficiali fino al 10 marzo 2010, ovvero fino al prossimo torneo di Miami. Tutti i risultati ottenuti dopo l’incontro di Davis in questione saranno cancellati, anche se nei tornei di Stoccarda, Amburgo e Gstaad Minar aveva collezionato tre sconfitte al primo turno.
Il giocatore sostiene di aver assunto la metilxanti attraverso un integratore alimentare chiamato “Tight! Xtreme” che ha utlizzato dopo aver chiesto consiglio medico e senza sapere che contenesse una delle sostanze vietate. L’ITF ha accettato la spiegazione del tennista ceco, ma nel comunicato ufficiale ha precisato che “secondo le norme del Tennis Anti-Doping Program, é un preciso dovere di ogni professionista assicurarsi che nessuna delle sostanze proibite entri nel proprio corpo, sia come ingrediente di un integratore alimentare, sia in ogni altra maniera.”
La federazione ceca ha fatto sapere che Ivo Minar non intende presentare appello contro la sentenza ma che si dichiara preoccupata del fatto che un suo giocatore si trovi suo malgrado a dover scontare una squalifica solo per aver assunto un integratore alimentare che dovrebbe, in teoria, essere privo di sostanze proibite.
Il ceco dunque chiude la stagione con qualche buon risultato nei tornei challenger, come la vittoria di Barletta e Sofia e la semifinale di Marrakech, ma senza aver mai superato il secondo turno in nessuno dei tornei ATP cui ha partecipato. Inoltre questa sospensione gli impedirá di prendere parte alla finale di Coppa Davis che la Repubblica Ceca giocherá contro la Spagna il prossimo 4-6 dicembre a Barcellona, per la quale poteva sicuramente essere convocato almeno come riserva, essendo il quarto singolarista del proprio paese nel ranking ATP dopo Stepanek (n. 16), Berdych (n. 20) e Hernych (n. 63).

Tennis – WTA Pechino: la Kuznetsova demolisce la Radwanska

Un match a senso unico quello di nella finale del WTA di Pechino giocata contro la Radwanska e conquista il terzo titolo dell’anno, dopo quello di Stoccarda e, soprattutto, il Roland Garros.
Fin dalle prime battute si capisce che la partita è nelle mani della russa, che può fare e disfare a suo modo: il problema della Radwanska oggi però è che Svetlana non è proprio dell’idea, di disfare.
La Kuznetsova fa immediatamente il break e si porta poi in vantaggio per 3-1; si nota un pò di stanchezza e poca lucidità da parte della polacca, ma i colpi della russa sono profondi, la risposta è aggressiva e al servizio varia e fa male.
Nonostante qualche errore di troppo allunghi i tempi del primo set, non c’è storia: si chiude 6-2 il primo parziale per la russa che dimostra di giocare particolarmente bene di rovescio, sfoderando accelerazioni incredibili da qualsiasi parte del campo e sempre nei pressi delle righe. Inoltre, non permette alla Radwanska di provare ad aprirsi il campo restituendo palle profonde e centrali che non permettono alla sua avversaria di giocare con un’adeguata profondità.
Il secondo set si apre allo stesso modo; a questo punto la Radwanska prova a variare più il gioco, ma le maggiori soluzioni della russa di San Pietroburgo fanno la differenza. Da allora si giocherà “on serve”, nonostante la polacca debba faticare per tenersi aggrappata al match.
In un’ora e 19 minuti si chiude così una finale con una sola protagonista, la Kuznetsova, che forse, tra quelle già sicure di andare a Doha appare la più in forma. Resta da capire se la sua concentrazione l’accompagnerà fino in fondo, come oggi.
Può comunque consolarsi, Agnieszka: da oggi rientra nella top-ten scalzando Flavia Pennetta.

Tennis – ATP Pechino: Djokovic piega la sorpresa Cilic in finale

A Pechino Djokovic e Cilic hanno avuto il tempo di giocare appena 4 game prima che la pioggia interrompesse per quasi un’oretta (sul 2-2, 40-40 e servizio Novak) il loro quarto scontro diretto, secondo stagionale. Entrambi i giocatori erano alla caccia del loro terzo titolo del 2009: Cilic quest’anno ancora imbattuto in finale, 2 giocate e due vinte (a Chennai e Zagabria); Djokovic invece – anche lui con due vittorie in cascina a Dubai e Belgrado – ha fallito già in 5 occasioni. A parte la sconfitta contro Haas al torneo di Halle, però, le altre quattro sono avvenute sempre per mano degli altri 3 Fab Four: a Miami contro Murray, a Roma contro Nadal e a Cincinnati contro Federer.
Quella di oggi era quindi un’ottima occasione per il serbo di migliorare i suoi bilanci in finale anche se Cilic è entrato in campo non meno determinato di quanto aveva fatto ieri contro Nadal. In appena 2 turni (e mezzo) di servizio di Djokovic il croato ha già avuto 5 palle break. Già nei primi scambi dell’incontro si è visto un Cilic molto aggressivo, spesso con i piedi piantati un metro dentro la linea di fondo, e un Djokovic troppo difensivo e un falloso.
L’interruzione per pioggia di quasi un’ora sembra però aver giovato più al serbo che al rientro dagli spogliatoi si dimostra molto più propositivo, al servizio e negli scambi da fondo nei quali propone una grande varietà di colpi. Riesce a tenere in tranquillità il suo servizio e si procura le prime quattro palle break dell’incontro. La quarta è quella buona ed gli assicura l’unico break del primo set che si rivela definitivo. La prima frazione se la aggiudica Nole col punteggio di 6-2.
Piovono break nel secondo set, altro che pioggia… Saranno 6 in tutto. E’ Cilic che riesce a strappare subito in apertura il servizio al serbo anche se il suo gioco si fa presto molto discontinuo: quando è chiamato a concludere dei colpi a volo o nei pressi della rete combina spesso dei papocchi. Ed è proprio con un dritto conclusivo da metà campo affossato in rete dopo uno degli scambi più lunghi dell’incontro che il croato concede il suo turno di servizio sul 3-3 ed il contro break all’avversario.
Djokovic però non vuole essere da meno e manda Cilic a servire per il set sul 5-4. Ancora troppi errori da parte del più giovane che regala così il quarto break del secondo set per rimettere il punteggio in parità. Ma nemmeno il serbo riesce a fare 4 punti di fila ed offre una seconda opportunità al suo avversario di mandare il match al terzo. Niente da fare, puntualmente arriva il sesto break del set concesso da Cilic addirittura con il suo primo doppio fallo dell’incontro ed è tiebreak. Ed è ancora un errore a regalare a Djokovic il suo terzo titolo della stagione con il punteggio di 6-2, 7-6 (4) candidandolo tra i primissimi per una vittoria all’ultimo Master 1000 di Shanghai.
Per il croato resta comunque la soddisfazione di un’ottima settimana e la consapevolezza di essere un giocatore in grandissima ascesa con la potenzialità di battere anche i primissimi, Nadal e prima Davydenko. Paga però ancora la poca esperienza nel gestire i punti importanti, specialmente le palle break di cui oggi è riuscito a sfruttarne 3 su 11.

Tennis – ATP 500 di Tokyo: Tsonga abbatte in finale l’ostacolo Youzhny

Il torneo ATP di Tokyo ha un nuovo vincitore, francese. , testa di serie numero 2 del torneo, incontrava il russo, Mikhail Youzhny , in un buono stato di fiducia che gli aveva permesso di raggiungere la sua seconda finale stagionale (dopo quella persa nel torneo di Monaco da Tomas Berdych). E anche Tsonga si aspettava una resistenza maggiore di quella che ha dovuto affrontare oggi. Merito però suo che ha lasciato le briciole. In appena 69 minuti di gioco il francese ha spazzato via il russo con un doppio 6-3, vincendo così anche il loro secondo scontro diretto sul circuito: nel primo Youzhny aveva avuto la sfortuna di incontrare Tsonga ai quarti di quegli Australian Open 2008 che lo hanno visto finalista di Slam per la prima volta.
11 ace e 79 percento di punti vinti con la prima, numeri sfruttati perfettamente anche nel salvare l’unica palla break concessa. E non si è fatto nemmeno sfuggire le occasioni di breakkare il suo avversario nel primo set (un solo break) e due volte nel secondo set.
Il numero uno di Francia diventa così il sesto giocatore quest’anno ad aver vinto 3 o più titoli aggiungendo Tokyo alle due vittorie di inizio anno al SA Tennis Open a Johannesburg e a Marsiglia. Migliora ulteriormente anche il suo bilancio nelle finali: da quella famosa partita contro Djokovic agli Australian Open 2008, infatti, il francese non ha più perso in finale e vanta quindi un record di 5 vittorie su 5 nelle domeniche conclusive.
Con la vittoria di oggi Tsonga si avvicina ulteriormente alla sua seconda qualificazione per il nuovo Master di Londra e cercherà di assicurarsela negli ultimi tornei della stagione.
Per Youzhny, tutto sommato -nonostante la sua seconda sconfitta stagionale in finale e la mancanza di titoli dal gennaio dello scorso anno- si può considerare un ottimo torneo, nel quale da unseeded ha superato una dopo l’altra tre teste di serie per raggiungere la sua decima finale in carriera.

Tennis – China Open: Cilic fa fuori nettamente Nadal in semifinale

Rafael Nadal è stato sconfitto da nella semifinale del China Open, torneo dell’Atp World Tour 500 in corso di svolgimento a Pechino (3.337.000 di dollari di montepremi, cemento). Lo spagnolo è stato superato per 6-1, 6-2 dal croato, che in finale dovrà vedersela Novak Djokovic. Il serbo ha battuto nell’altra semifinale lo svedese Soderling con un doppio 6-3. Domani (9,30 ora italiana) la finale del torneo.

Mikhail Youzhny si è invece guadagnato l’accesso alla finale dei Rakuten Japan Open Tennis Championships (cemento, montepremi da 1.226.500 di dollari). Il russo ha avuto la meglio al termine di una semifinale bella e combattuta contro Lleyton Hewitt che si è conclusa con il punteggio di 6-2, 5-7, 7-5 in 2h39′ di gioco. Nell’altra semifinale tutta francese, Monfils ha ceduto al n. 2 del tabellone Tsonga in due set: 6-3, 6-3

Tennis – WTA Tokio: e la coppia Schiavone-Kleybanova domina il doppio

A Tokyo c’è un po’ di gloria anche per l’Italtennis. si è infatti aggiudicata il trofeo del doppio in questo ricco torneo sul cemento. In finale la 29enne milanese e la russa Alisa Kleybanova hanno sconfitto per 6-4 6-2, in 1h13′ di gioco, la coppia formata dalla slovacca Daniela Hantuchova e dalla giapponese Ai Sugiyama.
Per la Schiavone si tratta del settimo titolo di specialità, al quale devono aggiungersi altrettante finali, tra cui quella del Roland Garros nel 2008 e degli Internazionali Bnl d’Italia nel 2006. Sempre nel 2006 l’azzurra ha giocato il Masters femminile di doppio giungendo in semifinale.

Tennis – WTA Pechino: la Sharapova torna al successo dopo il grave infortunio

è tornata al successo dopo un anno e mezzo di astinenza, determinato anche dal lungo stop per infortunio. E il destino ha voluto che lo facesse proprio a Tokyo, dove nel 2003 a soli 16 anni aveva conquistato il primo titolo della sua carriera balzando prepotentemente alla ribalta.
La tennista russa ha infatti vinto il “Toray Pan Pacific Open 2009″, torneo Wta di categoria “Premier 5″ con montepremi di 2 milioni di dollari, dove occupava la nona posizione nel seeding: sul cemento della capitale giapponese la ex n.1 del mondo, ora al 25° posto nel ranking, in finale ha beneficiato del ritiro della serba Jelena Jankovic (un’altra ex regina del circuito in rosa), ottava nella classifica mondiale e testa di serie n. 7, alle prese con un problema al braccio destro, che ha lasciato il campo sul punteggio di 5-2 nel primo set per la rivale.
Per la Sharapova si tratta del 20° titolo della carriera, il primo dal ritorno alle competizioni avvenuto a maggio dopo l’infortunio che l’ha tenuta lontano dai campi per quasi 10 mesi: la 22enne siberiana è stata ferma a partire dall’agosto 2008, per un problema alla spalla destra, poi operata ad ottobre.
“Voglio ringraziare tutti i tifosi che mi hanno sostenuto – ha detto alla fine la bella Maria, che non vinceva un torneo Wta da Amelia Island nell’aprile 2008 -. E’ una sensazione incredibile alzare un trofeo dopo aver vissuto nell’incertezza, senza sapere se sarebbe stato possibile tornare a giocare. Ci si rende conto che giocare a tennis è un privilegio. Ho lavorato tanto per arrivare qui, è splendido”.