Tennis

Tennis – Atp Kuala Lumpur: ecco i quattro semifinalisti

In 64′ rilancia le sue quotazioni per un posto al Master di Londra demolendo la resistenza di Thomas Berdych con un 62 62 che lascia davvero poco spazio alle interpretazioni, anche se, soprattutto nel primo set, ci sono stati diversi game lottati. Lo svedese ha comunque chiuso con 52 punti a 39 e portato a casa la terza vittoria di fila nei confronti del ceco.
In semifinale affronterà Nikolay Davydenko, anche lui in lizza per entrare negli otto per il Master, che ha spento le velleità di Monfils con un doppio 6-3, interrompendo così la serie di sei successi di fila di La Monf, fresco vincitore a Metz. Il russo conquista così la sua quinta semifinale stagionale, ma è otto 2-5 negli scontri diretti con Soderling.
Non fa il miracolo Gasquet, che non riesce ad aggirare la maggiore profondità di colpi di Fernando Verdasco. Finisce 75 64 per il semifinalista degli Australian Open, mentre Richard deve incassare la seconda scofìnfitta contro un top-10 dal giorno del suo rientro, dopo la fin troppo netta resa davanti a Nadal a Flushing Meadows. Peraltro il francese non parte nemmeno male, anzi allunga 3-0. Ma è solo un’illusione. Verdasco inizia a mettere i piedi dentro il campo e martellare di dritto rendendo inefficace la maggiore qualità di Gasquet sulla diagonale sinistra.
L’ex numero 7 del mondo può certamente recriminare per le 5 palle break non convertite e per la poca efficacia del servizio nei momenti chiave del match, cghe già gli costarono la scorsa settimana l’eliminazione a Metz contro Monfils. Per due volte, infatti, Gasquet si fa brekkare regalando il game con un doppio fallo. Così non può certo tornare ai suoi livelli migliori.
Intanto Verdasco, ancora in corsa per Londra, vivrà il derby degli omonimi con Mano de Pedra Gonzalez, cui basta un break per set per capitalizzare gli errori di Youzhny e chiudere 63 64 in 80 minuti allungando così a 4-1 il suo record personale contro il russo. Il cileno è avanti 3-2 negli 2 incontri con Verdasco.

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Tennis – ATP Bangkok: e Tsonga torna in una semifinale

La continuità non è esattamente il punto di forza di Evgeny Korolev, né tantomeno del Simon di quest’anno. E’ abbastanza comprensibile, allora, che il quarto di finale tra il ventunenne moscovita e il venticinquenne nizzardo sia la versione tennistica di “Life is a rollercoaster”, da cui esce vincitore il più esperto dei due 46 63 64.
Il canovaccio è abbastanza prevedibile. Simon rimane un metro dietro la riga di fondo per l’80% del tempo e raramente cerca il vincente. Ma la strategia “make him hit one more”, fai colpire sempre una palla in più all’avversario, alla lunga funziona: non è un caso se il francese ha battuto il russo 3 volte su 3. Korolev martella di dritto, cercando di evitare lo scambio prolungato sulla diagonale mancina. Portato a casa il primo set, il suo match prosegue tra alti (da segnalare un paio di palle corte di rovescio lungolinea con leggero sidespin a uscire, giocate staccando la presa bimane), e troppi bassi.
Due errori gratuiti, un rovescio largo e un dritto anomalo a rete, portano Simon a servire per il secondo set. Qui il francese è bravo a rimontare da 0-30 e chiudere con quattro punti di fila. Nel terzo set il russo illude del suo ritorno, riesce a comandare il gioco col dritto e allunga 2-0. Ma con la stessa facilità il russo scompare dal match. Decisivi i due break consecutivi del francese nel terzo e nel quinto game, arrivati sempre grazie alla gentile collaborazione di Korolev, che però nel terzo set arriva a palla break una sola volta, peraltro senza trasformarla, e si arrende dopo un altro errore di rovescio, alla risposta.
Simon, che è l’unico top-10 ancora senza titoli all’attivo quest’anno, raggiunge così la terza semifinale stagionale, dove troverà Jurgen Melzer, che non ha ancora perso un set questa settimana e ha battuto per la seconda volta in carriera il tedesco Beck. Il 64 62 fa giustizia della solidità dell’austriaco al servizio. Lo score recita 10 aces e nessun doppio fallo: i rischi che si assume (appena 59% di prime in campo) sono ottimamente ripagati dall’85% dei punti trasformati sulla prima e dal 78% con la seconda.
Nella parte bassa subodora l’impresa Chiudinelli, ma stavolta cade sul suo ultimo metro e lascia volata e semifinale a , detentore del titolo, che però non gioca una finale da Marsiglia.
E’ il primo confronto tra i due e lo svizzero, passato attraverso le qualificazioni e la vittoria su Safin, dimostra che a 28 anni sta davvero giocando il tennis migliore. Lo svizzero si arrende 67 63 64, ma Tsonga deve annullare una palla break nel decino gioco del terzo set prima di sigillare la vittoria, figlia anche di un solido rendimento al servizio, con 20 ace all’attivo.

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Tennis – WTA Tokyo: finale Sharapova-Jankovic

Tutto secondo programma, almeno nella sostanza, nelle semifinali di Tokyo. Maria Sharapova supera un passaggio a vuoto a metà partita e guadagna la finale battendo 63 26 64 polacca Agnieska Radwanska, penalizzata dal mediocre 26% di punti trasformati sulla seconda della Sharapova (che ha messo in campo due prime su tre).
, a dispetto di un piccolo infortunio al braccio destro, fa valere il differenziale di potenza sulla cinese Na Li, piegata 63 64. “Masha”, che cerca il primo titolo Wta dopo l’intervento alla spalla di undici mesi fa, chiude il primo set con una poderosa risposta di rovescio su una debole seconda dell’avversaria. Ma poi si perde nel secondo: doppio fallo che più inopportuno non si può per lanciare la polacca avanti 5-2. E la testa di serie n.11 non se lo fa ripetere due volte. Ace al centro e si va al terzo. Deve ancora remare controcorrente la siberiana, che va sotto 0-2 prima di ritrovare centratura e potenza dei colpi. Mette in mostra anche il suo dritto lungolinea, che la porta avanti 5-3. La russa, vincitrice a Tokyo nel 2005, spreca tre match point, di cui due sul propio servizio, prima di chiudere in due ore e 9 minuti con una risposta incrociata di rovescio.
La serba non ha avuto vita troppo facile, nonostante la vittoria in due set, contro la tenace cinese, testa di serie n.15 del tabellone. L’unico momento, però, di reale pericolo è arrivato nel terzo game del secondo set, quando la serba ha affossato un dritto a rete e perso il servizio prima di richiedere l’injury time. Non si sono però visti particolari effetti collaterali, anzi: con due vincenti dal fondo si procura due palle del controbreak. Ma basta la prima, perché la cinese manda un rovescio in corridoio. Nuovo break all’ottavo gioco per la Jankovic, che nel nono salva una palla break ma può esultare vedendo la risposta di rovescio della cinese rimbalzare oltre la riga di fondo.
E’ la sesta sfida tra Jelena e Masha, escludendo la semifinale di Roma 2008 non disputata per il walkover della siberiana, che è in vantaggio 4-1. Unica vittoria della Jankovic nella finale di Birmingham del 2007.

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Tennis – WTA Seul: la Date torna a vincere a 39 anni

Un trionfo quasi da record. ha vinto il torneo Wta di Seul e si prepara a festeggiare nel migliore dei modi il 39° compleanno: domani la giapponese spegnerà le candeline e lo farà dopo aver conquistato il titolo nella prova coreana. La Date, ex numero 4 del mondo, che a Seul aveva vinto già nel 1996, ha sconfitto in finale la spagnola Anabel Medina Garrigues con il punteggio di 6-3, 6-3, aggiudicandosi l’ottavo titolo di una carriera divisa in due fasi.
Dopo aver abbandonato l’attività agonistica nel 1996, nell’aprile dello scorso anno la veterana è tornata in campo. Solo una tennista, nella storia del circuito femminile, ha fatto centro ad un’età più avanzata: la statunitense Billie Jean King nel 1983 si impose a Birmingham quando aveva 39 anni, 7 mesi e 23 giorni.

Tennis – Federer v Nadal, la sfida continua in Coppa Davis

Federer e Nadal si ritroveranno di fronte il 5 marzo in Svizzera in occasione del primo turno di Coppa Davis. Lo svizzero ritrova dunque l’unico ostacolo per la consacrazione finale a miglior tennista di tutti i tempi, l’uomo che lo aveva detronizzato da Wimbledon, Australian Open e dal primo posto mondiale. Si sono alternati al vertice della classifica per 5 anni, sino al 17 agosto scorso, quando Murray ha scalzato Rafa dalla seconda posizione. Sono amici, hanno l’abitudine di menzionarsi quando uno dei due vince uno Slam e l’altro non arriva in finale oppure non partecipa al torneo. Come fece lo stesso Federer che in occasione dell’ultima affermazione sull’erba di Wimbledon ricordò ai presenti di essere stato avvantaggiato dall’assenza dello spagnolo a Londra.
Venti i confronti diretti tra i due, con il maiorchino che conduce 13-7. L’uno contro l’altro in sette finali dello Slam, tranne a Flushing Meadows. Nadal, sino al trionfo di Del Potro a New York contro lo svizzero, era stato l’unico tennista in grado di battere Roger in una finale dello Slam. Non si sono però mai affrontati in Coppa Davis ma non potranno evitarsi.
Lo svizzero è sempre stato allergico alla competizione a squadre, ma lrecentemente ha regalato due fondamentali punti alla Svizzera nel playoff vinto per 3-2 contro l’Italia a Genova. Nadal invece è una presenza più o meno costante con la sua nazionale con cui dal 4 al 6 dicembre prossimo, contenderà in finale l’Insalatiera, vinta già lo scorso anno, alla Repubblica Ceca, anche se ha saltato per infortunio la vittoriosa semifinale contro Israele.

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Tennis – WTA Guanzghou: la Peer ferma il sogno della Brianti

Si interrompe all’ultimo ostacolo il sogno di di vincere il suo primo torneo Wta della carriera; la 29enne di San Secondo Parmense è stata sconfitta nella finale del torneo asiatico di Guanzghou (220.000 dollari, cemento) dall’esperta israeliana Shahar Peer, numero 57 del ranking mondiale, per 6-3 6-4.
Alberta, che da domani si installa a ridosso delle prime 70 nel mondo, è rimasta in partita per tutta la gara contro un’avversaria più solida ed esperta. L’azzurra si è staccata sul 3-2 del primo set con la Peer che s’involava sul 5-2 prima di chiudere per 6-3. E nel secondo la Brianti, nonostante il break, è rimasta incollata alla rivale fino al 6-4 finale maturato dopo 88 minuti di gioco. Alla fine la differenza di punti (71 a 55) è stata determinata soprattutto dal servizio; l’azzurra ha chiuso con un saldo negativo di meno 5 (un ace e 6 doppi falli) mentre la Peer con più 5 (7 ace e 2 doppi falli). Alberta ha avuto a disposizione appena 2 palle break mentre ne ha offerte alla rivale ben 9. Per la ventinovenne azzurra è stata la prima finale Wta della carriera, mentre per la Peer si è trattato del quarto titolo della carriera dopo le tre vittorie del 2006 a Pattaya, Praga e Istanbul.
Nel corso del torneo Shahar Peer aveva battuto la tedesca Kathrin Woerle al primo turno per 6-1 6-4, l’uzbeca Akgul Amanmuradova per 6-3 6-3 al secondo, la cinese di Taipei Chan nei quarti per 6-3 6-1 e la cinese Shuai Peng in semifinale per 6-4 1-0 ritiro. La Brianti invece aveva fatto fuori l’australiana Sophie Ferguson al primo turno per 7-6 6-4, la slovacca Lenka Wienerova per 6-3 6-1 al secondo, la lettone Anastasija Sevastova per 6-4 6-2 nei quati e la giapponese Ayumi Morita per 6-3 7-5 in semifinale. Oltre alla Brianti, che era testa di serie numero 8, c’era a Guanzghou anche Maria Elena Camerin, numero 2 del seeding, battuta però al secondo turno dalla cinese di taipei Yung Jan Chang al tie break del terzo set.
E’ stata l’ottava presenza italiana in finale dell’anno dopo le tre finali di Flavia Pennetta, le due di Sara Errani e quelle di Roberta Vinci e Francesca Schiavone.

Tennis – Coppa Davis: il doppio tiene ancora in piedi l’Italia

Bolelli e Starace superano Svizzera 2, il doppio orfano di Federer, con C. L’Italia evita così il cappotto, dopo le vittorie schiaccianti di ieri da parte del n.1 mondiale e dello stesso Wawrinka. Il duo azzurro supera gli elvetici in 3 set, per 6-2 6-4 7-6 (3), e perlomeno riesce ad arrivare alla terza giornata senza aver già perso.
Domani, però, Federer – lasciato fuori per scelta tecnica del ct rossocrociato Luhti – tornerà in campo, nel primo incontro, contro Seppi, e i giochi potrebbero già chiudersi prima dell’ultimo Bolelli-Wawrinka, match meno chiuso di quello che lo precederà, anche se i favori del pronostico sono per il 25enne di Losanna.
L’incontro odierno non ha avuto praticamente storia, Starace e Bolelli si trovano ben presto avanti 2 set a zero. Più aperto il terzo set, con gli azzurri avanti di un break in avvio, e gli ospiti pronti a controbattere, con le unice palle break avute nell’incontro. La partita va avanti senza particolari sussulti fino al tie break, nel quale sono sempre gli italiani a comandare. Avanti 2-0, poi 4-1, fino al 6-2 che regala i quattro match point, il secondo dei quali va in porto.
Curiosità ha destato il forfait di Federer, che era regolarmente all’angolo dei suoi. Gli elvetici non hanno dato spiegazioni, e anche a match perso il capitano Severin Luhti ha glissato: “Pensavamo di avere delle chance anche con questo doppio – ha detto, ma gli azzurri sono stati molto bravi”. Interpellato sull’impiego di Federer nei match di domani, Luhti è stato ancora una volta enigmatico: “Sarà una sorpresa – ha detto, aggiungendo però che il n.1 mondiale “non ha alcun problema” e che “con ogni probabilità scenderà in campo”.
La sensazione è quella che gli svizzeri, praticamente sicuri del risultato finale della tre giorni genovese, abbiano preferito risparmiare la loro star, che lunedì nella notte italiana era ancora a New York a giocare la finale di Flushing Meadows. Il risultato di questa scelta, in un certo senso, accontenta tutti: i rossocrociati, che alla fine vinceranno comunque; gli azzurri, che non usciranno umiliati come si temeva, prima dell’inizio e ancor di più ieri sera.

Tennis – Coppa Davis: Italia-Svizzera 0-2. Federer liquida Bolelli in 3 set

La Svizera va sul 2 a 0. E l’Italia è già sull’irlo della sconfitta. Federer ha battuto Bolelli. Il punteggio finale è stato di 6-3 6-4 6-1, con il bolognese che ha annullato 2 match point prima di soccombere sul suo stesso servizio.
Un’ora e 40 minuti nella quale colui che molti additano come il più grande tennista della storia, pur con qualche errore di troppo a denotare qualche strascico del tour de force, ha saputo offrire al pubblico genovese alcuni di quelli che i suoi fan ormai chiamano “Federer moments”, dalla definizione dello scrittore americano David Foster Wallace, che su di lui ha addirittura scritto un saggio.
E alla fine, neanche il pubblico – dove per la verità i colori rossocrociati erano ben rappresentati – ha potuto evitare di applaudirlo, contrariamente a quanto accade normalmente nei match di Davis, dove il tifo – e in Italia accade più che in altri Paesi – somiglia più a quello di un campo di calcio, che a quello, pacato, rispettoso di ambo le parti, dei court del tennis.
Ora c’è il doppio, domani, che potrebbe già essere decisivo, in caso di vittoria elvetica. Con Seppi acciaccato, l’Italia dovrebbe schierare Fognini-Starace, anche lui non al massimo, mentre la Svizzera medita di mandare in campo la formazione migliore possibile, Federer-Wawrinka, che tra l’altro sono campioni olimpici in carica. Anche per liberare il fuoriclasse di Basilea, che, in caso di vittoria, potrebbe anche lasciare spazio alle riserve e salutare la compagnia domenica, per concedere un po’ di tempo in più a se stesso e alla famiglia, in particolare alle gemelle che sua moglie Mirka ha dato alla luce a fine luglio.

Tennis – Coppa Davis: Svizzera-Italia 1-0. Seppi umiliato

Andreas Seppi ha ceduto in tre set (6-4 6-1 6-2) a Stanislas (numero 20 del mondo) in un match senza storia.
L’azzurro n. 59 del mondo e n. 1 dell’Italia ha cominciato malissimo il primo set. E’ andato sotto 0-4, ma poi ha reagito: ha raccolto il primo game dopo 20 minuti, è risalito fino al 4-5 per poi cedere di nuovo il servizio nel decimo game che ha regalato il primo set allo svizzero. Stesso andamento nel secondo set, con Wawrinka avanti 3-0 e poi 6-1, padrone del campo di Valletta Cambiaso grazie soprattutto al rovescio. Alla fine del secondo set Seppi ha chiesto di tornare negli spogliatoi, seguito dal medico della squadra azzurra, il prof. Pierfrancesco Parra.
“Andreas ha cominciato a stare male alla fine del primo set, ha un problema allo stomaco, ha un senso di nausea che è andato peggiorando”. L’altoatesino allievo di Massimo Sartori è rimasto comunque in campo fino alla fine del match, ma senza opporre resistenza al gioco di Wawrinka.

Tennis – US Open: Del Potro annichilisce Nadal e vola in finale

L’Open degli Stati Uniti perde Rafael Nadal e lo fa in maniera clamorosa. Lo spagnolo non riesce neppure a fare match pari contro rimediando una delle sconfitte più sonore dell’intera carriera. Il 6-2 6-2 6-2 incassato da Rafa in due ore e venti minuti pesa come un macigno sulle ambizioni dello spagnolo di tornare quello d’inizio d’anno. Ma il merito è soprattutto di Del Potro, che ha giocato un match senza sbavature annullando con la forza le poche chance offerte all’ex numero 1 del mondo.
Del Potro ha fatto il break già nel quarto game dell’incontro e ha mantenuto una condotta di gara esemplare. Sul 4-2 Del Potro ha commesso un doppio fallo offredo a Nadal la palla per rientrare in partita che però Nadal non è riuscito a giocare come avrebbe voluto. Nel secondo set stessa storia: l’argentino è andato avanti 3-1 grazie a un doppio fallo di Nadal che tentava inutilmente di forzare i tempi. Del Potro mancava un paio di chance per salire 5-1 ma non quella per il 5-2, preludio a un secondo 6-2. E la terza frazione è stata una passeggiata di salute che ha ulterioramente evidenziato gli enormi progressi compiuti del giovane argentino.
Nadal non ha servito neppure male (78% di prime) ma è stato meno esplosivo e penetrante del solito. I quattro ace sono stati annullati dai quattro doppio falli commessi tutti in fasi molto delicate. Nadal ha vinto appena il 57% dei punti con la prima e solo il 30% con la seconda. I suoi vincenti sono stati appena 19 contro i 33 di Del Potro, gli errori pressochè uguali (28 a 27 per l’argentino). L’attuale stato di forma di Nadal viene certificato dalla palle break; ne ha avute 5 senza riuscire a sfruttarne nepppure una contro il 6 su 16 di Del Potro che alla fine ha fatto 100 punti esatti contro i 75 di Nadal. Neppure Soderling all’ultimo Roland Garros era riuscito a dominare Nadal come ha fatto Del Potro. Forse gli ultimi due che lo avevano massacrato in un match tre su cinque erano stati Fernando Gonzalez e Jo Wilfried Tsonga agli Australian Open del 2007 e 2008.
“Lui ha giocato in maniera incredibile – ha commentato Nadal a fine match – e ha servito benissimo dall’inizio alla fine. Perdere così non è bello ma sto rimettendomi in sesto, il problema al ginocchio è quasi superato e sono molto fiducioso per il resto della stagione”. “Questo è il momento più importante della mia carriera – ha detto Del Potro – e sono felice perchè questo è il mio torneo preferito. Ho sempre sognato di vincere qui. Domani non sarà facile ma ora voglio pensare solo a questa vittoria”.